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pubblicato: giovedì, 2 luglio, 2015

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ReteDem, un nuovo spazio nel Pd degli ex civatiani che guardano al futuro

conferenza stampa di presentazione di retedem

“Siamo parlamentari, attivisti, dirigenti, amministratori democratici. Pensiamo che il Partito Democratico, naturale evoluzione dell’Ulivo, sia nato per cambiare l’Italia. Fuori da noi si agitano movimenti demagogici e antieuropei, forze xenofobe e fondamentaliste, una destra antimoderna lacerata e divisa. Siamo di sinistra, il mondo com’è non ci piace e vogliamo cambiarlo. Lo ammettiamo, siamo degli idealisti. Vogliamo un mondo più giusto, più libero e – ­perché no? – più bello. Il cambiamento per il cambiamento non ci basta come non ci basta confinare i sogni nella dolce solitudine della notte. Noi vogliamo contaminare la realtà con i nostri sogni.”

E’ questo l’incipit del documento di presentazione – intitolato “Il nostro Pd, a sinistra” –  di ReteDem, un nuovo spazio all’interno del Partito Democratico che nasce dall’iniziativa di alcuni parlamentari ed esponenti locali del partito di governo. Oggi a Roma a Palazzo Madama si è svolta la conferenza stampa di presentazione di questo nuovo progetto che vede protagonisti molti ex civatiani come Paolo Gandolfi, Giuseppe Guerini, Sergio Lo Giudice, Michela Marzano, Davide Mattiello, Lucrezia Ricchiuti, Grazia Rocchi, Veronica Tentori, Daniele Viotti Sandra Zampa.

 

Le nuove proposte per un nuovo volto del Pd

ReteDem si presenta come una “piattaforma di pensiero e di azione che si colloca all’interno del Pd, uno spazio che si pone l’obiettivo di dialogare con i mondi dell’innovazione, dei diritti, dell’ambientalismo, delle nuove economie e dei nuovi lavori, allargando la partecipazione a tutti i mondi dell’attivismo civico”. Tutto nasce – come spiegato del documento – dalla ex “mozione Civati” e dalla volontà “di continuare a lavorare sui temi che sono stati l’unica vera novità politica degli ultimi anni nel Partito Democratico. L’unico spazio in cui poter realizzare concretamente le nostre proposte”.

“Ci siamo chiamati RETEDEM perché vogliamo che questa figura della rete che unisce e crea ponti contribuisca a portare un metodo nuovo nella stagione politica progressista italiana. Un metodo aperto, largo, partecipato, che guarda alle forze più innovative del nostro paese. Un metodo che parte dai temi, magari anche quelli di cui ancora nessuno vuole occuparsi, per costruire una politica che non è solo «gestione dell’esistente» ma visione del mondo”. Gli esponenti della nuova area sembrano avere le idee chiare e tanta voglia di ripulire il partito dalla brutta immagine che si è fatto negli ultimi tempi, soprattutto a seguito degli scandali che lo hanno travolto e del malaffare dilagante nelle realtà politiche locali. Nel documento non manca infatti un riferimento a Mafia Capitale: “Vogliamo che il principio di legalità sia un faro sempre acceso, da Roma ai più remoti angoli del Paese e del PD, un PD repellente per mafiosi e corrotti“.

Sul punto si è soffermato Davide Mattiello, che ha comunque trovato il modo di elogiare il suo partito: “Il Partito Democratico è la più importante comunità politica del Paese, ha la più grave responsabilità e la più bella opportunità di contribuire alla democrazia repubblicana. Non deve stupire che dentro il PD si siano infiltrati e cerchino di infiltrarsi dei malfattori: chi cerca il potere per farsi i fatti propri, va dove il potere c’è. Piuttosto bisogna usare le migliori intelligenze e le migliori energie per attrezzare il PD in modo da renderlo repellente a corrotti e mafiosi, sempre più capace del compito storico che ha”.

logo retedem

No a personalismi, no alla corruzione

Nel corso della conferenza stampa sono in molti ad essere intervenuti per parlare dell’iniziativa e sostenere questo nuovo progetto. Nella nuova area – fanno sapere i sottoscrittori del documento in diversi modi – non saranno ammessi nuovi personalismi: “Senza fare sconti a nessuno e d’altra parte senza sterili personalismi o posizionamenti puramente strumentali, continuiamo a prenderci la libertà e la responsabilità di condurre le nostre battaglie avendo a cuore il merito delle questioni, affinché il PD, il nostro partito, sia sempre più simile all’idea e ai valori sui quali è stato fondato, anche con il nostro contributo”, ha ad esempio dichiarato Giuseppe Guerini.

