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pubblicato: mercoledì, 16 aprile, 2014

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Nomine manager partecipate statali; la sconfitta della sinistra e il trionfo della lobby

Quella delle nomine dei nuovi manager delle aziende statali partecipate rischia di passare nella storia della politica recente italiana come il giorno di definitiva arresa della sinistra italiana, da tempo ormai in estinzione, e di conseguenza il trionfo della lobby industriale che da sempre influenza pesantemente la politica italiana, tra incursioni indirette e partecipazioni dirette. Ma l’Italia è il paese che si scandalizza e concentra la sua attenzione sempre in modo distorto, fissandosi con sconcerto sulla condanna a Berlusconi e trascurando quella di soli venti anni al folle che a Milano uccise a picconate tre passanti per caso. Così la nomina di firma renziana rischia con il passare tra lustri, complimenti, schede di carriere gloriose, come premio e conseguenza ovvia di capacità manageriali già ampiamente espresse. Così i perchè le scelte siano ricadute su questi nuovi manager, di che affari si occupino e soprattutto con quali lobbies lavorino non ci è dato sapere.

Le nomine si sono sdoppiate tra gattopardismi in nome del tutto cambi affinchè nulla cambi (De Gennaro e il tanto contestato Moretti sono cavalli di ritorno permanenti, in particolare Moretti, balzato agli onori di cronaca per la minaccia al taglio di stipendio da super manager di Ferrovie, e mantenuto tra i manager pubblici seppur spostato in Finmeccanica), e della spudorata volontà di mantenere i miliardi in mano ai miliardari. In questo senso un governo con a capo un leader che dovrebbe essere eletto con i voti di un elettorato di centrosinistra non dovrebbe digerire queste nomine con naturalezza, in nome di altri criteri quali meritocrazia e  assenza di conflitto di interesse ad esempio, per cui  l’avvento di questi nuovi manager coincide così con la fine della sinistra italiana.

Cominciamo proprio da Moretti. Oggi è rappresentante di giganteschi gruppi di lobbies europei ( European Management Committee dell’UIC ,Union Internationale des Chemins de Fer, da dicembre 2013, vice Presidente UIC ,Union Internationale des Chemins de Fer, da marzo 2009, membro Executive Board dell’UIC da marzo 2009, co-Chairman ltalian Egyptian Business Council da settembre 2012), ma la sua carriera inizia addirittura in Cgil, il sindacato rosso per eccellenza. Una carriera che lo porta nel 1986 a divenire segretario nazionale della Cgil Trasporti. Dal sindacato a miliardario che contesta pubblicamente una possibile riduzione di stipendio (850 mila euro l’anno) dei manager pubblici e riceve in cambio una nuova nomina. Moretti prima la Camusso oggi, una Cgil ormai trampolino di lancio per politici con lo sfondo del dramma dei lavoratori divorati dalla disoccupazione, un sindacato che ha incarnato bene la crisi della sinistra italiana.

Se Moretti rappresenta l’allarme,  la Marcegaglia è la sconfitta finale, la fine della sinistra, se mai fosse mai nata, all’interno del partito democratico. Prima fu la Guidi a scatenare il problema, oggi la Marcegaglia lo conferma pienamente.  La sua nomina a capo dell’azienda partecipata più importante (e non solo in termini di fatturato), rappresenta la fine, con vittoria ovviamente, della campagna di conquista della politica italiana da parte dei confederati industriali, vittoriosi nella nomina a ministro della Guidi, e trionfatori con quella della Marcegaglia.  La quota rosa è l’immagine rivenduta e sbandierata dai media, immagine che è vera e propria maschera buona solo per addolcire le due nomine e svariare l’attenzione da ingombranti temi come quello del conflitto di interesse. Ma questa dell’immagine curata, impacchettata e infiocchettata con meticolosità è un tratto distintivo del governo Renzi per tutte le occasioni.

Una sinistra privata di ogni influenza decisionale nel partito democratico, che si esprime con un leader carismatico giovane figlio del centrismo italiano, quello che dalle ceneri della Dc studia da futuro grande capo di una coalizione di centro, dove probabilmente non ci sarà più spazio nemmeno nel nome per la sinistra. Ebbene fino a quando chi si dichiara esponente di sinistra e di movimenti a essa legati, non avrà il coraggio di fuoriuscire definitivamente dall’idea di coalizione, tralasciando interessi politici di elezioni e poltrone, non avremo più una sinistra italiana degna di chiamarsi con tale nome. In Italia oggi la sinistra è è stata uccisa, e le nomine di chiaro intento e fine industriale ne sono la prova schiacciante. Chi sia il colpevole, o meglio i colpevoli non è noto saperlo, almeno a livello ufficiale.

 

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32 Commenti

  1. Giampiero D'Angelo ha scritto:

    ma che dite, sinistra e lobby sono tutte una cosa, anzi cosa nostra.

  2. Massimo Siliato ha scritto:

    Dovreste informarvi ,il plurimilionario Moretti e’ Comunista da sempre .

