Pubblicato il 30/10/2013 Ultimo aggiornamento: 8 Agosto 2019 alle 16:27

Dal Blog: Possiamo lasciare le cose come stanno e piantarla di speculare sul dolore?

autore: Alessandro Siro Campi

La Legge Italiana prevede già la possibilità di seppellire i feti.

ART. 7
Per i nati morti, ferme restando le disposizioni dell’art. 74 del Regio Decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello Stato Civile, si seguono le disposizioni stabilite dagli articoli precedenti.
Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all’ufficiale di Stato Civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall’Unità Sanitaria Locale.
A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane.
Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall’espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento all’Unità Sanitaria Locale accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto.

ART. 50
Nei cimiteri devono essere ricevuti quando non venga richiesta altra destinazione:
i cadaveri delle persone morte nel territorio del Comune, qualunque ne fosse in vita la residenza;
i cadaveri delle persone morte fuori del Comune, ma aventi in esso, in vita, la residenza;
i cadaveri delle persone non residenti in vita nel Comune e morte fuori di esso, ma aventi diritto al seppellimento in una sepoltura privata esistente nel cimitero del Comune stesso;
i nati morti ed i prodotti del concepimento di cui all’art. 7;
i resti mortali delle persone sopra elencate.

Aprire dibattiti su questo argomento (da una parte o dall’altra) è mancare di rispetto a chi ha vissuto una tragedia. Approvare regolamenti per permettere di fare ciò che è già permesso è una pagliacciata vergognosa.
Cogliere l’occasione per attaccare chi vuole seppellire il feto che ha portato in grembo è altrettanto vergognoso.
Non oso immaginare il dolore causato in questi giorni a chi si è trovato in situazione già dolorose di loro aprendo i giornali o i social network.

Possiamo lasciare le cose come stanno e piantarla di speculare sul dolore?

Autore: Alessandro Siro Campi

Alessandro Siro Campi nasce nel 1975. Si laurea nel 2000 in Ingegneria Informatica e consegue il dottorato nel 2004. Dal 2005 è ricercatore presso il Politecnico di Milano dove si occupa di Web e di interrogazioni e mining dei dati. Il suo blog personale è Alesiro
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