Stati Uniti, metà mandato: vincono i Repubblicani e perde Obama

Pubblicato il 5 Novembre 2014 alle 08:22 Autore: Antonio Scafati
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Il succo di una serata nerissima sta tutto nelle parole del presidente Barack Obama: “Il peggior scenario dai tempi di Dwight Eisenhower”. Negli Stati Uniti le elezioni di metà mandato consegnano il Congresso nelle mani dei Repubblicani che riconfermano la maggioranza alla Camera e strappano il Senato ai Democratici con numeri migliori delle aspettative. Ai Repubblicani anche larga parte dei governatori. Il grande sconfitto è proprio lui: Barack Obama.

I RISULTATI

Considerato che la battaglia per la Camera era data da tutti per scontata (e così è stato: vittoria larga per i Repubblicani) erano i risultati del Senato ad essere attesi con particolare attenzione. I Repubblicani si sono assicurati il controllo dell’aula con la vittoria in stati come il North Carolina, l’Alaska, il Colorado, il Montana, strappando agli avversari il South Dakota, l’Arkansans. E poi Iowa, West Virginia. Servivano sei seggi in più rispetto al passato: all’alba ora italiana è arrivato il settimo.

LA REAZIONE DI OBAMA

Obama ha parlato mentre gli americani stavano ancora votando: “Per i Democratici siamo di fronte al peggior scenario possibile dai tempi di Dwight Eisenhower”, vale a dire gli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.

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Photo by Daniel BornmanCC BY 2.0

UN REFERENDUM SU OBAMA

Sono state elezioni di metà mandato, ma sotto molti aspetti il voto negli Stati Uniti ha avuto le sembianze di un referendum su Obama. Il presidente ha pagato la bassa popolarità nella quale è scivolato negli ultimi mesi. Gli effetti della ripresa economica non vengono percepiti, la sua condotta in politica estera è considerata zoppicante, la gestione dell’immigrazione balbettante, il presidente stesso è giudicato da alcuni snob, poco vicino alla gente, e su di lui pesano promesse fatte ma non mantenute.

I Repubblicani hanno tenuto Obama al centro della campagna elettorale sfruttando questi fattori. I candidati Democratici hanno cercato di mettere distanza tra loro e un presidente la cui carica politica sembra esaurita.

LE CONSEGUENZE

L’edizione online del Washington Post titolava “Ondata Repubblicana”. Il New York Times ha parlato di un presidente ‘ripudiato’ che avrà di fronte a sé due anni (gli ultimi) in salita. Gli effetti di una politica americana spaccata in due (Casa Bianca ai Democratici, Congresso al Senato) sono già stati ampiamente discussi negli Stati Uniti, dove questo risultato era atteso.

Obama dovrà scendere a patti con i Repubblicani, in altri casi ricorrerà al potere di veto, dovrà tener conto del parere degli avversari per la scelta di numerose figure chiave all’interno dell’amministrazione. Sarà un’anatra zoppa, secondo la definizione a cui gli americani ricorrono in questi casi. Per il Partito Democratico ci sono due anni per rimettere insieme i pezzi e cercare una via per mantenere il controllo della Casa Bianca.

Immagine in evidenza: photo by Beth RankinCC BY 2.0

L'autore: Antonio Scafati

Antonio Scafati è nato a Roma nel 1984. Dopo la gavetta presso alcune testate locali è approdato alla redazione Tg di RomaUno tv, la più importante emittente televisiva privata del Lazio, dove è rimasto per due anni e mezzo. Si è occupato per anni di paesi scandinavi: ha firmato articoli su diverse testate tra cui Area, L’Occidentale, Lettera43. È autore di “Rugby per non frequentanti”, guida multimediale edita da Il Menocchio. Ha coordinato la redazione Esteri di TermometroPolitico fino al dicembre 2014. Follow @antonio_scafati
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