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pubblicato: venerdì, 19 settembre, 2014

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Articolo 18, la sinistra Pd contro il premier: “Pronti alla battaglia”

articolo 18 elsa fornero guglielmo epifani susanna camusso

Opinioni a confronto sull’articolo 18. Secondo un sondaggio dell’Istituto demoscopico Ixè per Agorà gli italiani sono contrari all’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Secondo i risultati del sondaggio sono contrari all’abolizione il 64% degli intervistati. Dopo le prese di posizione dei giorni scorsi leggiamo le opinioni sull’argomento degli ex ministri del lavoro Elsa Fornero e Cesare Damiano, dell’esponente democratico Guglielmo Epifani già leader sindacale e di Susanna Camusso attuale segretaria della Cgil e

ARTICOLO 18, FORNERO “MI CHIEDO SE SERVA ABOLIRLO” – “Mi chiedo se l’abolizione dell’articolo 18 sia davvero quel che serve”. A dirlo è Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro del governo Monti, che intervistata dal Corriere della Sera, spiega perchè, a suo avviso, il premier Matteo Renzi abbia deciso di accelerare sulla riforma del lavoro: “per risolvere un conflitto nella maggioranza, accogliendo la richiesta del Nuovo centrodestra, che ne fa una vittoria di bandiera”. Esclude che la spinta di Renzi sia legata alle pressioni internazionali: “non credo proprio. Ho parlato con i vertici dell’Ocse e, semmai, sono sconcertati che si torni a discutere di articolo 18, già riformato solo due anni fa. Si sarebbe dovuto seguire un metodo diverso: valutare i risultati di quella riforma e vedere se essa andava corretta”. Fornero torna a riflettere sull’occupazione: “se non c’è domanda di lavoro, l’unico modo per crearla è ridurre in maniera significativa le tasse sul lavoro. Ma su questa, che è la vera cosa importante, non abbiamo ancora capito come farà il governo”.

  articolo18

DAMIANO “SU ARTICOLO 18 RENZI ACCETTA PARAMETRI DELLA DESTRA” – “Un partito della sinistra europea non può alzare come bandiera fondamentale, in un momento di crisi e alta disoccupazione, la possibilità di rendere più liberi i licenziamenti e soprattutto di farlo a carico delle nuove generazioni”. Lo dice l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, intervistato da Radio Capital. “Quando il presidente del Consiglio afferma che si devono avere diritti universali per i lavoratori non può ipotizzare una riforma per la quale i padri mantengono le regole attuali e i loro figli perdono diritti, come quello alla reintegrazione. Il nostro modello è quello tedesco, che dà la possibilità ai licenziati senza giusta causa di scegliere tra l’indennizzo economico e il reintegro. Renzi invece -sottolinea Damiano- accetta i parametri della destra e con la crisi un’azienda può riorganizzare il lavoro, demansionare, ridurre lo stipendio. È inaccettabile”. “Serve una discussione parlamentare e una discussione nel partito. Questa non è una discussione su un comma o un articolo o un codicillo ma su un impianto valoriale”, insiste Damiano, che aggiunge di non intravedere il rischio di una ‘scissione’ da parte di quanti contestano il modello scelto dall’esecutivo per riformare il lavoro: faremo una battaglia dentro al partito ma almeno ci si dia la possibilità di far sentire la nostra voce”.

ARTICOLO 18; EPIFANI “REINTEGRO ESISTE IN ALTRI PAESI” – “In molti paesi europei il reintegro, magari con forme diverse, c’è. Non è vero che non c’è”. Così l’ex leader Cgil ed ex segretario Pd Guglielmo Epifani, intervistato dalla Stampa, torna sulla modifica all’art. 18 e solleva dubbi sul mancato reintegro: “se si fa saltare totalmente per affidarsi unicamente al risarcimento monetario si crea una soluzione che ha un limite fondamentale”. “Si parte con un risarcimento alto, alla prima difficoltà poi lo si dimezza, quindi con la crisi lo si fa saltare del tutto”. Alla domanda se il nodo reintegro possa creare una frattura nel Pd risponde: “dipende da come si risolve la questione: è chiaro che su questo punto possono maturare posizioni differenti”. Il tema, continua l’ex segretario, “si può affinare, ma già ipotizzare che scatti dopo tre anni è un bel salto. Detto questo, pensare che chi ce l’ha lo può tenere, mentre i neoassunti non lo possono avere mai più non mi convince”. Per Epifani, nella riforma del lavoro “il primo punto da cui partire è collegare formazione e lavoro in maniera più stabile e forte”. “Poi, sul versante delle imprese, occorre migliorare la qualità della domanda”. “Bisogna puntare sulla qualità, perchè a noi non serve un modello di sviluppo incentrato su decentramento delle produzioni, prezzi bassi e grandi quantità”. La questione-apartheid? “È il secondo punto da affrontare: il nostro mercato del lavoro deve essere reso più inclusivo. Oggi ci sono lavoratori che non hanno diritti”. E sottolinea: “Va superata la cassa in deroga”. “Bisogna poter garantire a chi resta senza lavoro una tutela più universale”.

