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pubblicato: mercoledì, 11 febbraio, 2015

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Pacchetto anti terrorismo: combattere all’estero ora è un reato

terrorismo 2

L’Italia muove i suoi primi passi nella lotta contro il terrorismo. Dopo vari rimandi e forse con qualche settimana di ritardo il Consiglio dei Ministri di ieri ha stilato le misure che verranno prese per rendere più sicure le strade e le piazze italiane. A più di un mese dall’attacco al giornale satirico Charlie Hebdo, viene introdotto un coordinamento centrale presso la Procura nazionale antimafia per le inchieste che concernono il terrorismo. Secondo il ministro della giustizia Andrea Orlando non è stato ritenuto necessario creare un’altra entità apposita, anche se questa modifica è “un risultato molto importante, con un soggetto in grado di avere un quadro complessivo di tutto ciò che si muove in quest’ambito”. Una novità “attesa da anni”. Il ministro Alfano ha anche ribadito: “abbiamo affermato il principio che si può seguire nei confronti dei sospettati di terrorismo lo stesso sistema di regole che si usano per i sospettati per mafia”.

Dai 3 ai 10 anni per chi supporta e combatte per l’Is

Probabilmente le novità principali provengono dalla previsione di pene detentive per chi parte per combattere all’estero. “La reclusione sarà dai 3 ai 6 anni per chi si arruola in organizzazioni terroristiche. Da 3 a 6 anni per chi supporta i foreign fighters e da 5 a 10 anni per i cosiddetti ‘lupi solitari’ che si auto-addestrano all’uso di armi ed esplosivi. Con un aggravante di pena per chi lo fa via web”. Praticamente se prima era punibile solamente chi arruolava, ora anche chi combatterà per l’Is sarà perseguibile e condannabile. Sarà previsto anche “l’arresto per coloro che detengono il materiale esplosivo” e per chi “emette di denunciare il furto di questi materiali”. Ovviamente chi combatterà contro il Daesh non sarà punito, l’obiettivo del decreto per Alfano “è punire chi va a combattere in terra straniera avendo finalità terroristiche”

Più sicurezza sul web

Controlli a tappetto su internet. Verrà creata una black list di siti che inneggiano al terrorismo di tutte le matrici, religiose e politiche. Inoltre sarà previsto un potere maggiore per l’oscuramento di tali pagine web, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria.

Più militari per le strade e all’estero

Oltre ad Orlando e Alfano, anche il ministro della difesa Roberta Pinotti ha partecipato alla conferenza stampa, per rimarcare l’intervento dell’Italia nelle missioni all’estero per aiutare i combattenti dell’Is (“500 tra forze di terra e aereonautica”). Sarà rafforzata anche l’operazione Strade Sicure: “si passerà da 3 mila a 4800 militari a presidio delle nostre città”. In aggiunta gli agenti dei servizi segreti potranno deporre nei processi mantenendo l’anonimato. Tutte misure in linea con le norme internazionali, secondo il ministro degli interni Angelino Alfano.


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