Omicidio stradale, ok della commissione Senato al Ddl

Pubblicato il 20 Maggio 2015 alle 17:06 Autore: Redazione

È stato approvato dalla commissione Giustizia del Senato il ddl sull’omicidio stradale: prevista una pena massima di 12 anni nel caso in cui si procura la morte guidando in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe. Previsto anche il ritiro della patente fino a 30 anni.

Due nuovi reati: omicidio stradale e lesioni personali stradali

Ogni anno le vittime della strada sono circa 3000. Un numero sconcertante che andrebbe quanto meno arginato. Il ddl in esame al Senato punta all’introduzione di due nuovi reati: il già citato “omicidio stradale” e quello di “lesioni personali stradali”. Per il primo è prevista una pena che va dai 5 ai 12 anni di reclusione per chi “ponendosi alla guida in stato di ebbrezza alcolica o dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti” causa la morte di qualcun altro. Dai 4 agli 8 anni di reclusione per chi pur avendo dimostrato di essere lucido stesse guidando ad una velocità doppia rispetto a quella consentita. In caso di omicidio plurimo, la pena potrà essere triplicata fino ad un massimo di 18 anni. Per l’altro reato, quello di “lesioni personali stradali”, la pena prevista varia dai 6 mesi ai 2 anni di detenzione.

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Rinviato “ergastolo della patente”

Quanto invece al cosiddetto “ergastolo della patente”, la revoca definitiva di essa, invocata direttamente dal premier Matteo Renzi, il senatore Pd Cucca ha spiegato che è meglio accantonare tale ipotesi. Diversamente si creerebbe una sorta di cortocircuito dal momento che sul Codice della Strada sta lavorando anche un’altra commissione del Senato. Esisterebbe poi, nel caso, la scappatoia del ripetere l’esame di guida. Cucca assicura: “Si potrebbe pensare a una sorta di recidiva. La prima volta che si viene trovati in stato di ebbrezza, sospensione della patente. La seconda volta, nuova sospensione più pesante. Alla terza, sospensione definitiva”.

Le associazioni restano fredde

Secondo molte associazioni le novità che verrebbero introdotte dal ddl, seppur necessarie, non sarebbero sufficienti. Per altre basterebbe applicare le leggi già esistenti. L’attuale legge, l’articolo 589 del Codice penale riguardante l’omicidio colposo, stabilisce infatti che chiunque causi la morte di qualcuno violando le norme del Codice della strada è punito con la reclusione da 2 a 7 anni. Da 3 a 7 anni qualora il soggetto fosse risultato alla guida ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. In caso di omicidio multiplo, la pena viene triplicata fino ad un massimo di 15 anni.

Novità necessaria per le forze di polizia

Eppure la necessità di istituire il reato di “omicidio stradale” sembra esserci. È la necessità che nasce dalle esigenze delle forze di polizia che, una volta individuato l’autore del reato stradale, lo sottoporrebbero inutilmente al controllo alcolemico o al narcotest essendo già trascorse molte ore o addirittura giorni dal fatto accaduto.

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