Assegno unico: scadenza, destinatari e come fare domanda

Pubblicato il 27 Settembre 2021 alle 15:00 Autore: Claudio Garau
Assegno unico 2021: importo massimo per figlio e quando si prende

Assegno unico: scadenza, destinatari e come fare domanda

Questi sono giorni importanti per quanto attiene al cd. assegno unico figli a carico. Si tratta di una misura di sostegno ai nuclei familiari con figli minori a carico che non hanno diritto al cd. assegno per il nucleo familiare, ossia l’ANF.

E’ un conto alla rovescia: infatti, gli interessati devono sapere che entro pochi giorni scadrà il termine per fare domanda per quanto attiene agli arretrati dell’assegno unico, vale a dire per l’assegno “temporaneo” che copre il periodo transitorio tra luglio a settembre 2021.

In caso di presentazione posteriore al 30 settembre, la prestazione sarà riconosciuta dal primo giorno del mese di presentazione della domanda: in buona sostanza, non saranno riconosciuti dall’INPS gli importi previsti per il periodo che va da luglio a settembre 2021. Abbiamo innanzi una misura ‘ponte’, la quale ha la funzione di anticipare la riforma che andrà a regime a partire dal gennaio del prossimo anno. L’assegno unico e universale consiste nella riforma più importante mai approvata, nell’ambito delle misure di sostegno per le famiglie. La finalità è quella di mettere ordine alle tante e diverse forme di aiuto approvate, via via nel corso degli anni.

Vediamo allora qualche dettaglio in merito.

Assegno unico figli: chi sono i destinatari? Ecco come fare domanda

C’è tempo fino al 31 dicembre per presentare la domanda per l’assegno unico temporaneo, finalizzato ad aiutare economicamente non poche famiglie italiane. Chiariamo subito che la platea dei destinatari è piuttosto variegata e comprende:

  • lavoratori autonomi;
  • disoccupati;
  • coltivatori diretti;
  • coloni e mezzadri;
  • titolari di pensione da lavoro autonomo;
  • e, come detto, nuclei familiari che non hanno tutti i requisiti necessari per avere diritto all’ANF.

Le modalità per presentare domanda per l’assegno unico, sono quelle ormai già ben note. L’interessato dovrà dunque fare riferimento ai seguenti canali INPS, sfruttando le funzionalità della piattaforma online, accedendo con:

  • SPID;
  • carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
  • carta nazionale dei servizi (CNS);
  • PIN Inps rilasciato entro il primo ottobre 2020.

Altresì possibile usare il Contact Center Integrato e i servizi offerti dagli enti di Patronato.

Come sopra accennato, per le domande assegno unico presentate entro il 30 settembre saranno assegnati gli arretrati dal primo luglio.

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Assegno figli: come saranno effettuati i pagamenti?

Tutta la procedura collegata al beneficio è di facile svolgimento: l’interessato deve semplicemente indicare codice fiscale dei figli minori e Iban su cui accreditare le somme. Ovviamente occorre essere in possesso di un ISEE corrente, che però non va allegato. Ciò poichè la verifica sui requisiti di cui all’indicatore economico saranno controllati da Inps in via automatica. Attenzione però: laddove non si sia in possesso di Isee alla data della domanda, la richiesta non sarà rigettata dal Inps ma si avrà tempo fino al 30 settembre per presentare il documento senza rischi di non usufruire poi delle eventuali mensilità arretrate.

In molti si potrebbero domandare come di fatto avverrà il pagamento di quanto spettante. Ebbene, il pagamento dell’assegno unico figli sarà compiuto con accredito su conto corrente; bonifico domiciliato; carta di pagamento con Iban o libretto postale intestati al genitore che fa domanda per la misura ponte dell’assegno unico.

Nella particolare ipotesi di genitori separati legalmente o divorziati con affido condiviso, il versamento dell’assegno unico è diviso al 50 % tra i due genitori; o compiuto verso l’unico genitore richiedente in presenza di un accordo tra di loro.

Infine, rimarchiamo che coloro i quali già incassano il reddito di cittadinanza non sono tenuti a presentare alcuna domanda per l’assegno unico figli, giacchè la quota di assegno prevista sarà pagata d’ufficio dall’Inps direttamente sulla carta di pagamento RdC.

L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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