TADDEI “LEGGE DELEGA È UNA SVOLTA, ANDIAMO AVANTI” – “Credo che il Pd abbia fatto attendere fin troppo il Paese sulla riforma del lavoro. Ora questa legge delega ci consente di dare una svolta reale al mercato del lavoro e nè il governo, nè il Pd si lasceranno sfuggire questa occasione”. Parola del responsabile del Lavoro nella segreteria dem Filippo Taddei, che intervistato da Qn sottolinea: “abbiamo preso un impegno, intendiamo mantenerlo. Credo fermamente che il contratto di lavoro a tutele crescenti sia un tassello importante per rilanciare il mercato del lavoro. E questo, per altro, non significa cancellare l’articolo 18”. Torna sulle critiche alla riforma sollevate all’interno del suo partito: “dentro il Pd il dialogo e il confronto sono da sempre aperti”. “Spero che tutte queste perplessità possano trovare chiarimento e arricchimento» nella riunione di segreteria del 29 settembre, «ma bisogna difendere quest’occasione che abbiamo di rivoluzionare nel suo complesso il mercato del lavoro”. Esclude il rischio di spaccatura nel Pd su questo tema: “io questo pericolo non lo vedo”. Quanto ai sindacati, “le controproposte e suggerimenti sono assolutamente i benvenuti nell’ambito di una discussione generale sul tema. Certo, non mi sembra il caso di avviare nessun tipo di discussione preventiva, invece, se le posizioni sono antitetiche rispetto a quelle del governo”. Il dissenso? “Ci sarà sempre, è naturale sia così, ma non ci fermeremo per questo”.

LAVORO: CAMUSSO (CGIL) “DA GOVERNO ANCHE MISURE DI DESTRA” – “Mi ha molto colpito che nel suo discorso in Parlamento il premier non ha parlato di come creare occupazione e ha assunto la cancellazione dello tutele dei lavoratori, come faceva la destra”. A dirlo è il segretario Cgil Susanna Camusso, intervistata da Repubblica. Al giornalista che le chiede se Renzi sia di destra dice: “No”. E alla domanda se ritenga allora di destra le politiche del premier risponde: “non tutte, sarebbe sbagliato sostenerlo. Non lo è stato di certo il provvedimento sugli 80 euro. Ma l’articolo 18 è da sempre una bandiera della destra”. “Mi sembra sbagliata e grave – continua Camusso – l’idea che possa esserci una decretazione d’urgenza sui licenziamenti. Di certo con queste misure non crescerà il Pil, il Paese resterà in deflazione e non recupereremo il 25% di capacità produttiva che abbiamo perso. La logica scelta non è quella di aggredire le cause dell’economia ma solo attaccare il sindacato”. “Si assiste – afferma il segretario – a una rappresentazione distorta, come se il problema fossero le organizzazioni sindacali”. L’apartheid nel lavoro? “Vorrei ricordare che mai in Sudafrica si è pensato di superare l’apartheid peggiorando le condizioni della popolazione bianca. Si continua a perseverare nell’errore di ritenere che la perdita di competitività dipenda da quei diritti mentre invece è la precarizzazione e la mancanza di investimenti formativi” “ad aver contribuito al nostro declino competitivo”. L’ipotesi di sciopero generale? “In assenza di un confronto» sottolinea Camusso «non potremo che mettere in campo una grande mobilitazione, che mi auguro unitaria con Cisl e Uil. Nulla può essere escluso, nemmeno lo sciopero”.

BERSANI CONTRO RENZI: “SARA’ BATTAGLIA” –  “Saranno presentati molti emendamenti – ha detto l’ex segretario Pd in un’intervista a Rmc – non solo sul reintegro in caso di licenziamento ingiusto, perchè se l’interpretazione è quella sentita da Sacconi e altri,allora non ci siamo proprio. Andiamo ad aggiungere alle norme che danno precarietà ulteriore precarietà, andiamo a frantumare i diritti, non solo l’art.18 e allora sarà battaglia”.


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51 comments
Roberto Moretti
Roberto Moretti

Si ma a meno di Bersani cuperlo ecc.. Poi Ogniuno la pensa a modo suo..

