RdC 2023: nuove regole con il Governo Meloni. Quali sono

Pubblicato il 22 Novembre 2022 alle 22:16
Aggiornato il: 28 Novembre 2022 alle 09:40
Autore: Guglielmo Sano
RdC 2023: nuove regole con il Governo Meloni. Quali sono

RdC 2023: nuove regole con il Governo Meloni. Quali sono

RdC 2023: Governo Meloni all’attacco del Reddito di Cittadinanza. In Legge di Bilancio una norma che ne prevede la progressiva abolizione per i soggetti “occupabili”. Invece, dovrebbe rimanere in vigore per le categorie di percettori più “fragili”. Una panoramica delle nuove regole in corso di introduzione.

RdC 2023: sussidio in dismissione per gli “occupabili”

RdC 2023: come preannunciato in campagna elettorale, il centrodestra si scaglia contro l’impianto originario del Reddito di Cittadinanza. Con la sua prima Legge di Bilancio, il Governo Meloni ha scelto di dettagliare la propria proposta programmatica riducendo nettamente la platea degli aventi diritto a ricevere il sussidio: infatti, nel corso del 2023 dovrebbe essere via via ritirato a tutti i soggetti cosiddetti “occupabili” (mentre non cambierà niente per chi è da considerarsi “inoccupabile”).

Ancora non è disponibile il testo del disegno di legge che dovrebbe comparire in Finanziaria, tuttavia, dalle prime informazioni diffuse dai membri dell’esecutivo coinvolti in modo diretto nella sua stesura, oltre al Presidente Meloni il ministro del Lavoro Marina Calderone, rientreranno nella categoria degli occupabili tutti i percettori con età compresa tra i 18 e i 59 anni, senza disabilità riconosciute, senza minori, disabili o over 60 a carico, per cui l’assegno mensile non funge da integrazione a un reddito – molto basso – da lavoro.

Erogazione vincolata a percorsi di riqualificazione professionale

RdC 2023: dunque, questi soggetti non si vedranno tolto da subito il sussidio, come si prevedeva inizialmente: potranno riceverlo per un massimo di altri 8 mesi (attualmente l’RdC viene erogato per 18 mensilità ma può essere rinnovato), nel frattempo, però, dovranno frequentare dei corsi professionalizzanti. Il sussidio decade se i percettori non frequentano tali percorsi di riqualificazione lavorativa o se rifiutano la prima offerta di lavoro congrua (e non più dopo aver rifiutato la seconda). In ogni caso questa categoria di soggetti non riceverà più l’RdC dal 2024.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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