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pubblicato: venerdì, 14 novembre, 2014

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L’Isis tra petrolio, alleanze e il ritorno di al Baghdadi

al baghdadi, isis, siria, iraq

Abu Bakr al Baghdadi sarebbe ricomparso. L’Isis avrebbe stretto alleanze con al Qaeda. E di sicuro è l’organizzazione terroristica più ricca al mondo. Mentre gli Stati Uniti e l’Occidente cercando di perfezionare la strategia contro lo Stato Islamico, l’Isis continua a controllare ampie porzioni di territorio in Siria e in Iraq.

Il ritorno di al Baghdadi

Nelle ultime ore si è aggiunto un nuovo tassello al mistero sulla sorte di Abu Bakr al Baghdadi: da una settimana si inseguono le voci sul fatto che sarebbe rimasto coinvolto in un raid aereo americano. Voci mai confermate a livello ufficiale. L’Isis ha diffuso ieri un messaggio audio dove al Baghdadi esorta a “portare i vulcani della Jihad ad eruttare ovunque”. Alcuni riferimenti che fa nel suo discorso farebbero pensare che sia ancora vivo.

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Isis e Al Qaeda alleati in Siria

Nel frattempo, lo Stato Islamico del califfo Abu Bakr al Baghdadi starebbe espandendo le proprie alleanze. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, in Siria miliziani dell’Isis e di al Qaeda avrebbero deciso di cessare le ostilità tra di loro e di unirsi per combattere l’uno al fianco dell’altro l’esercito di Bashar al-Assad e le forze dell’opposizione siriana. Lo ha scritto il Daily Telegraph, secondo il quale l’accordo sarebbe stato il frutto di un incontro avvenuto il 2 novembre nel nord della Siria tra gli emissari dei due gruppi.

La Siria e l’Iraq

Dagli Usa hanno dichiarato che la campagna aerea contro l’Isis si rafforzerà non appena le forze irachene saranno in grado di operare sul terreno più efficacemente. Ma è la Siria il teatro principale della lotta all’Isis. Barack Obama, secondo quanto riportato dalla CNN nelle scorse ore, starebbe riesaminando la strategia seguita fino a oggi e nel ventaglio delle nuove possibilità ci sarebbe anche la destituzione di Assad e l’avvio di una transizione politica nel paese.

Il problema è che sulla Siria le posizioni restano molto diverse, in giro per il pianeta. Come scritto dal Guardian, però, “non esiste un vero consenso su come risolvere il conflitto siriano, ma c’è unanimità nel riconoscere l’urgenza di doverlo risolvere”.

L’economia dell’Isis

Secondo l’edizione israeliana di Forbes, Lo Stato Islamico di Abu Bakr al Baghdadi è oggi l’organizzazione terroristica più ricca al mondo. C’è l’Isis prima di Hamas, c’è l’Isis prima di Al Qaeda, c’è sempre l’Isis prima di Boko Haram. Forbes ha elaborato i dati raccolti dalle inchieste giornalistiche e dalle intelligence di mezzo mondo.

Ad al Baghdadi sono stati sufficienti un paio d’anni per scalare la classifica. Lo Stato Islamico guadagna fiumi di denaro attraverso l’estrazione e la vendita del petrolio sul mercato nero (capace di generare profitti pari a un milione di dollari al giorno, secondo il ministero del Tesoro Usa), piazzando oggetti d’arte trafugati, facendosi pagare dazi, incassando donazioni provenienti dal Golfo Persico.

Immagine in evidenza: photo by The US ArmyCC BY 2.0


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