Paolo Giannuzzi
Paolo Giannuzzi

non credo che un leader che ricatta il suo partito sia un buon leader e non credo che esista mai un'ultima spiaggia in politica, mai, morto un leader se ne fa un altro, di questo la sinistra può fare benissimo a meno

Silvano Sussi
Silvano Sussi

Stiamo ancora perdento tempo co l'art. 18 ....... ma perfavoreeeee !!!!

Rita Mariani
Rita Mariani

Bersani non ha digerito lo sgambetto del giovincello matteo...e basta con sti fan della sinistrombola. ..fate solo ridere

Sergio Burbi
Sergio Burbi

Gargamella è quello che voleva smacchiare il giaguaro?... hahahah magari fossi gargamella....

Leana Ranzi
Leana Ranzi

vergognati tu ,che ammiri uno che prima di andare in provincia gli abbiamo pagato i contributi volontari e non è una bazzecola,la rovina è incominciata col delinquente di cracsi e poi dal suo amico nano di ard cor e prosegue col figlioccio del nano ,il bugiardo fiuorentino,ce ne fossero di onesti come Bersani ,non vi rendete conto a meno che non siate di destra cosa che il fiorentino sta facendo tutto ciò che non è riuscito a fare il delinquente evasore ,ma svegliateviiiii

Leana Ranzi
Leana Ranzi

io non l'ho votato anche se cerano candidate come Elly che mi piacciono

Roberto Moretti
Roberto Moretti

Quelli prima invece erano sinceri, onesti ecc... Ogniuno può pensarla come vuole ma Renzi per il pd e l ultima cartuccia secondo me..

Leana Ranzi
Leana Ranzi

guarda che io sono andata a roma ed eravamo in milioni per combattere ciò che il bastardo cracsi ha fatto con l'accordo di san valentino ,la sinistra era a roma e tu dove eri?

Leana Ranzi
Leana Ranzi

a regola sei di destra visto che il bugiardo fiorentino sta facendo tutte cose di destra non riuscite al suo padrino di ard cor

Angela Pad
Angela Pad

Renzusconi dimettiti, stai eseguemdp il programma di forza italia pqri pari ! Non rappresenti la sinistra sei la vergogna d' italia!

Sergio Ricci
Sergio Ricci

ahah come le battaglie che hanno fatti contro Berlusconi. Buffoni senza palle!

Guido Zaccaro
Guido Zaccaro

Che conta del suo compare Silvio sicuramente.. Per il realizzo del suo programma.. Ma in parlamento dovrà vedersela con chi'.. Cerca d'impedire il suo "sogno".. Libertà di licenziare senza vincoli.. N. B.. neanche mussolini ha mai fatto ciò...

Marco Corvi
Marco Corvi

MA COSA VOLETE DARE BATTAGLIA, TANTO LUI HA I VOTI DI SILVIO

TrevisaniGiuseppe
TrevisaniGiuseppe

Primo: Sono curioso di sapere quanti di quel 64 % abbiano la consapevolezza di cosa sia l'art.18 dopo le modifiche apportate da Fornero col governo Monti.

Impugnando il licenziamento per "giusta causa" non è più il lavoratore che decide il reintrogo o l'indenizzo, ma è il giudice( il che la dice lunga sull'equilibrio del 18 che, a conti fatti fatti, viene regolato dal libero convincimento del giudice).

C'è poco da fare, chi dice che l'art.18 non è un ostacolo alla creazione di posti di lavoro, mente sapendo di mentire, e sale sulle barricate non per il bene dei lavoratori ma per paura di perdere consenso.

Le tutele si devono ottenere fuori dalla fabbrica, Indennità di disoccupazione e altre tutele sociali, distribuite con rigore e a condizioni precise , come asserito dal Ministro del lavoro più volte.

Il Giobs Act si prefigge di richiamare gli investitori e dare loro un segnale che non saranno trascinati in cause estenuanti per licenziamenti "senza giusta causa", come inposto dall'art 18.

Da anni il bilancio occupazionale e negativo per le volontà conservativa di sindacalisti e politici provenienti da quelle fila. L'mmobilismo e la paura ad innovare, adeguare ai tempi e alle situazioni le regole del lavoro, hanno fatto danni enormi all'economia e al lavoro, delocalizzazioni, dismissioni, scarsi investimenti, ora basta! Per uscire dalla crisi si devono rendere appetibili le opportunita d'investire, non far scappare i pochi investitori che ancora ci sono e fare spallucce o chiacciere sterili, inefficaci, ideologiche e improduttive.