A fare un commento su Civati, l’ex “leader” dei membri di ReteDem che non hanno voluto seguirlo nella fuoriuscita dal Pd, ci ha invece pensato Lucrezia Ricchiuti: “Civati è uscito dal PD. Noi abbiamo fatto una scelta diversa pensando che i valori in cui crediamo e le idee che abbiamo sostenuto durante la fase congressuale debbano diventare patrimonio comune del nostro partito. Sono tanti i militanti e simpatizzanti che non hanno seguito Civati e che guardano noi parlamentari come punto di riferimento. Per questo stiamo lavorando per darci una struttura organizzata su tutto il territorio nazionale e continuare nella battaglia affinché il partito democratico continui a rappresentare i valori del centrosinistra e impedire una sua deriva verso il centrodestra con i risultati disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti, tranne che per i vertici del nostro Partito”.

 

 

 


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29 comments
Lorenzo Tri
Lorenzo Tri

Senza parole Lorenzo Tondi Naizen Kurosawa

Massimo Garbossa
Massimo Garbossa

A me sembra che tanti soprattutto alla prima esperienza in Parlamento (perché ce ne sono tanti che erano Consiglieri Regionali,Consiglieri Provinciali, Consiglieri Comunali ecc ecc) votino con il mal di mancia a favore delle cavolate che sta facendo Renzi perché se no la prossima volta non vengono ricandidati e tornare a lavorare timbrando il cartellino è pesante,quindi 10 di mal di schiena se li risparmiano,io mi sto stufando di votare Pd perché sembra che dopo qualche mese che sono li si dimenticano in che Italia vivono,a me non interessano tanto le correnti,il problema è che non bisogna governare con chiunque per non mandare il Governo a casa!

Lucio Laurenza
Lucio Laurenza

Solo che nel PD la somma degli oppositori a Renzi è inferiore al numero di correnti rappresentate

Gennaro Rossi
Gennaro Rossi

ah ecco , avevamo bisogno di una nuova corrente del pd , in fondo ne erano davvero poche [wikipedia ] 1 Le correnti attuali 1.1 Ex maggioranza bersaniana 1.1.1 Bersaniani 1.1.2 Lettiani 1.1.3 Dalemiani 1.1.4 Rifare l'Italia (Giovani Turchi) 1.1.5 Bindiani 1.1.6 Cristiano Sociali 1.1.7 Ecologisti Democratici 1.2 Rottamatori 1.3 Civatiani 1.4 Area Democratica 1.4.1 Franceschiniani 1.4.2 Fassiniani 1.4.3 Semplicemente Democratici 1.5 Movimento Democratico 1.5.1 Veltroniani 1.5.2 Fioroniani 1.5.3 Rutelliani 1.5.3.1 Lo sfaldamento del gruppo dei Rutelliani e la fondazione di Alleanza per l'Italia 1.5.4 Liberal PD 1.6 Insieme per il PD 1.7 Ulivisti 1.8 Cambia l'Italia 1.9 Area riformista 1.10 Sinistra è cambiamento 2 Ex correnti 2.1 A Sinistra 2.2 Democrazia e Socialismo 2.3 Teodem 2.4 Democratici Rinnovatori e Coraggiosi 3 Partiti affiliati 3.1 Radicali Italiani 3.2 Moderati per il Piemonte

Francesco Leo
Francesco Leo

Si vabbò ma il 7 Luglio per la riforma scuola come votano?

Catia Porri
Catia Porri

come arrampicarsi sugli specchi per giustificare "vorrei ma non posso"!!

Gennaro Rossi
Gennaro Rossi

ancora n'altra corrente nel pd ?MIIIIIIINCHIAAAAAAAAAAAAAA

Diego Nespolo
Diego Nespolo

Che vadano direttamente con Pippo e la smettano di rompere

Alessio Caldarulo
Alessio Caldarulo

Stronzi !! Se avete una dignità dovreste seguire Civati e Fassina !!

Mauro Kyriakos Loru
Mauro Kyriakos Loru

Civatiani ? Visto che Civati, critico con Renzi, è uscito dal Pd mentre loro sono ancora lì, preferirei definirli Poltroniani...

Salvo Marino
Salvo Marino

nuovi gruppi per dissuaderci, l'unico obiettivo ? la poltrona.