INTERVISTA Matteo Salvini (Lega): “Renzi? Peggio di Monti, vergognoso con la Merkel”

Pubblicato il da Gabriele Maestri

Uscire dall’euro è una follia? Nient’affatto, secondo Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord: casomai, quella è “l’uscita di sicurezza” dalla crisi e dal debito. L’abbandono di questo modello di moneta unica per lui è un momento essenziale per il rilancio, assieme a un lavoro serio per cancellare la riforma Fornero (“Un massacro, raccoglieremo le firme per un referendum“) e per cambiare la struttura dello Stato, a partire dalla macroregione costruita “nei fatti” tra Piemonte, Lombardia e Veneto.

E ben venga, secondo Salvini, il referendum per l’indipendenza dell’ex Serenissima: è pur sempre meglio del disegno accentratore e spendereccio del governo di Matteo Renzi. I suoi pregi? “Gli piace il calcio ed è simpatico, ma in questa crisi non c’è spazio per le battute”. Parliamo con il segretario della Lega tra un’intervista e l’altra, senza trascurare vicende di casa nostra (l’integrazione e l’ex ministra Kyenge) e di fuori casa (la Crimea).

lega salvini coi governatori del carroccio

Onorevole Salvini, siamo vicini alle elezioni europee e lei si è espresso più volte per il concetto “fuori dall’euro”. Qual è dunque la strada da seguire?

Innanzitutto noi prendiamo atto del fatto che l’euro è morto, è finito, è stato “un’idea orribile” per usare le parole di Amartya Sen, premio Nobel per l’Economia tra l’altro. Come Lega ci stiamo facendo carico di indicare agli italiani l’uscita di sicurezza: solo chi è ingenuo o in malafede può ancora dare credito all’euro. Preso atto che è una moneta fallimentare, che ha portato l’Italia e tre quarti dell’Europa a livelli di disoccupazione, di fame e debito di quarant’anni fa, bisogna preparare il “dopo”. Il “dopo” può essere o una differenziazione dell’euro sulla base di aree omogenee, o anche il ritorno alle monete nazionali, alla sovranità monetaria: nessun popolo che non controlla la moneta è totalmente libero. Fortunatamente ci son fior di economisti e professori che ci stanno accompagnando in questo cammino; purtroppo in Italia siamo soli o quasi a sostenere questa battaglia, a livello europeo invece siamo in tanti, fortunatamente.

C’è qualcosa da salvare dell’Europa?

Mah, l’idea iniziale… quella di euro, di Europa senza frontiere, senza steccati, l’Europa dell’Erasmus, degli scambi, della contaminazione. Però questa idea di un’Europa pacifica l’euro la sta massacrando: l’Europa rischia di tornare alla guerra per colpa dell’euro. L’idea di un’Europa senza steccati c’è; qualcosina di buono l’Europa lo fa, ma non fa quello che dovrebbe. Difendere i confini, ad esempio: sul problema immigrazione siamo lasciati completamente da soli. Su alcuni temi – penso all’agricoltura, alla pesca, al commercio – ci stanno massacrando nel nome del mercato e dell’importazione di prodotti dalla Cina, dalla Turchia, dall’India… L’Europa che partì come speranza è l’Europa cui vogliamo tornare; l’Europa economica si è rivelata un disastro.

russia crimea

Parlava di confini: in questo momento non lontano dal limite est c’è la situazione esplosiva della Crimea. Lei che idea si è fatto?

Bisogna far scegliere i cittadini. L’Ucraina ha da sempre due anime: una più occidentale e una più russa, quindi tenere insieme popoli, culture, lingue e religioni così diverse alla lunga è difficile. Bisogna lasciare che i cittadini scelgano liberamente, pacificamente, democraticamente con chi vogliono stare. Mi sembra che la Crimea abbia votato: non prenderne atto sarebbe molto pericoloso.

Lo avrebbe accettato anche Putin su aree ora parte della Russia?