Dario Seneca
Dario Seneca

Presenteranno molti emendamenti... sono nello stesso partito, nella stessa maggioranza e la mano sinistra non sa cosa fa la mano destra. é così dalle primarie vinte da bersani nel 2012. E si definiscono partito... si partiti...DI TESTA!! Ma ci sono o ci fanno?

Guido Zaccaro
Guido Zaccaro

Renzi?... Tenta ciò che in Italia non ha mai fatto nessuno.. L'abolizione dell'art. 18..(pronti i voti/sostegno dell'amico berlusca).. Libero arbitrio per licenziare... Senza vincoli..

Alex Parela
Alex Parela

Bersani sta già preparando il dopo-Renzi.......il Presidente sarà Visco (Bana Italia) o Draghi (BCE). Ma Bersani è proprietario di una Banca ????

Maurizio Di Giovanni
Maurizio Di Giovanni

Si passa da un anno a l'altro nessuno è capace ad andare avanti e i poveri continuano ad essere più poveri.

Mauro Grosso
Mauro Grosso

Dove eravate voi della sinistra del pd quando ci hanno tolto la scala mobile , quando abbiamo perso i diritti acquisiti x la pensione , quando i lavoratori precoci hanno perso tutti i diritti , dove siete quando si devono ridurre le pensioni d'oro , queste sono le risposte che dovete dare , non le cazzate sull'articolo 18 , l'ultima cosa di comunista rimasta in questo paese

Francesco Silvano
Francesco Silvano

L'Italia che va a finire cime l'Argentina e lui pensa.all'art 18...ci vuole una bella defiscalizzazione del lavoro...altrimenti niente serve perche le fabbriche vanno dive costa meno il lavoro lo portoo da mia mamma che celo spiega lei

Daniele Bartolini
Daniele Bartolini

Torneremo alla schiavitù, e una classe politica impresentabile e corrotta grazie a giornalisti zerbino ci farà un bel lavaggio del cervello con la televisione e i giornali e ci convincerà che la schiavitù è moderna....

Angelo Tataranno
Angelo Tataranno

DICIOTTO E’ colpa dell’articolo diciotto se stanno per sfasciare il Partito ! Però, che non si gridi al complotto: sarebbe un giudizio striminzito ! Il non-più-cavaliere ha corrotto Matteo Renzi, lo ha convertito! Adesso usano lo stesso motto: La Classe non c’è più ! Tutto finito ! L’assurdità di una teoria da sempre sostenuta dalla destra, oggi dovrebbe diventare mia, soltanto riscaldando la minestra: «C’è l’opportunità di lavorare Se c’è la libertà di licenziare!» Non è riforma né rivoluzione, è solo la vendetta del padrone! VOX 19 settembre 2014

Marco Corvi
Marco Corvi

ALLORA USCITE DAL PARTITO! FATELO USCIRE ALLO SCOPERTO, CHE VADA CON SILVIO ALLA LUCE DEL SOLE, POI SARANNO LE URNE A DIRE CHI HA LA MAGGIORANZA!

Francesco Passeri
Francesco Passeri

Nel 2013 si sareb­bero chiuse con l’articolo 18 appli­cato per il rein­te­gro del lavo­ra­tore un numero di cause pari allo 0,032% del totale dei lavo­ra­tori dipen­denti, ovvero di 22,5 milioni». Cioè, poco più di 7 mila casi.

Felice Galifi
Felice Galifi

ma cosa ti fa sertire cosi male caro bersani

Walter Tizzano
Walter Tizzano

Bersani dovrebbe ritirarsi a vita privata dopo le figuracce e i danni che ha fatto, invece di mettere i bastoni tra le ruote a chi sta cercando di innovare il paese.

Roberto Moretti
Roberto Moretti

Caro Bersani dato che siete dello stesso partito io collaborerei insieme altrimenti se Renzi si dimette il Pd è finito !!

Matteo Busoni
Matteo Busoni

Si come no! Fanno finta di litigare e poi si spartiscono le poltrone! Eh vi si conosce!!!

Lidia Mora
Lidia Mora

i soliti 4 polli che fanno solo gli interessi loro e non quelli del pipolo bersani vergonati anche tu hai contrbuito alla rovina dell'italia vattene a casa

Paolo Giannuzzi
Paolo Giannuzzi

credo che molti della sinistra PD saranno contenti di aver votato per il PD alle europee, dando a Renzi l'illusione di poter fare quello che gli pare

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  1. […] Act e articolo 18. Tanti gli interventi collegati alle proposte del Governo sul tema lavoro. Questa volta ne parla il leader di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola: “Diciamo che […]