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pubblicato: martedì, 19 Luglio, 2011

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Lo scaricabarile planetario

Mi è capitato spesso, da quando ho l’età della ragione, di stupirmi di un fatto, ovvero che che un qualcosa di cui ero fortemente convinto da bambino, e che costituiva una colonna della mia visione del mondo almeno fino all’adolescenza, era fondamentalmente falsa: ovvero la saggezza, la razionalità degli adulti e soprattutto delle persone potenti e con responsabilità. Una saggezza da cui un ragazzo dovrebbe sentirsi protetto, ma evidentemente andata così è: le prove sono sempre state molte, ma la crisi economica che a fasi alterne dal 2008 ha colpito l’Occidente lo dimostra ancora di più. E in Italia raggiunge l’acme.

Vedere leaders ed elettori comportarsi in modo infantile non dà grosse sicurezze sul futuro, solo il modo è diverso, ma sembra di assistere a uno scaricabarile simile a quello messo in atto dai bambini quando la mamma chiede di andare a prendere l’acqua in cantina, quindi un piccolo sacrificio.

Vediamo i tanti scaricabarile davanti a noi:

In Italia:

Gli statali non accettano blocchi del turn over e dei salari, dicendo “ guardate i commercianti e gli imprenditori che evadono, noi le tasse dobbiamo pagarle”. Peccato dimentichino che i salari statali sono quelli saliti di più, a dispetto del fatto che la loro azienda, lo Stato abbia avuto una crescita pressochè zero e la produttività sia veramente minima e in una azienda normale in queste condizioni si taglia.

Gli studenti, gli artisti, il cosiddetto mondo della cultura e gli operatori della sanità si ribella ai tagli delle borse di studio, dei sussidi allo spettacolo, e a varie attività anche no profit, ai tagli nella sanità e ai ticket dicendo “siamo indispensabili alla crescita civile del Paese, al mantenimento di assistenza verso i più sfortunati e i più poveri, piuttosto guardate i commercianti e gli imprenditori che evadono”. Peccato dimentichino che:

a) molto spesso cinema e teatri non riescono a mantenersi da soli per inefficienza gestionale e, sì, mancanza di domanda per cui il ristorante da 40€ a fianco al teatro è pieno ma nessuno va allo spettacolo da 30€ dentro, e non si vede perchè si debba finanziare tutto anche se non vi è domanda

b) per molte famiglie i 2000€ circa di retta annuale di una università con il prezzo dei libri è solo il 5% del reddito disponibile in un anno, meno di quanto speso in vacanze, auto, abbigliamento, non si vede perchè non debba essere aumentato, per responsabilizzare il rampollo a fare uno studio che sia un investimento e aiuti chi veramente non ha mezzi

c) anche i più ricchi se si ammalano ricevono cure e medicine gratis in ospedale, come un povero, e quindi pagate anche dai contribuenti più poveri, non si vede perchè non potrebbero pagarsi un’assicurazione totale obbligatoria come propone Martino, paria liberista in Italia.

I commercianti e gli imprenditori, poi, lamentano mancanza di tagli fiscali, incentivi e le ganasce fiscali di Tremonti, dicendo “ guardate gli statali che sono inamovibili e vanno a casa alle 2”. Peccato dimentichino che da nessuna parte in Italia vi sia un’evasione nel piccolo commercio e tra gli artigiani come da noi, il che diminuisce il gettito anche a loro detrimento, e che da nessuna parte (tranne la Grecia, vabbè…) gli imprenditori sono così ottusi da rifiutare di associarsi, creando economie di scala aumentando le dimensioni delle aziende, ricadendo nella retorica del “piccolo è bello, no alle multinazionali” tanto colpevolmente alimentata dai media e dal pensiero dominante.

Non dimentichiamo assolutamente la necessità di tagliare i costi della politica, stipendi e dotazioni dei potenti, dai parlamentari ai giudici della Consulta, ma per una questione morale purtroppo più che quantitativa, e sappiamo che certi recuperi di efficienza come nell’abolizione delle province ricadrebbero fatalmente nelle lamentele degli statali per i necessari tagli.

All’estero abbiamo:

Gli USA che lamentano un debito crescente che mette in dubbio la tripla A della loro moneta, fatto finora impensabile, e se la prendono con i cinesi dicendo che “lo yuan si deve rivalutare, dal livello attuale innaturale, per lasciare riprendere l’economia manifatturiera occidentale”, dimenticando ( a parte la probabile poca efficacia della rivalutazione per una serie di ragioni) che sono gli USA ad aver provocato lo squilibrio del debito incentivando consumi folli dei privati USA, le spese militari del governo, rifiutando ossessivamente una tassazione maggiore perlomeno per i più ricchi.

La Cina che rifiuta di rivalutare lo yuan come richiesto soprattutto dagli USA anche in presenza di una certa inflazione, dicendo che “sono gli USA che devono garantire maggiore disciplina di bilancio, rivalutando avremmo una crescita inferiore e l’inflazione ora è un problema minore”, dimenticando che se ora non si possono permettere socialmente una riduzione della crescita del PIL è perchè hanno puntato a e creato una crescita basata non solo sul classico export, ma su grossi investimenti, e persino su una bolla immobiliare, e non, probabilmente anche per motivi politici, su un aumento dei consumi, che sono ancora in proporzione veramente bassi, e che se fossero maggiori permetterebbero un rallentamento.

La Germania rifiuta gli eurobond dicendo che “sono i Paesi cicala a dover tagliare le spese, fare austerità ed essere più produttivi, non si può continuare a emettere debito degli scialacquatori garantito dal lavoro dei tedeschi”, il che è ragionevole ma la Germania dimentica che fu tra i promotori di questo sistema che ha incentivato il credito facile a bassi tassi e i fondi strutturali che insieme hanno inondato Grecia e Portogallo dove sono stati usati per spese inutili e import (di prodotti tedeschi tra l’altro) e creazione di enormi deficit su cui la stessa Germania non ha vigilato fino alla fine, credendo che la convergenza delle economie fosse un fatto fatalmente certo.

Per non sparare sulla croce rossa tacerò delle lamentele dei governi latini cicala e di quei ragazzini che hanno studiato poca economia chiamati “indignados” che campeggiano nelle piazze sparandole grosse, per fortuna pressochè ignorati dai più, ricordando solo che alla Germania in primis conviene che non vi sia nella storia alcun precedente di default europeo perchè le conseguenze sull’economia europea in termini di incertezza, pagamento di interessi, valore dei titoli nelle proprie banche, depressione dei già bassi consumi e investimenti, sarebbero imprevedibili.

Sembra così di assistere ad un cacofonico spettacolo di bambini che si rimpallano responsabilità “E’ stato lui, ha cominciato lui, io non c’entro” sulla crisi. Anche tra grandi potenze non sia molto diverso.

Questo dovrebbe insegnare un maggiore senso di responsabilità, di affidamento a se stessi, al proprio lavoro, una maggiore serietà nella valutazione dei fatti e della scienza economica, anche nel comune cittadino, la cui emotività, ignoranza e irrazionalità spesso è proprio la causa del populismo e delle scelte sbagliate e troppo timide dei governi in temrini di disciplina economica, non solo in Italia.

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