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pubblicato: lunedì, 6 luglio, 2015

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Grecia, domani la proposta greca all’Eurogruppo Renzi: “Bisogna ricostruire una nuova Europa”

grecia

Il giorno dopo la lunga notte di Atene, culminata con la vittoria del premier greco Alexis Tsipras, ci si interroga sul destino della Grecia. Rimarrà nell’euro o uscirà? Fosse per i falchi dell’eurogruppo e del ministro tedesco Schauble (oggi ha ribadito che il taglio del debito ellenico non è tra i temi trattabili, posizione condivisa dalla Commissione Ue), Atene già da oggi sarebbe fuori dalla moneta unica. Ma il pragmatismo invita tutti alla prudenza e ad aspettare l’Eurogruppo di domani e le nuove proposte di Tsipras che intanto ha sacrificato il suo braccio destro Varoufakis (al suo posto è stato nominato Euclid Tsakalotos, attuale viceministro degli Esteri) considerato persona non gradita nei salotti di Bruxelles.

Le banche greche, a rischio insolvenza (secondo alcune stime avrebbero a disposizione un tesoretto di solo 1 miliardo di euro) resteranno chiuse fino a mercoledì. Il limite di prelievo giornaliero di 60 euro agli sportelli automatici, spiega il vice ministro delle Finanze, Giorgos Stathakis, sarà invece mantenuto sino a venerdì 10 giugno, se la Banca centrale europea manterrà stabile il livello di liquidità di emergenza attraverso il programma Ela. Cosa che però la Bce sembra non voler fare.

Dal canto suo, Angela Merkel che stasera incontrerà il presidente francese Hollande più incline a trattare con il leader greco, non chiude tutte le porte. “La porta resta sempre aperta, ma visto il risultato del referendum  al momento non ci sono i presupporsi per nuove trattative su altri programmi di aiuto. Molto dipenderà dalle proposte che la Grecia metterà adesso sul tavolo” afferma la cancelliera tedesca che nel primo pomeriggio ha avuto su questo punto una telefonata con il premier greco.

Ed è l’Eurogruppo, convocato domani per le 13, ad aspettare le nuove proposte di Atene. Ricevuto ed esaminato il documento ci si muoverà di conseguenza, ben consapevoli che la questione è di delicata importanza. Se non si trovasse un accordo infatti, Atene potrebbe entrare nell’orbita di Mosca. Un’ipotesi non peregrina vista anche la telefonata intercorsa oggi tra Tsipras e il presidente russo Vladimir Putin. Al colloquio, riporta il Guardian, ha partecipato anche il ministro dell’Energia greco Panagiotis Lafazanis, che ha stretti legami con Mosca e guida l’ala radicale di Syriza. Per questo  il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, si è affrettato a dire che “il posto della Grecia era e resta nell’Eurozona” mentre il FMI, su pressione degli Stati Uniti, ha affermato che “è pronto ad aiutare la Grecia se Atene lo chiederà”.

Anche perché se il paese ellenico dovesse fare la famosa “exit” a perderci economicamente non sarebbe solo l’Europa stessa ma anche i paesi periferici dell’eurozona. Tra questi l’Italia. Secondo il Financial Times, la crisi greca potrebbe rappresentare una minaccia per il governo italiano guidato da Matto Renzi: potrebbe alimentare, infatti, il risentimento contro la politica e compromettere il processo di riforme. Il premier lo sa bene e chiede a Bruxelles di fare in fretta. “Gli incontri di domani dovranno indicare una via definitiva per risolvere questa emergenza” scrive Renzi in un post sul suo profilo Facebook dove invita tutti i paesi dell’eurozona ad avviare la costruzione di una nuova Europa. “Da mesi stiamo insistendo per discutere non solo di austerity e bilanci, ma di crescita, infrastrutture, politiche comuni sulla migrazione, innovazione, ambiente. In una parola: politica, non solo parametri. Valori, non solo numeri. Se restiamo fermi, prigionieri di regolamenti e burocrazie, l’Europa è finita. Ricostruire una Europa diversa non sarà facile, dopo ciò che è avvenuto negli ultimi anni. Ma questo è il momento giusto per provare a farlo, tutti insieme. L’Italia farà la sua parte”.

Ci sono due cantieri da affrontare rapidamente nelle capitali europee e a Bruxelles.Il primo riguarda la Grecia, un…

Posted by Matteo Renzi on Lunedì 6 luglio 2015


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6 comments
ValterFiore
ValterFiore

oh come ci credo alla proposta greca... ricicleranno la solita paginetta con quattro cretinate. Oppure se decideranno di cambiare gioco faranno un bel documento in cui prometteranno di tutto ...e poi, incassati i soldi ...chi ha avuto ha avuto ...

Non riesco proprio piu' a credere alla serieta' di questo governo (sceneggiate di varoufakis a parte). Temo che finiranno per far finta di crederci ...

Stefano Chiaramello
Stefano Chiaramello

Germania e Francia sono le nazioni che detengono la maggior parte del debito Greco, poi ci sono FMI e BCE e altre figure al tavolo tra cui Juncker che dovrebbe rappresentare i 28 paesi dell'unione europea ma di fatto conta come un 2 di picche. Questo è il principale problema dell'Unione Europea: Manca la figura principale, eletta democraticamente che detti una linea di governo... Logicamente per fare ciò ogni stato dovrebbe rinunciare a un pezzettino della sua sovranità a favore dell'Europa!

ValterFiore
ValterFiore

certo che e' cosi'. Io vorrei votare il presidente del consiglio europeo ...e magari andare al mare quando c'e' da votare il presidente della regione italia ...ma e' un processo lungo e difficile di cui personalmente non vedro' la conclusione. Ma sono vecchio ...i giovani qualche speranza ce la possono avere

Marina Tiraboschi
Marina Tiraboschi

Ma chi ha dato mandato a Merkel e hollande di decidere tutto in camera caritatis tra loro tenendo fuori dalla discussione tutti gli altri 26 paesi dell'Ue ????

Salvatore Caputo
Salvatore Caputo

Nessun taglio...non vogliono pagare? Vogliono continuare ad andare in pensione a 50 anni? Si fottano...