Quando la gente sceglie, è giusto che scelga: l’autodeterminazione è un principio sacrosanto, la scelta dei cittadini… non la colonizzazione. Se pensiamo al Kosovo o alla Serbia… la gente dev’essere lasciata libera di scegliere sempre e comunque. Se in Veneto stanno raccogliendo centinaia di migliaia di firme per un referendum per l’indipendenza, se in Spagna si voterà per l’indipendenza della Catalogna, la gente dev’essere lasciata libera di esprimersi.

veneto

Ha citato il caso del Veneto: quella del referendum per la secessione secondo lei è la strada da seguire, magari replicabile?

Il dato di fatto economico, al di là degli aspetti culturali – ricordi che la Repubblica Serenissima Veneta ha molti più anni alle spalle della Repubblica italiana – è che il Veneto ogni anno paga venti miliardi di euro in più rispetto a quello che riceve indietro dallo Stato italiano. In un momento di crisi, è un lusso che probabilmente artigiani, disoccupati, pensionati e imprenditori veneti non sono più in grado di sostenere. Un conto è uno stato equo che tassa tutti alla stessa maniera, un conto è uno stato che tassa alcune regioni del Nord il triplo rispetto al resto del paese. L’indipendenza quindi mi sembra una reazione legittima e di legittima difesa.

In questo periodo si sta discutendo della riforma del Senato: l’idea che la seconda Camera non sia più elettiva ma vi siedano i rappresentanti di regioni ed enti locali somiglierebbe un po’ al modello che avevate immaginato. Forse non sareste contrari a questo disegno: c’è qualcosa di buono?

Se ci avviciniamo a un processo federale, in cui non ci sono due Camere che fanno le stesse cose, ma una delle due esprime i territori, le autonomie e le regioni, ben venga. Il problema è che la riforma costituzionale di cui sta parlando Renzi è esattamente l’opposto: vuole riaccentrare, togliendole alle regioni, quasi tutte le competenze, riportando a Roma i tre quarti delle competenze che tutta l’Europa lascia gestire ai territori. È l’esatto contrario di un processo di autonomia, federalismo e responsabilizzazione dei territori. Avere un Senato federale sarebbe cosa buona, la Lega lo propone da quindici anni, quindi la sinistra ci arriva con molto ritardo, ma meglio tardi che mai; il problema è che vogliono riaccentrare una serie di competenze che le regioni – per lo meno quelle del Nord – sono in grado oggi di gestire assolutamente bene.

renzi senato legge elettorale

Sarebbe un togliere con una mano e restituire qualcosa di meno con l’altra?

No, sarebbe togliere tutto: qui c’è un’ipotesi di smantellamento, di svuotamento di comuni e regioni. La stessa abolizione delle province, così come è disegnata, è una castroneria, perché costa di più invece che costare di meno: si spende di più, complicando la vita dei cittadini. Un conto è semplificare e risparmiare, un conto è incasinare e spendere di più. La cosiddetta “cancellazione” delle province, con l’invenzione delle città metropolitane, sarebbe un autogol clamoroso.

Grillo qualche settimana fa aveva parlato di una possibile “macroregione”, con vostro intervento conseguente. C’è qualche punto di tangenza, qualche disegno che i vostri gruppi potrebbero portare avanti assieme?

La Lega, come dicevo, ci lavora da quindici anni. La macroregione del Nord noi la stiamo costruendo sui fatti, tra Piemonte, Lombardia e Veneto, sul turismo, sull’agricoltura, sui treni, sulle infrastrutture. Il problema di Grillo è che un giorno dice una cosa, il giorno dopo ne fa un’altra. Tuonava contro l’immigrazione, poi in Parlamento il M5S è riuscito a cancellare il reato di immigrazione clandestina, cosa che nemmeno la sinistra era riuscita a fare. Non vorrei che la macroregione di Grillo durasse un quarto d’ora: detto questo, sulle buone idee noi collaboriamo con chiunque.

beppe grillo del movimento 5 stelle

Quindi paradossalmente per lei la macroregione di Grillo potrebbe essere già finita?

