Elezioni Svezia 2018: gli euroscettici non sfondano. L’analisi del voto

Elezioni Svezia 2018: Il pareggio fra centrosinistra e centrodestra Doveva essere un predominio dei populisti di destra ed una debacle socialdemocratica. E invece, le elezioni generali svedesi hanno lasciato quello che gli inglesi chiamerebbero hung parliament, un parlamento “appeso”. È stato infatti un pareggio, quello sancito dai risultati della tornata elettorale di ieri. Nello specifico, un pareggio tra le forze di centro-sinistra (I Rosso-Verdi) e i partiti di centro-destra (L’Alleanza). I primi hanno raccolto complessivamente il 40,6% delle preferenze, mentre i moderati hanno conquistato il 40,3%. Pochi decimali separano dunque le due formazioni. In mezzo, il partito populista di destra ed euroscettico dei Democratici Svedesi; guidato dal leader Jimmie Åkesson, ha raggiunto il 17,6%. Elezioni Svezia 2018: il calo nei consensi delle formazioni tradizionali All’indomani di queste elezioni per il rinnovo del Riksdag (il Parlamento svedese), le forze moderate e socialdemocratiche tirano un sospiro di sollievo di fronte al risultato al di sotto delle aspettative della formazione di Åkesson. Tuttavia, i principali partiti tradizionali hanno registrato una significativa flessione nei consensi. I socialdemocratici hanno ottenuto infatti il peggior risultato dal 1908, totalizzando il 28,4% (-2,8% rispetto alle elezioni 2014). Una percentuale non bassa, ma sicuramente al di sotto del trend elettorale di questo partito.... View Article