•  
  •  
  •  
  •  
  •  

pubblicato: martedì, 9 giugno, 2015

articolo scritto da:

Preferenze, ecco il paradosso: gli elettori M5S le usano meno di tutti

preferenze M5S

L’Italia è una Repubblica fondata sulle preferenze. Per alcuni rappresentano l’humus perfetto per il voto di scambio, con il radicamento di potentati locali, capibastone e mammasantissima, secondo altri sono il sale della democrazia. Sta di fatto che uno degli aspetti dell’Italicum giudicati più controversi – e per questo contestati – riguarda proprio le preferenze e i capilista bloccati.

Nei 100 collegi, i partiti che conquisteranno i voti necessari potranno infatti eleggere il loro capolista, che è appunto calato dall’alto, deciso dalle segreterie. Le preferenze scatteranno a partire dal secondo eletto: sulla scheda elettorale sarà dunque possibile segnalare due nomi, nel rispetto dell’alternanza di genere.

Nonostante la mediazione sulle preferenze con la minoranza del suo partito, Renzi e i suoi non sono riusciti a dribblare l’accusa di voler creare un “parlamento di nominati” e a staccarsi di dosso l’etichetta di “ladri di democrazia”, come recitava uno degli slogan più fortunati della campagna anti-Italicum.

Il M5S figurava tra i protagonisti più accesi della partita sull’Italicum, che – complice una certa stampa – è stata fatta passare come una battaglia campale per le sorti della democrazia in questo Paese. Per le preferenze sono stati versati fiumi di inchiostro: nei salotti televisivi, nell’Aula della Camera, si elevavano accorati appelli in loro difesa, con la medesima partecipazione emotiva che gli attivisti di Greenpeace profondono nella salvaguardia della balenottera azzurra o della foca monaca.

L’esito delle ultime regionali segnala però che a differenza dei loro rappresentanti in Parlamento, gli elettori del Movimento Cinque Stelle non hanno certo perso il sonno per le preferenze, strumento di cui – dati alla mano – hanno fatto volentieri a meno in occasione dell’ultima tornata elettorale.

Gli elettori M5S e le preferenze

Uno studio condotto da Stefano Rombi dell’Università di Cagliari, pubblicato sul sito del Centro Italiano Studi Elettorali della Luiss, ha calcolato l’indice di preferenza (IP) per partito nelle sette regioni al voto. In fondo alla classifica troviamo proprio il M5S, con una media IP pari allo 0,25. Penultima è la Lega Nord (media IP di 0,27 punti). “Ciò mostra come i due partiti più decisamente avversi all’attuale assetto del sistema politico italiano – si legge nel rapporto – siano anche quelli meno legati ad un tipo di consenso basato sulla relazione personale candidato-elettore”.

Preferenze M5S regionali

Stefano Rombi (Università di Cagliari) – cise.luiss.it

L’Ncd di Alfano risulta essere il partito con l’indice di preferenza più elevato. Interessante anche la tabella che illustra l’indice di preferenza nelle sette regioni al voto, dove lo scarto di ogni regione è stato calcolato in base alla media del gruppo di appartenenza: da qui si evince come le regioni con l’IP più alto della media siano la Puglia e la Campania.

preferenze-scarti-da-media-2015

Stefano Rombi (Università di Cagliari) – cise.luiss.it


L’inglese impeccabile di Virginia Raggi – CLICCA IL VIDEO

L'inglese impeccabile di Virginia Raggi

Sondaggio Referendum Costituzionale

sondaggio referendum costituzionale

La domanda del giorno

Ultimo giorno di sondaggi: chi vincerà il referendum costituzionale?

Risultati

Loading ... Loading ...

Tutte le elezioni del 2016

Una grafica interattiva che mostra tutte le elezioni del mondo nel 2016

Riforma Costituzionale: clicca sulla Costituzione e fai il quiz!

Quiz Riforma Costituzionale

Termometro delle Voluttà

DaSì o No?