Boh, vediamo, vediamo nei fatti: siccome Grillo parlava di autonomia e indipendenza, vedremo se sosterrà il referendum per l’indipendenza del Veneto, se sosterrà la richiesta di una Lombardia a statuto speciale. Uno alle parole deve far seguire i fatti.

L’ex ministra per l’integrazione Kyenge ha detto in questi giorni di ricevere ora più insulti di quando aveva quel ruolo ufficiale. Il fatto che lei non sieda più su quella poltrona immagino non le dispiaccia…

Ha ragione la Lega: noi per un anno avevamo detto che era un ministero inutile e un ministro inutile, per un anno ci hanno accusato di dirlo perché eravamo razzisti. E’ arrivato Renzi, dello stesso partito della Kyenge, a eliminare ministro e ministero. L’integrazione si fa sul territorio faticando, sudando e conoscendo, non per decreto o per ministero. Che la Kyenge non sia più ministro è una buona notizia; che lo sia stata per un anno, facendo tanti danni, è una cattiva notizia.

Kyenge, Buonanno della Lega è solo un oggetto di arredamento

Quale potrebbe essere allora un buon esempio di integrazione?

Le due città italiane che integrano meglio, secondo i dati della Bocconi, guarda caso sono Verona e Varese, che hanno due sindaci della Lega. Io non credo alle coincidenze: il rispetto delle regole e per gli immigrati regolari – quelli clandestini sono un’altra cosa – è il miglior modo per integrarsi, il non vergognarsi della nostra tradizione, della nostra religione, accogliendo chi è qua per portare qualcosa alla comunità. In quelle due città abbiamo due sindaci che governano da anni: evidentemente l’integrazione noi la facciamo silenziosamente, nei fatti.

Sono passati vent’anni da quando la Lega è arrivata per la prima volta al governo assieme a Silvio Berlusconi. Rispetto ad allora, lui non è più in Parlamento, sono cambiate un po’ di cose e di persone. A distanza di vent’anni, come vede quell’esperienza?

Provare a cambiare le cose andando al governo era doveroso: io rifarei tutto. Abbiamo salvato per due volte le pensioni da due riforme massacro: il primo governo Berlusconi cadde perché la Lega bloccò una riforma folle delle pensioni; a completare il massacro è arrivato Monti con la legge Fornero – e noi dal 29 marzo proveremo a raccogliere 500mila firme per cancellare per referendum quella riforma. Poi penso alla legge sull’immigrazione che ha limitato per lo meno l’invasione, Maroni ministro dell’interno che ha combattuto la mafia con risultati storici, Zaia ministro dell’agricoltura che ha rilanciato un settore in ginocchio. Insieme a tanti errori che – per carità – abbiamo fatto, io rifarei tutto da capo.

senato maroni berlusconi

Che accordi sono possibili ora con Forza Italia, mentre Berlusconi è temporaneamente fuori gioco?

Sono passati vent’anni, non so quante siano le energie rimaste a Berlusconi; a noi della Lega non mancano. A livello nazionale l’accordo con Forza Italia e il centrodestra ha portato sicuramente di meno rispetto a quello che avremmo voluto e potuto portare a casa. L’accordo funziona a livello locale in tanti comuni, in Lombardia, in Veneto… a livello nazionale dovremmo ripensarci bene: a livello europeo, per dire, Forza Italia è a favore dell’euro, quindi questo è un discrimine assolutamente fondamentale, chi è a favore dell’euro è contro l’Italia e contro la Lega, dal nostro punto di vista.

Un briciolo di anima di sinistra nella Lega secondo lei c’è?

