Mix di vaccini: la proposta di Draghi all’Ema. In cosa consiste?

Pubblicato il 27 Maggio 2021 alle 10:59 Autore: Guglielmo Sano
Mix di vaccini: la proposta di Draghi all’Ema. In cosa consiste?

Mix di vaccini: la proposta di Draghi all’Ema. In cosa consiste?

Mix di vaccini: poter somministrare la seconda dose con un composto diverso da quello utilizzato per la prima sarebbe una freccia in più nella faretra della campagna vaccinale, non solo italiana. Il Presidente del Consiglio Draghi ha chiesto all’Ema, l’Agenzia del farmaco Ue, di prendere approfonditamente in esame la proposta. Organo verso il via libera.

Mix di vaccini: la proposta di Draghi all’Ema

Mix di vaccini: anche se la campagna vaccinale sembra essere entrata a regime, nonostante alcune criticità riguardanti la fascia di popolazione più anziana, e l’approvvigionamento ha cominciato ad essere regolare, appaiono comunque lontani i gravi ritardi degli scorsi mesi nelle spedizioni, poter somministrare la seconda dose con un composto di marca diversa rispetto a quello utilizzato per la prima sarebbe una freccia in più nella faretra del piano di immunizzazione non solo italiano ma europeo.

Lo pensa sicuramente il Presidente del Consiglio Mario Draghi che ha avanzato ufficialmente l’ipotesi all’Ema: adesso tocca all’Agenzia del Farmaco Europea valutare la fattibilità del mix di vaccini. Le ultime indiscrezioni vogliono l’organo in procinto di dare il via libera a quei paesi che vorranno sperimentare il “cocktail” di composti in caso di necessità.

Cosa dicono le ultime ricerche?

Mix di vaccini: la possibilità di somministrare la seconda dose con un composto diverso da quello utilizzato per la prima, in realtà, è allo studio già da tempo. Per esempio, alcune ricerche – condotte comunque “in piccolo” – sembrano dimostrare che il richiamo con vaccino a mRNA (Pfizer e Moderna) dopo una prima iniezione di Astrazeneca portano a sviluppare una copertura più che soddisfacente contro il Sars Cov 2. Posto questo si pone il problema della “sicurezza” dell’operazione: qui le ricerche sembrano indicare una maggiore incidenza di effetti collaterali non gravi a breve termine (febbre, dolori articolari, fiacchezza) ma niente di più.

Si parla comunque di numeri statisticamente quasi irrilevanti e comunque non superiori a quelli riscontrati a seguito di completamento del ciclo vaccinale col medesimo composto. La possibilità di procedere al mix di vaccini è già realtà in alcuni paesi tra cui la Spagna: molti under 60 (generalmente lavoratori essenziali come insegnanti e poliziotti) hanno ricevuto la prima dose di Astrazeneca prima che l’uso del composto fosse riservato agli over 60. Adesso gli è data la possibilità di completare il ciclo sempre con Astrazeneca oppure se fare la seconda dose con Pfizer.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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