Sondaggi elettorali Swg, scende il centrodestra a causa del calo di Lega e Forza Italia

Pubblicato il 22 Novembre 2022 alle 18:43 Autore: Gianni Balduzzi
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Italiani spaccati sullo stralcio delle cartelle esattoriali

Dopo il deciso aumento di settimana scorsa questa settimana il centrodestra sembra essere vittima di una decisa battuta d’arresto.

Secondo i sondaggi elettorali di Swg sono i due anelli più deboli, Lega e Forza Italia, a subire un calo sostanziale. La formazione di Salvini perde mezzo punto e va al 7,6%, mentre quella di Berlusconi scende del 0,4% ed è ora al 6,4%, molto al di sotto della percentuale raggiunga il 25 settembre.

L’ulteriore aumento di Fratelli d’Italia, che va dal 30,1% al 30,4%, non basta a compensare questi dati.

Dove va il consenso? Soprattutto nei partiti più piccoli. Le liste sotto l’1% infatti aumentano del 0,3%, andando al 4,2%, Unione Popolare e Sinistra Italiana/Verdi del 0,2%, e arrivano all’1,5% e al 4%.

Unica eccezione, il Pd, che recupera due decimali e sale al 16,2%. Diminuisce lo scarto con il Movimento 5 Stelle, che è al 16,9%, ma parliamo comunque di un valore di quasi tre punti più piccolo di quello delle elezioni.

Scende, anche solo di un decimale, pure Azione/Italia Viva, ora al 7,9%, mentre gli ex alleati di +Europa lo 0,1% lo guadagnano e raggiungono così il 3%

sondaggi elettorali
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Sondaggi elettorali Swg per gli italiani le tasse vanno tagliate solo ai poveri

Il tema di maggiore attualità ora è la manovra economica. Come sempre al centro c’è la riduzione delle tasse.

Per il 41% degli italiani il governo riuscirà ad abbassare la pressione fiscale, anche se per il 33% solo di poco. Per il 31% rimarrà la stessa, mentre il 13% crede che aumenterà.

Naturalmente gli elettori della maggioranza sono molto più convinti di quelli dell’opposizione delle chance di riuscita dell’esecutivo.

Secondo gli stessi sondaggi elettorali vi è una nettissima preponderanza di favorevoli a un abbassamento delle tasse solo a chi ha redditi bassi. Per il 56% (il 73% tra i pensionati) si devono privilegiare quelli con entrate inferiori ai 15mila euro, per il 59% a quelli con reddito tra 15 e 28 mila euro.

Molti meno, il 32%, credono che siano da beneficiare anche coloro che arrivano al 32%. E quasi nessuno quelli più ricchi.

Per il 21% e il 22% rispettivamente le tasse vanno tagliate a partite Iva e aziende.

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Venendo ai provvedimenti ve ne è uno che spacca l’elettorato, è la rottamazione totale o parziale delle cartelle esattoriali.

Per il 34%, che diventa il 51% tra gli elettori di centrodestra, è giusta, mentre il 35% è contrario. Una quota non piccola, il 31%, non è né favorevole né contrario.

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Sulla questione della flat tax per gli stessi sondaggi elettorali quasi metà degli italiani pensa che la tassazione debba essere progressiva. È l’opinione del 69% di chi vota forze dell’opposizione e del 34% di quelle della maggioranza.

Solo il 14% crede che una riforma fiscale dovrebbe introdurre la flat tax, mentre per il 21% dovrebbe esistere la solo per alcune categorie, con una tassazione progressiva per altre.

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Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati con metodo Cawi tra il 16 e il 18 novembre su 800 soggetti, fatta eccezione per quelli sulle intenzioni di voto, che sono stati fatti tra il 16 e il 21 su 1.200 con metodo Cati-Cami-Cawi

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L'autore: Gianni Balduzzi

Editorialista di Termometro Politico, esperto e appassionato di economia, cattolico- liberale, da sempre appassionato di politica ma senza mai prenderla troppo seriamente. "Mai troppo zelo", diceva il grande Talleyrand. Su Twitter è @Iannis2003
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