Sì, alcune tutele… là dove governiamo facciamo delle scelte di sinistra, pensi allo stop ai centri commerciali e al consumo del territorio, alla difesa delle piccole e medie aziende; passiamo la metà delle nostre giornate a incontrare operai di fabbriche in difficoltà. Invece la sinistra a la Renzi mi sembra molto più vicina agli interessi delle banche, della finanzia, delle multinazionali. I valori di una certa sinistra storica li vedo assolutamente tutelati dalla Lega.

Il Carroccio come vera sinistra, dunque?

Ma no… sopra, né di sinistra né di destra. Ormai sono ragionamenti vecchi. La difesa del lavoro non è di destra né di sinistra, ma passa attraverso una ridiscussione dell’Europa e dell’euro, dal mio punto di vista gli amici dell’euro sono nemici del lavoro. Come dicevo siamo praticamente soli in Italia ad affrontare questa battaglia, che non è di sinistra o di destra, ma è di buon senso.

manovra

Chi si merita una pedata a tutti gli effetti?

I disastri fatti dal governo Monti… la signora Fornero. La riforma di quella signora lì che poi era piagnucolante è stata un massacro. Incontro quotidianamente persone rovinate, che andranno in pensione tra cinque anni, esodate, senza lavoro né pensione… penso che la signora Fornero abbia sulla coscienza milioni di persone e dovrebbe andare a vivere altrove, per quanto mi riguarda.

Una qualità di Renzi, secondo lei?

Mah, gli piace il calcio…

L’unica qualità a questo punto?

Ma no, è simpatico, ma in un momento di crisi economica come questo non bastano le battute. La missione a Berlino dalla Merkel è stata frustrante, mi sono vergognato: è andato là con tanti buoni propositi, è tornato a casa a cuccia, “non tocchiamo il debito, il deficit, l’euro”… è stato veramente vergognoso.

fronte renzi merkel

Di battute vi sono bastate quelle di un’altra persona in passato?

Vede, la simpatia è un valore aggiunto se accostata alla competenza. La simpatia fine a se stessa ti fa prendere il voto una volta, ma dopo è molto pericolosa. Io ritengo che Renzi sia persino più pericoloso di Monti, per quanto abbiamo capito di quello che vuole fare.

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Trevisani Giuseppe
Trevisani Giuseppe

Quando parla questo lestofante ai telespettatori viene il voltastomaco! !!!

Loris Accica
Loris Accica

Qualcuno dovrebbe fargli sapere che la Lega è stata al governo fino alle ... dimissioni.

Marco Solfrini
Marco Solfrini

Referendum secessione legittimo quanto una lite tra ubriachi per una botte di vino vuota...

Marco Arte Futura Mariani
Marco Arte Futura Mariani

I più grandi ladri della storia italiana,i Leghisti.Ma con il sottosviluppo culturale che vige nelle valli lombarde continueranno a prendere un po' di voti.

Gianni Spadoni
Gianni Spadoni

Di vergogna ci sono tutte le cazzate che dice IL Salvini

Giacinto Longaretti
Giacinto Longaretti

vergognarsi dovrebbe chi per tre lustri ha appoggiato la malapolitica berlusconiana e voi leghisti,caro Salvini,col berlusca ne avete combinate di tutti i colori intascandovi pure,di nascosto,i soldi di noi contribuenti.

Euno Diciannove
Euno Diciannove

che volete ragazzi......è fatto così..... ama le cazzate che dice....

Nadir Crive
Nadir Crive

ma cosa vuoi fare il pirla come il solito sparacazzate ignurant

Vanni Mircoli
Vanni Mircoli

Essere un idiota non vuol dire che non abbia le sue idee.....solo che sono idee di un idiota !!

Bob Gray
Bob Gray

Salví, te cercano al parlamento europeo, hanno fatto il contrappello...

Eugenio Policriti
Eugenio Policriti

intanto renzi ci sta tirando fuori della merda che ci avete infilato voi della lega insieme al (per modo di dire) signor berlusconi

Evey Hammond
Evey Hammond

Cafoni, ignoranti, omofobi, ladri, ottusi, la Lega é un cancro.

