Bonus 2022 acqua potabile: beneficiari, meccanismo, domanda

Pubblicato il 13 Gennaio 2022 alle 19:41 Autore: Claudio Garau
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Nel ricco catalogo di bonus ed agevolazioni previste per l’anno appena iniziato, forse non tutti sanno che è incluso anche il bonus 2022 acqua potabile, detto anche bonus bollicine. Infatti, la legge di Bilancio 2022 ha prorogato la misura di un anno, dunque fino al 2023.

Di seguito intendiamo dare qualche informazione di sintesi, onde non rischiare di perdere questa interessante beneficio, che opera secondo un preciso meccanismo e per il quale si può fare domanda nelle modalità che ora specificheremo.

Bonus 2022 acqua potabile: cos’è e stanziamento del Governo

Dal primo al 28 febbraio gli interessati possono richiedere un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute dal primo gennaio 2021 al 31 dicembre 2022, per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare.

La finalità, piuttosto evidente, di questo bonus 2022 è diminuire il consumo di plastica e razionalizzare l’utilizzo dell’acqua potabile. Nel sito dell’Amministrazione Finanziaria, i sistemi considerati sono quelli mirati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo da parte dell’uomo, ed erogate dagli acquedotti. L’Esecutivo ha previsto in totale 5 milioni di euro per il bonus 2022 acqua potabile.

Le spese su cui far valere il bonus 2022 acqua potabile sono fino ad un ammontare complessivo:

  • non al di sopra, per le persone fisiche esercenti attività economica, di mille euro per ognuna unità immobiliare o esercizio commerciale;
  • per gli altri soggetti, di 5.000 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale,

Attenzione però: il bonus 2022 in oggetto non deve essere confuso con il bonus risparmio idrico pari a 1.000 euro per la sostituzione dei sanitari.

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Bonus 2022 acqua potabile: come ottenere il credito di imposta?

L’interessato all’ottenimento del bonus 2022 acqua potabile deve sapere che, per poter richiedere il credito d’imposta, l’importo delle spese effettuate deve essere acclarato da una fattura elettronica o un documento commerciale nel quale sia indicato il codice fiscale del soggetto che vuole il bonus in oggetto.

Inoltre l’Amministrazione Finanziaria rende noto che per i privati, e in linea generale per i soggetti differenti da quelli che svolgono attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, il pagamento deve essere compiuto con versamento bancario o postale o con diversi sistemi di pagamento che non siano i contanti.

In particolare, la somma delle spese agevolabili va comunicata dall’interessato all’Agenzia delle Entrate tra il primo e il 28 febbraio dell’anno posteriore a quello di sostenimento del costo. Per la comunicazione, l’interessato deve inviare il modello ad hoc, che è pubblicato sul sito dell’Amministrazione Finanziaria, attraverso il servizio web disponibile nell’area riservata o con i canali telematici dell’Agenzia stessa.

In questa pagina del sito dell’Agenzia delle Entrate, tutti i dettagli dell’iniziativa.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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