DaSì o No?

articolo scritto da:

41 comments
Davide Budu Damonte
Davide Budu Damonte

quali indagini?era in carcere, lo avete sospeso da dietro le sbarre...facile cosi'...faceva sequestri di persona a mano armata...non e' che rubasse caramelle...

AntonioVinci
AntonioVinci

Perchè paradosso?

Il concetto che non ci si attacchi ad una persona, ad una faccia ma ad un programma e a dei principi è un ragionamento di civiltà e buon senso, è coerente con la natura riformista ed equalitaria del M5S.

Carlo Cavalli
Carlo Cavalli

con l'attuale legge, non serve ad un cazzo.. siamo però sicuri della loro onestà. a differenza di altri...

Emanuele Schiano
Emanuele Schiano

La differenza tra me e te 😂. esclusione dalle liste - Ovviamente la notizia ha fatto balzare sulla sedia Beppe Grillo e, ancor prima di aspettare la conclusione delle indagini, il nome di Costa il "moralizzatore" è stato escluso dalle liste. Una perdita importante: stando a quanto riportano i giornali locali lo scorso 12 aprile Costa era presente al lancio della campagna elettorale pentastellata a Bassano.

Claudio Olivetti - Movimento 5 Stelle
Claudio Olivetti - Movimento 5 Stelle

A me sembra una scemenza. Nelle ultime elezioni regionali in Veneto ad esempio i candidati del M5S sono quelli che hanno ottenuto più preferenze e con la distribuzione più omogenea: e anche gli ultimi hanno ottenuto diverse centinaia di preferenze (mi riferisco ad esempio alla circoscrizione di Verona). Questo può essere interpretato con il fatto che gli elettori del M5S hanno attribuito la propria preferenza al singolo candidato, valutandone le qualità. Al contrario negli altri partiti i voti sono andati quasi tutti ai capolista, con una enorme sproporzione enorme rispetto agli altri candidati. In questi casi gli "ordini di scuderia" e l'identificazione del partito con il suo capo sono determinanti. Confrontando il tutto con le gigantesche spese elettorali sostenute dai partiti nazionali, il risultato ha dello stupefacente

Simone Ceradini
Simone Ceradini

paradosso? il M5S non spende i milioni come i partiti per pubblicizzare le facce dei candidati su ogni cartello

Brendan Chierchie
Brendan Chierchie

Non è un paradosso. Nelle liste del M5S sono, nella gran parte dei casi, tutte persone valide, uno vale l'altro, tanto sono dei portavoce, potrebbero tranquillamente andare in rotazione. I problemi li hanno gli altri partiti. Il M5S non ha capi che decidono chi mettere in lista. Il M5S vuole togliere ai dirigenti dei partiti la possibilità di scegliere i candidati a proprio piacimento, e di farli scegliere ai cittadini. Se poi i cittadini sono mafiosi teniamoci i mafiosi come è successo a #MafiaCapitale dove gran parte degli arrestati erano quelli che ricevevano la maggior parte delle preferenze.

Carlo Sottile
Carlo Sottile

perche' si vota x rabbia. non si ascolta la persona candidata xche' si pensa che la sua politica e' dettata dalla testa del movimento.

Pierfrancesco Catapano
Pierfrancesco Catapano

e se l'hanno fatto è scheda nulla chè c'hanno scritto PEPPE CRILLO!1!1!1!1!1!1!1!1!1!1!1!1!1

ExPD
ExPD

Questo articolo fa uno strano ragionamento: "strano che chi vuole le preferenze le usa poco". E allora? Io non sto al gabinetto 2 ore al giorno: lo uso poco, ma MI SERVE! Bah...

Emanuele Schiano
Emanuele Schiano

Scorrendo i penosi articoli della vostra pagina Facebook date risolto più al gossip cinque stelle che a mafia capitale ridicoli!

Emanuele Schiano
Emanuele Schiano

Sei un veggente? Hai per caso la coscienza a posto per dire che ultimamente dalle ultime elezioni in poi state parlando obiettivamente del movimento cinque stelle?