  3. Giacomo Picchi ha scritto:

    Non è vero. .è un cambiamento storico. .da sempre certi manager erano intoccabili

  4. Tommaso de'Gennaro ha scritto:

    sconfitta la sinistra!!! bah….ove la sinistra non ha le mani in pasta..?! basta-…con queste fesserie non se ne può più

  5. Romano Fedi ha scritto:

    La prima baggianata degna di Grillo!! Ma Moretti come lo definite membro attivo CGL nelle ferrovia. Perché a cambiato gabbana non lo sapevo?

  6. Alberto Tosetto ha scritto:

    occhio a cosa dici

  7. Alberto Tosetto ha scritto:

    E’ stato un cambiamento storico, un vero successo.

  8. Mimmo Ciavarella ha scritto:

    Moretti ex dirigente CGIL trasporti…

  9. Giampiero D'Angelo ha scritto:

    Si lo so, nemmeno nella Russia staliniana c’era questa mancanza di libertà, ormai la sinistra ha tutto scuola, giustizia, vertici dello stato, stampa ecc.

  10. Nicola Schino ha scritto:

    Che vergogna non cambia nulla. Renzi sei in bluff

  11. Zeno Stanghellini ha scritto:

    Siamo al pazzesco di manager imprenditori privati con enormi conflitti di interessi e dubbia capacità manageriale, vedi Mercegaglia, che occupano dirigenze di aziende pubbliche.Ma oltrettutto è leggittimo e costituzionale tutto questo?…

  12. Elisa Agostini ha scritto:

    Renzi non farti manovrare

  13. Pierfrancesco Catapano ha scritto:

    Ma fatemi capì na cosa: se c’era il 5$ al governo non piazzavano Colaninno e manager casaleggio? Continuate a credere alle favole, politica e affari sono la stessa cosa

  14. Davide Di Giorgio ha scritto:

    votateli ancora MI RACCOMANDO ma come cazzo fanno ancora a credere a questi parassiti? e questo stronzo qui’ un bambino che rovinera’ l’italia ancora di piu’

  15. Ninni Passalacqua ha scritto:

    Ci sono gli stupidi, quelli che lo fanno e quelli che lo saranno sempre…..parliamo di aziende quotate, con migliaia di dipendenti… dove lo stato nn è neanche il maggiore azionista….quella di Renzi ….per chi mastica un po’ di economia…è una rivoluzione difficile da fare inghiottire…certo con i dovuti compromessi…

  16. Rosa Fos ha scritto:

    renzi lo sa?

  17. Pasquale Alessi ha scritto:

    A RIECCOCI

  18. Fabio Masci ha scritto:

    Quale sinistra!?!? Ah ah

  19. Domenico Rossini ha scritto:

    Francesco Summo

  20. Gilda Pagano ha scritto:

    ma non doveva rottamare?

  21. Sandro Di Spigna ha scritto:

    … nel titolo un paradosso … come fa ad essere stata sconfitta la sinistra … se la sinistra è defunta da tempo !!!

  22. sarti17 ha scritto:

    Perchè……Renzi è di sinistra???

  23. Valerio Cianfrocca ha scritto:

    Renzi non è sinistra. A chi abbia mai pensato il contrario a tutta la mia compassione politica.

  24. Marcello Novelli ha scritto:

    Ho cercato di leggerlo, mi sembra una scemenza.

  25. Amaya Wonder Ferrari ha scritto:

    Ma è un articolo di 20 anni fa o la storia si ripete?

  26. Massimiliano Guatteo della Banda ha scritto:

    Ve lo avevamo detto che questo è peggio di quelli di prima.

  27. Giovanni Ruggero Vergerio ha scritto:

    Ma qualcuno di quelli che scrivono ha idea di cosa significa essere di sinistra? Enricp Mattei , un democristiano fondatore dell’ENI e sponsor principale della creazione dell’ENEL è stato riconosciuto come il più grandi imprenditore Italiano e ha operato nel pubblico.più di 50 anni fa !!!

  28. Leo Sama ha scritto:

    a te la sinistra ha tolto anche la capacità di essere obiettivo…

  29. Roberto Moccia ha scritto:

    hahahah la sinistra hahahahahahahahah ma chi il PD ?? hahahahahahaha

  30. Erminia Vicario ha scritto:

    m……era e sempre sarà

  31. Bruno Roger ha scritto:

    Si parla molto poco delle Partecipate delle
    Province che sono tantissime: ma se è vero che con il Ddl Del Rio si cancellano
    3500 Consiglieri Provinciali, non si può trascurare il fatto che esiste una
    moltitudine di Consiglieri Provinciali, che occupano contemporaneamente
    poltrone nei cda delle Partecipate (Aeroporti, Aziende di trasporto locale,
    etc..) e che forse continueranno ad occupare tali poltrone, nonostante la
    decadenza da Consigliere Provinciale. A mio sommesso avviso, la questione va
    normata, precisando nei regolamenti attuativi che i Consiglieri Provinciali
    dovranno decadere automaticamente anche dai Cda delle Partecipate in quanto
    tali incarichi sono vincolati alla funzione pubblica da loro svolta come
    Consigliere Provinciale. Se tutto ciò non avvenisse, si manterrebbe in piedi un
    poltronificio che permetterebbe ai Consiglieri Provinciali, di uscire dalla
    porta principale e rientrare da quella di servizio. Sarebbe opportuno che tali
    poltrone andassero a chi ne ha le competenze e non al trombato di turno. Spero
    che qualcuno si faccia garante di tale mozione.

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