Brevetto vaccini, possibile revoca: no di Merkel e Pfizer. Le motivazioni

Pubblicato il 7 Maggio 2021 alle 11:51 Autore: Claudio Garau
Vaccini Covid: un italiano su 4 dice no. Figliuolo: "nessun problema scettici"

Brevetto vaccini, possibile revoca: no di Merkel e Pfizer. Le motivazioni

La notizia è stata quasi un terremoto, in considerazione delle immediate reazioni che ha suscitato. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha infatti dichiarato in modo piuttosto netto che la lotta globale al coronavirus, deve passare dalla revoca del brevetto vaccini. Insomma, l’ex vice di Obama, ha precisato di essere del tutto propenso a dire sì alla sospensione di detti brevetti. In buona sostanza, ciò comporterebbe che gli USA sarebbero pronti ad una produzione estesa e, soprattutto, senza i vincoli legati alla proprietà intellettuale, ossia un argomento di diritto peraltro di elevata complessità.

Di seguito vogliamo chiarire proprio questo: quando si parla di revoca brevetto vaccini, a che cosa ci si riferisce? E quali sono state le reazioni dei principali interlocutori dell’amministrazione americana sul tema? Vediamolo.

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Brevetto vaccini, possibile revoca: chi sono i favorevoli?

In questi giorni, proprio il Premier Mario Draghi si è espresso favorevolmente sul tema della sospensione del brevetto vaccini: “I vaccini sono un bene comune globale. È prioritario aumentare la loro produzione, garantendone la sicurezza, e abbattere gli ostacoli che limitano le campagne vaccinali”.

D’altronde, senza il vincolo della proprietà intellettuale, ogni azienda del settore farmaceutico potrebbe produrre i vaccini già approvati, diminuendo i tempi delle future produzioni e consegne.

L’amministrazione Biden, con una nota ufficiale, ha reso noto di essere “attivamente” impegnata per la sospensione dei brevetti vaccini, nei negoziati in corso al Consiglio generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), a Ginevra. Pertanto, non si tratta soltanto di dichiarazioni orali, ma sono già stati fatti concreti passi in direzione dello stop ai brevetti.

Il tema della condivisione dei vaccini per un più massiccio contrasto al coronavirus, trova l’accoglimento anche della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen:L’Ue è pronta a discutere qualsiasi proposta che affronti la crisi” del Covid “in modo efficace e pragmatico. Questo è il motivo per cui siamo pronti a discutere di come la proposta degli Stati Uniti” può “aiutare a raggiungere tale obiettivo”, ha dichiarato.

Alla Von der Leyen si è aggiunto il parere di Charles Michel, a capo del Consiglio Europeo: “‘Ue è pienamente impegnata a eliminare ogni barriera che ostacoli la lotta globale al Covid-19. Tutti i Paesi devono consentire l’esportazione ed evitare di interrompere le catene di approvvigionamento. Dobbiamo sviluppare la capacità di produzione globale con il sostegno finanziario dell’Ue per i partner in via di sviluppo“.

L’ottica è insomma quella della condivisione e della deroga alle regole tecniche della tutela della proprietà intellettuale: ed anche Emmanuel Macron ha proseguito nella stessa direzione. “Dobbiamo evidentemente fare di questo vaccino un bene pubblico mondiale“, rilevando che è primaria la necessità della “donazione di dosi” nonché “produrre in partenariato con i Paesi più poveri”. Pareri positivi anche da parte di Russia ed OMS.

Chi si oppone alla decisione dello stop temporaneo ai brevetti?

In tema di possibile sospensione temporanea al brevetto vaccini, allo scopo di velocizzare la campagna vaccinale in tutto il pianeta, non sono però tutti d’accordo.

In particolare, la cancelliera tedesca Angela Merkel si è mostrata piuttosto scettica nei confronti della iniziativa di Biden. Anzi, in base a quanto reso noto da una portavoce del governo tedesco: “La protezione della proprietà intellettuale è una fonte di innovazione e deve rimanere tale anche in futuro”.

Le case farmaceutiche non sembrano affatto favorevoli allo stop brevetto vaccini, sebbene la mossa di Biden possa di fatto accelerare non di poco la produzione, specialmente nelle aree più povere del pianeta. E la scelta dell’amministrazione americana ha già condotto al crollo in borsa dei titoli delle aziende del settore farmaceutico, che – non a caso – si stanno opponendo con forza.

La Federazione internazionale delle aziende farmaceutiche con sede a Ginevra ha definito ‘deludente’ l’idea dello stop al brevetto vaccini. “Siamo totalmente in linea con l’obiettivo che i vaccini siano rapidamente e equamente distribuiti nel mondo. Ma come abbiamo ripetuto più volte, una sospensione è la risposta semplice ma sbagliata a un problema complesso“, è stato il contenuto di una nota sul tema.

Il no di Pfizer e Farmindustria

In particolare, Pfizer, da molti mesi in prima linea nella lotta al coronavirus, non ci sta e tramite l’amministratore delegato Albert Bourla, ha dichiarato apertamente il suo no alla rimozione dei brevetti sui vaccini anti-Covid. Non solo: laboratorio tedesco BioNTech, il quale – come noto – produce il vaccino con Pfizer, specifica che: “I brevetti non sono il fattore limitante della produzione e dell’approvvigionamento del nostro vaccino. Non aumenterebbero la produzione mondiale né l’approvvigionamento delle dosi di vaccini nel breve e medio termine”.

Anche Farmindustria, l’associazione delle imprese del farmaco, non ha usato mezzi termini per definire la sua posizione contraria allo stop brevetto vaccini: “Sorprendono e preoccupano le dichiarazioni e le iniziative internazionali volte a ridurre o ad annullare la tutela dei brevetti. Iniziative che, di certo, non risolvono il problema di avere subito più vaccini“. Anzi, per l’associazione la sospensione “non servirebbe ad aumentare la produzione né a offrire le soluzioni necessarie per vincere la pandemia. Potrebbe avere invece l’effetto opposto: dirottare risorse, materie prime verso siti di produzione meno efficienti. E potrebbe determinare l’aumento della contraffazione a livello globale”.

Concludendo, staremo a vedere quali saranno gli sviluppi di questa complessa vicenda, che mescola ragioni politico-sociali con i complessi temi della tutela della proprietà intellettuale.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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