Elena Giromini
Elena Giromini

Visto chi viene votato quando si "conoscono"i candidati!

Giancarlo De Luca
Giancarlo De Luca

È normale loro sono favorevoli a prescindere se conviene o no

Alberto Grosso
Alberto Grosso

Perché non conoscevano i candidati!!! Bella questa politica eh??

Federico Maestri
Federico Maestri

Ma sulla scheda ci sono lo stesso sei nomi come per tutti. Quindi, visto che sei elettorato critico e informato, com'è che fra quei sei non selezioni i tuoi? Questa è la domanda.

Mauro Kyriakos Loru
Mauro Kyriakos Loru

Oppure si potrebbe fare un proporzionale con collegi molto piccoli nei quali eleggere al massimo due deputati. Nell'Italicum abbiamo 100 collegi, se ne potrebbero avere pure di più, ad esempio 300....

Mauro Kyriakos Loru
Mauro Kyriakos Loru

[Dal blog di Beppe Grillo] Prima di tutto dobbiamo però sfatare un equivoco per cui il collegio uninominale si accompagna al sistema maggioritario e il sistema su lista sarebbe accoppiato al sistema proporzionale. In realtà le cose non stanno così. Esistono sistemi proporzionali con collegi uninominali, come era per esempio al Senato in Italia, fino al 1993: i seggi venivano distribuiti proporzionalmente e poi veniva eletto il candidato all’interno di ciascun partito che aveva ottenuto la più alta percentuale nel suo collegio.

Mauro Kyriakos Loru
Mauro Kyriakos Loru

Più raro è il ricorso ai collegi uninominali anche nell'ambito di sistemi elettorali di tipo proporzionale. In tal caso i collegi hanno lo scopo di stabilire quali candidati eleggere all'interno di ciascuna lista e costituisce pertanto un'alternativa al voto di preferenza o alle liste bloccate. Un sistema siffatto è stato adottato in Italia sino al 1993 per l'elezione del Senato. [Da Wikipedia]

Ronny Spagnolo
Ronny Spagnolo

!?!?! Com'è che proporzionale e collegi uninominali starebbero insieme?!?!!?

Giovanni Vito Persiano
Giovanni Vito Persiano

Si, però il paradosso è che le preferenze non ci sono a livello nazionale, dove non è facile manovrare l'elezione di un candidato, ma a livello locale, dove il clientelismo è più efficace, sì.

Mauro Kyriakos Loru
Mauro Kyriakos Loru

La legge elettorale migliore sarebbe un proporzionale su turno unico, con soglia di sbarramento non troppo alta (3-4 %), con un premio di maggioranza (70-80 seggi max) legato ad una soglia minima di voti da ottenere e collegi uninominali. Oppure un sistema misto "stile Mattarellum". Al contrario, un proporzionale puro non porterebbe governabilità, mentre un maggioritario all'inglese o alla francese forse rischierebbe di essere troppo "selettivo"...

Ronny Spagnolo
Ronny Spagnolo

Merita sempre di ricordare, tra l'altro, che le preferenze le abolirono i cittadini - molto intelligentemente - col referendum del 1993 (almeno per quel che concerne la legge elettorale nazionale), dato che, come si è abbondantemente dimostrato, favoriscono soltanto il peggior clientelismo, quando va bene, o/e la criminalità organizzata, quando va peggio.

Vittorio Colao
Vittorio Colao

La scoperta dell'acqua calda. Essendo un voto di protesta, è normale che non sia diretto

Andrea Mascitti
Andrea Mascitti

C'entra e come, fa capire come la battaglia sulle preferenze sia solo una lotta di comodo, la gente dice a maggioranza di voler le preferenze ma a conti fatti nelle elezioni dove si può scrivere un nome ( europee e regionali) questa pratica viene usata da pochi. Quindi questa gente non può venire a fare la morale.

Luigi Imperiale
Luigi Imperiale

Che c'entrano gli elettori del M5s, con gli eletti del M5s che danno battaglia - giustamente- affinché siano presenti nella legge elettorale???