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pubblicato: venerdì, 31 luglio, 2015

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Disoccupazione sale ancora: i dati Istat di giugno

disoccupazione

Occupazione, giugno un mese nero: 22 mila occupati in meno rispetto al mese precedente, per una percentuale di -0.1, e 40 mila in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno (-0.2%). Sono gli ultimi dati provvisori dell’Istat sull’andamento del mercato del lavoro. I numeri contrastano con quelli di aprile, quando si era registrata una crescita dello 0.6%. Così cresce il tasso di disoccupazione, che raggiunge la quota ancora molto elevata del 12.7%, di nuovo in salita dopo le cifre stazionarie di maggio.

Tasso di occupazione invariato

L’Istituto nazionale di statistica rileva che a giugno “dopo la forte crescita registrata nel mese di aprile (+0,6%) e il calo nel mese di maggio (-0,3%), gli occupati diminuiscono dello 0,1% (-22 mila) rispetto al mese precedente. Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, cala nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a giugno 2014, l’occupazione è in calo dello 0,2% (-40 mila), mentre il tasso di occupazione rimane invariato”.

I giovani ancora i più colpiti

Gli occupati, tra i 15 e 24 anni, diminuiscono del 2.5% rispetto a maggio. Anche il tasso di occupazione giovanile, ora pari al 14.5%, cala di 0.3 punti rispetto al mese precedente. Al contrario aumenta su base mensile il numero di giovani disoccupati (+5.2%, pari a 34 mila unità). L’incidenza sul numero dei disoccupati, dei giovani tra i 15 e 24 anni è dell’11.5% sul totale dei giovani della stessa età. La quota dei giovani disoccupati sul totale di quelli attivi, aumenta sino al 44.2%, più 1.9 punti percentuali rispetto al mese precedente. È un record, il più alto dal 1977.

disoccupazione istat

Diminuiscono gli inattivi

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce nell’ultimo mese (-0,1%, pari a -18 mila), riprendendo il calo cominciato a inizio anno. Il tasso di inattività, pari al 35,9%, diminuisce di 0,1 punti percentuali rispetto a maggio. L’Istati ha spiegato così questa tendenza di maggiore disoccupazione così: “L’aumento del numero di disoccupati negli ultimi 12 mesi è pertanto associato ad una crescita della partecipazione al mercato del lavoro, testimoniata dalla riduzione del numero di inattivi”.


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3 comments
Massimo Matteoli
Massimo Matteoli

La notizia non mi piace, ma è evidente che sarebbe il caso di aprire una riflessione seria sulle politiche per il lavoro del Governo di Matteo Renzi. Il cavallo dell'occcupazione non beve nonostante tutta la propaganda sul jobs act e, soprattutto, un incentivo di € 8.0000 l'anno per ogni nuovo assunto. Ora ci raccontano che bisogna ridurre le tasse, a cominciare dalle case di lusso e dagli utili delle imprese. Eppure le aziende italiane, che secondo l'opinione corrente sono strngolate da burocrazie e costi del lavoro insorpottabili, battono ogni record nell'export mondiale, cioè proprio dove maggiore e senza sconti è la concorrenza. Da non economista ma da smplice osservatore di comuhe buon senso osservo che le tasse si pagano sugli utili e forse è più "utile" (anche per gli imprenditori) che invece di ridurre le tasse si trovi il modo di aumentare gli incassi. Questo puà avvenire solo se accanto alla domanda estera si aumenta la domanda interna, cioè la capacità della gente normale di spendere per i propri bisogni di vita. Più investimenti, prima di tutto, e poi anche tasse in meno, ma ad inizare dai più poveri. Perchè questa è la base di quel mercato che arriccchisce, alla fine, anche chi si lamenta delle troppe tasse da pagare.