Vaccini Covid per categorie lavorative: da quali si potrebbe partire? Il piano

Pubblicato il 6 Maggio 2021 alle 11:06 Autore: Guglielmo Sano
Vaccini Covid per categorie lavorative: da quali si potrebbe partire? Il piano

Vaccini Covid per categorie lavorative: da quali si potrebbe partire? Il piano

Vaccini Covid: ripartono le somministrazioni per gli insegnanti e torna a scaldarsi il tema relativo all’articolazione del piano vaccinale in base alle categorie lavorative e non – o almeno non soltanto – per classi di età o situazioni di “vulnerabilità”. Toccherebbe all’Inail definire quelle prioritarie sul fronte immunizzazione.

Vaccini Covid: ripartono le somministrazioni per gli insegnanti

Vaccini Covid: a darne notizia è stato lo stesso Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, da oggi giovedì 6 maggio, ripartono le prenotazioni per professori universitari, insegnanti della scuola e personale non docente. Si parla di circa 39mila persone che erano rimaste escluse dalla campagna vaccinale per via dell’abbandono del criterio della categoria lavorativa a favore di quello riguardante le classi d’età.

La lettura più probabile è che, mano a mano che va avanti la copertura della fascia +80-65 anni, dal governo si voglia privilegiare l’immunizzazione dei lavoratori maggiormente esposti al contagio anche per permettere la ripartenza di attività che, di fatto, sono ancora chiuse e che potrebbero restare ferme ancora a lungo senza un’iniziativa del genere.

Quali potrebbero essere le categorie prioritarie?

Vaccini Covid: il Commissario all’emergenza Figliuolo ha già dato qualche anticipazione rispetto all’ampliamento della campagna vaccinale in base al criterio delle categorie lavorative. Anche se con tutta probabilità correrà in parallelo a quello per fasce d’età, già a metà-fine maggio dovrebbero cominciare le somministrazioni in azienda. Secondo le prime indiscrezioni sul piano, una volta messi in sicurezza gli over 65, dunque, da giugno in poi, a meno di sorprese, partirà la vaccinazione per categorie produttive. L’ordine di priorità dovrebbe essere stabilito dall’Inail.

In cima alla lista dovrebbero comparire, a parte gli insegnanti e i lavoratori del comparto difesa, sicurezza, pubblico soccorso, gli addetti al commercio al dettaglio, i lavoratori dei supermercati per esempio, gli addetti alle consegne a domicilio, e gli addetti ai servizi di cura per la persona, come parrucchieri ed estetisti. Ancora prima, però, dovrebbe essere data precedenza agli operatori del turismo: la corsi preferenziale seguirà il ritmo dell’introduzione del green pass che il Presidente del Consiglio Draghi vorrebbe battezzare già a metà maggio.  

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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