Stefano Sbardella
Stefano Sbardella

E' dal 60 che chiedono la secessione. Però non ve ne andate

Iolanda Spano
Iolanda Spano

quando vanno dalla merkel " calano tutti le braghe " ke brutto ascendente ke ha quella donna .

Angelina Di Gregorio
Angelina Di Gregorio

Bauscia! Non era parlamentare europeo? Solo che la sua presenza nelle Commissioni è stata quasi nulla!

Giuseppina Congiusta
Giuseppina Congiusta

voi leghisti dopo tutti gli scandali che vi hanno riguardato avete ancora il coraggio di parlare. stai zitto salvini che siete quasi scomparsi, altro che roma ladrona, la lombardia tutta super ladrona, un po di contegno per le persone intelligenti

Giovanni Avanzi
Giovanni Avanzi

Guarda che io dicevo che se qualcuno butta fango sulla Lega, mi chiami pure che vengo anche io. Non ne posso più dell'odore di merda che la Lega e i leghisti emanano. Mi sento molto dispiaciuto di avere dato la impressione contraria. Si vede che non sono bravo con le battute. Ma non chiamarmi mai più leghista

Miriam Cipriani
Miriam Cipriani

caro giovanni. la merda l'avete sparsa voi leghisti... ladroni patentati, razzisti di merda, che fine hanno fatto i diamanti...

Miriam Cipriani
Miriam Cipriani

tu invece sei vergognoso con chiunque..buffoni e ladroni hanno ancora il coraggio di parlare...

Giovanni Avanzi
Giovanni Avanzi

Chi butta fango sulla lega lo fa per coprire l'odore di merda.

Tommaso Voto
Tommaso Voto

Salvini sei così ignorante che fai spavento...il referendum è una bufala, non ha alcun valore. Anzi spero che qualche procura intervenga perché continuando così qualche reato lo fate...poi come vanno gli affari in Tanzania?

Giuseppe Ferrara
Giuseppe Ferrara

colpa vostra testa di azzo.... con il nano avete votato le grosse porcate, in passato''

Gianluca English
Gianluca English

Ma che si vergogni anche Salvini! Sono stati al governo con Berlusconi per anni e anni e hanno combinato solo disastri.

Pietro Favaro
Pietro Favaro

.... perchè invece di farsi crescere la barba e i baffi non si fa crescere un pò di cervello ???

Anna Falconio
Anna Falconio

Un personaggio così viscido potrebbe allearsi solo con grillo

Massimo Del Bimbo
Massimo Del Bimbo

ormai sono piu' patetici che ridicoli 'sti tre leghisti rimasti....hanno ancora il coraggio di parlare

Vincenzo Napolitano
Vincenzo Napolitano

tutto è diventato legittimo in questo Paese... anche le cazzare che dicono i leghisti.

Matteo Ciarlante
Matteo Ciarlante

Matteo, ricordati che hai l'esame di storia della Tanzania all'università di Tirana insieme al Trota.

Bruno Armano
Bruno Armano

ma legittimo cosa... che si poteva votare con nomi farlocchi.. Salvini per cortesia non dire c......e

Gabriele Maestri

Gabriele Maestri (1983), laureato in Giurisprudenza, è giornalista pubblicista e collabora a varie testate occupandosi di cronaca, politica e musica. Dottore di ricerca in Teoria dello Stato e Istituzioni politiche comparate presso l’Università di Roma «La Sapienza», assegnista di ricerca all'Università di Roma Tre e collaboratore della cattedra di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Parma, si occupa di diritto della radiotelevisione, educazione alla cittadinanza, bioetica e diritto dei partiti, con particolare riguardo ai loro emblemi; è autore del libro "I simboli della discordia. Normativa e decisioni sui contrassegni dei partiti" (2012). Collabora con TP dal 2013

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