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pubblicato: lunedì, 20 gennaio, 2014

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Bari, l’ex Pd Tedesco appoggerà Forza Italia alle prossime Comunali

Mentre a Roma si discute di riforme e di legge elettorale, nei comuni al voto nel mese di maggio – in corrispondenza delle elezioni europee – comincia il dibattito interno ai partiti per la scelta dei candidati alla carica di sindaco.

Oggi, il quotidiano Il Tempo si è occupato della decisione dell’ex senatore del Partito Democratico Alberto Tedesco, che ha ufficializzato il suo appoggio a Mimmo Di Paola, candidato sindaco di Bari – importante comune al voto –, sostenuto da una lista civica vicina a Forza Italia. Una scelta apparentemente singolare ma quasi scontata: i rapporti tra l’attuale primo cittadino in scadenza Michele Emiliano e l’ex assessore della giunta Vendola non sono mai stati idilliaci. E le prossime primarie di coalizione potrebbero vedere la vittoria di Antonio Decaro, deputato Pd e soprattutto personalità vicina a Emiliano, dopo essere stato svezzato politicamente dallo stesso Tedesco.

Proprio sulla candidatura di Decaro, il mister preferenze pugliese ha detto: “Decaro era ed è un professionista che poteva essere prestato alla politica e svolgere un ruolo tecnico nelle materie congeniali. Ha scelto di essere un politico navigato mostrando una grande inclinazione verso i vizi piuttosto che verso le virtù. Mi riferisco al vizio peggiore, cioè il trasformismo”.

tedesco

L’accusa non arriva certamente dal pulpito più appropriato, data la nota militanza di Tedesco nelle file democratiche fino alla sua caduta in disgrazia a causa dell’affaire Sanitopoli in Regione Puglia, processo dal quale però è stato prosciolto nel luglio scorso. Quell’avvenimento ha costretto alle dimissioni l’ex assessore dem. A questo proposito, Tedesco si toglie qualche sassolino di dosso: “Mi sarebbe bastato ricevere durante le giornate della Sanitopoli, la metà della comprensione che i democratici hanno avuto per il ministro De Girolamo. Ma non sono né il marito né l’amante di Francesco Boccia”.

Sul candidato di Forza Italia, l’ex senatore si è fatto un’idea ben precisa: “È un imprenditore che ha dato dimostrazione di capacità nel pubblico (ha amministrato la società Aeroporti di Puglia per due mandati ndr) e nel privato, di autonomia nella gestione pubblica e di non farsi ingabbiare in logiche di parte. Ha un profilo civico ideale per rompere la vigente egemonia fatta di mancanza di misura e assoluta autoreferenzialità”.

Poi attacca la gestione Emiliano: “Non può essere etichettata come progressista. Tutto è fermo al punto di partenza, a dieci anni fa. Bari è priva di progettualità, non ha assecondato la vocazione di sviluppo che la faceva definire ‘Capitale del mezzogiorno’. È rimasta un grande paesone indistinto, con l’aggravante che l’anima mercantile appare ferita”.

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