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pubblicato: mercoledì, 11 settembre, 2013

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Schulz: “Stabilità politica italiana è fondamentale per l’Europa”

Il Presidente del Parlamento europeo, il socialdemocratico Martin Schulz, tifa per le larghe intese. Intervistato dal Corriere della Sera, il politico tedesco, salito agli onori della cronaca nel 2003 per essersi beccato del “kapò nazista” dall’allora premier Silvio Berlusconi, dice la sua sulla situazione politica del nostro paese. E fa capire di essere vicino ad Enrico Letta.

“L’Europa ha bisogno della stabilità in Italia. Ciò che auguro a tutto il popolo italiano, e alla sua economia, è un governo stabile. Uno c’è già, ed è quello guidato da Enrico Letta”. “Non commento quello che fa o decide il Parlamento italiano ma l’attuale maggioranza formata da due alleati, centrodestra e centrosinistra, e guidata da Enrico Letta, si è dimostrata realmente forte e costruttiva, anche nel sostenere gli ambiziosi programmi per il 2014”.

Si passa poi a parlare del G20 appena concluso a San Pietroburgo, nel quale i leader europei hanno rivendicato le politiche di rigore di bilancio come base su cui fondare la ripresa economica. Qui emerge l’anima “di sinistra” di Schulz che sposta l’attenzione sulla distribuzione della ricchezza: “Penso che tutti dobbiamo essere contenti di fronte a un miglior sviluppo dell’economia. Certo che è un bene. Ma questo stesso bene ha un vero significato solo se viene usato contro la disoccupazione giovanile e per una migliore distribuzione della ricchezza. Sennò, l’ottimismo da solo non serve a nulla. Nessun bilancio pubblico può risollevarsi senza una vera crescita. Oggi, al contrario, abbiamo una pessima distribuzione della ricchezza, fra un Paese e l’altro e all’interno dei singoli Paesi”.

Un cenno, infine, alle imminenti elezioni in Germania, la cui importanza va ben al di là dei confini teutonici. “Non sono in grado di fare pronostici, anche se ovviamente la mia preferenza andrà alla Spd”. Tutti i sondaggi, però, dicono ancora Angela Merkel, ancora destra. Schulz non si scompone: “Nulla è ancora deciso, proprio nulla. Ed è questo il fattore più importante: in Germania, come in tanti altri Paesi, a una ventina di giorni dal voto il 35-45% dei cittadini si dice ancora incerto su chi votare. Qui c’è un messaggio per tutti i partiti: i loro elettori vogliono essere convinti fino in fondo, e questo è forse il miglior modo di rafforzare la democrazia”.

 

Alessandro Genovesi

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