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pubblicato: mercoledì, 5 novembre, 2014

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Stati Uniti, metà mandato: vincono i Repubblicani e perde Obama

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Il succo di una serata nerissima sta tutto nelle parole del presidente Barack Obama: “Il peggior scenario dai tempi di Dwight Eisenhower”. Negli Stati Uniti le elezioni di metà mandato consegnano il Congresso nelle mani dei Repubblicani che riconfermano la maggioranza alla Camera e strappano il Senato ai Democratici con numeri migliori delle aspettative. Ai Repubblicani anche larga parte dei governatori. Il grande sconfitto è proprio lui: Barack Obama.

I RISULTATI

Considerato che la battaglia per la Camera era data da tutti per scontata (e così è stato: vittoria larga per i Repubblicani) erano i risultati del Senato ad essere attesi con particolare attenzione. I Repubblicani si sono assicurati il controllo dell’aula con la vittoria in stati come il North Carolina, l’Alaska, il Colorado, il Montana, strappando agli avversari il South Dakota, l’Arkansans. E poi Iowa, West Virginia. Servivano sei seggi in più rispetto al passato: all’alba ora italiana è arrivato il settimo.

LA REAZIONE DI OBAMA

Obama ha parlato mentre gli americani stavano ancora votando: “Per i Democratici siamo di fronte al peggior scenario possibile dai tempi di Dwight Eisenhower”, vale a dire gli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.

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Photo by Daniel BornmanCC BY 2.0

UN REFERENDUM SU OBAMA

Sono state elezioni di metà mandato, ma sotto molti aspetti il voto negli Stati Uniti ha avuto le sembianze di un referendum su Obama. Il presidente ha pagato la bassa popolarità nella quale è scivolato negli ultimi mesi. Gli effetti della ripresa economica non vengono percepiti, la sua condotta in politica estera è considerata zoppicante, la gestione dell’immigrazione balbettante, il presidente stesso è giudicato da alcuni snob, poco vicino alla gente, e su di lui pesano promesse fatte ma non mantenute.

I Repubblicani hanno tenuto Obama al centro della campagna elettorale sfruttando questi fattori. I candidati Democratici hanno cercato di mettere distanza tra loro e un presidente la cui carica politica sembra esaurita.

LE CONSEGUENZE

L’edizione online del Washington Post titolava “Ondata Repubblicana”. Il New York Times ha parlato di un presidente ‘ripudiato’ che avrà di fronte a sé due anni (gli ultimi) in salita. Gli effetti di una politica americana spaccata in due (Casa Bianca ai Democratici, Congresso al Senato) sono già stati ampiamente discussi negli Stati Uniti, dove questo risultato era atteso.

Obama dovrà scendere a patti con i Repubblicani, in altri casi ricorrerà al potere di veto, dovrà tener conto del parere degli avversari per la scelta di numerose figure chiave all’interno dell’amministrazione. Sarà un’anatra zoppa, secondo la definizione a cui gli americani ricorrono in questi casi. Per il Partito Democratico ci sono due anni per rimettere insieme i pezzi e cercare una via per mantenere il controllo della Casa Bianca.

Immagine in evidenza: photo by Beth RankinCC BY 2.0

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11 Commenti

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  2. Guido Gasperotti ha scritto:

    Qualunque sia il Presidente, il senato e la sua camera, la politica espressa è pressochè uguale, sempre capitalista……

  3. Eric Littorio Romano ha scritto:

    agli americani ci sono voluti 6 anni per capire che Obama era nient altro che un bluff. Mi domando quanti anni ci vorranno agli italiani per aprire gli occhi e rendersi conto del bluff renziano? Spero molto meno di 6 anni, ma considerata la predisposizione degli italioti a darsi mazzate sui piedi, temo vi sarà ancora un lungo letargo…. Poi come al solito il risveglio sarà tragico…

  4. wavettore ha scritto:

    Deve essere divertente per qualcuno vedere come tutti corrano a destra e a sinistra, fanno campagne politiche ed elezioni quando gia’ sanno che tutto e’ prefissato alla partenza.
    Che significato hanno queste mascherate quando e’ chiaro che Jeb Bush sara’ alla Casa Bianca nel 2016 ed ogni promessa fatta dal politico di zona non avra’ piu’ alcun valore? Oggi i tanti tumulti ed un crescente diffuso malcontento andrebbero rivisti in un piu’ grande contesto e non semplicemente entro l’ambito della politica locale. Stiamo ora oltrepassando una delle fasi di un Complotto mondiale di cui anche tu fai parte ovunque tu sia. Non ti lasciare incantare dai media. Il Complotto mondiale non e’ una teoria. Con 2.3 trillioni di dollari dichiarati ufficialmente smarriti dall’amministrazione Bush il giorno prima dell’Undici Settembre ed altri 2 trillioni rubati fra l’affare del “Savings and Loans” ed Enron pochi Sionisti come la famiglia Bush e Dov Zakheim sono ora in attesa del totale collasso del sistema finanziario mondiale e di una Guerra Mondiale di Religioni. Manovrano da dietro le quinte mentre si preparano per il 2016. Investono i loro soldi per generare caos, terrore e disperazione in ogni luogo preparando cosi’ un palco ideale per Jeb Bush.
    Una volta riconosciuto l’obbiettivo del Complotto tutto il resto sara’ facile da comprendere e prevedere. Inoltre sembrera’ non aver piu’ alcun senso continuare a giocare al Monopoli quando qualcuno ha gia’ rubato tutti i soldi.
    http://www.wavevolution.org

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