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pubblicato: lunedì, 2 marzo, 2015

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Istat, diminuisce disoccupazione ma Italia ancora in recessione

Istat, cala la disoccupazione ma l’Italia è in recessione. La nostra economia è tornata sotto il livello registrato nel 2000: una contrazione dello 0,4%. Peggio di quanto aveva previsto il Governo (-0,3%), ma meglio di quanto aveva invece previsto l’Ue (-0,5%). La pressione fiscale aumenta ma il debito pubblico continua a salire: 132,1% del Pil.

L’economia del nostro paese torna sotto i livelli registrati nel 2000. L’Italia chiude dunque in recessione per il quarto anno consecutivo. Al di là delle previsioni più o meno mancate da parte del governo e dell’Ue, a preoccupare più di ogni altra cosa è il debito pubblico.

Nel 2013 il nostro debito si attestava intorno ai 128,5 punti percentuali del Pil, ora risulta invece al 132,1%. Il dato più alto registrato dal 1995 ad oggi. Anche in questo caso le previsioni del Governo e dell’Ue sono risultate sbagliate. Entrambe troppo ottimiste in questo caso: 131,6% del Pil stimava la Nota di aggiornamento del Def; 131,9% quella dell’Ue. La pressione fiscale continua a salire. Ora al 43,5% del Pil facendo registrare un aumento, seppur lieve (+0,1%) rispetto al 2013.

Istat: 2014 anno buio, disoccupazione al 12,7%

Per quanto riguarda la disoccupazione, i dati dell’Istat hanno archiviato l’anno appena conclusosi con il tasso più alto dalla fine del 2013: 12,7%. Eppure le ultime rilevazioni lasciano intuire qualche timido segnale di ripresa. A gennaio infatti il tasso di disoccupazione risulta sceso di 0,1 punti percentuali. Un “risultato incoraggiante dopo anni di caduta” secondo il ministro Giuliano Poletti che fa passare in secondo piano il 12,7% del 2014, il peggior tasso mai registrato dal 1977 ad oggi. “Nel 2015 in Italia potrebbero esserci 150mila occupati in più” sostiene Poletti, spiegando che “tutti i centri studi ci danno 100mila occupati in più nel 2015. Sono fiducioso che possiamo fare qualcosa di meglio e mi auguro che 150mila possa essere un numero vicino alla realtà”.

ministro lavoro giuliano poletti

Analizzando il dato, gli economisti ci dicono che “al di là della volatilità su base mensile”, ritengono che “il tasso di disoccupazione possa se non altro stabilizzarsi nei prossimi mesi e che possano continuare i segnali di aumento degli occupati”.

Occupati, disoccupati e inattivi

Sono 22 milioni e 320 mila gli occupati, sostanzialmente gli stessi rispetto al dicembre 2014, ma 131 mila in più rispetto all’anno precedente. Rispetto al mese precedente cala invece il numero dei disoccupati perdendo 21 mila unità ma ne guadagna 7 mila su base annua. Diminuisce anche il numero degli inattivi: 1,3%, -0,1% rispetto ai dodici mesi precedenti.

istat

I giovani

Inattività che invece sembra aumentare per quanto riguarda il mondo dei giovani, la forza lavoro compresa tra i 15 ed i 24 anni: 47 mila inattivi in più rispetto all’anno precedente. Gli occupati appartenenti a questa fasce di età sono 906 mila, diminuiti di 13 mila unità su base annua.

I dati sulla disoccupazione

Al recupero da punto di vista occupazionale, si contrappone come detto l’aumento della disoccupazione. L’Istituto di statistica in merito, analizzando l’ultimo trimestre del 2014, fa sapere che “il numero delle persone in cerca di occupazione, pari a 3 milioni 420 mila, continua a crescere a ritmi sostenuti (+6,5%, pari a 208.000 unità). L’aumento coinvolge soprattutto le donne (+144.000 unità in confronto a +64.000 gli uomini) ed è più elevato nel Centro e nel Mezzogiorno”. E inoltre: “L’incremento della disoccupazione su base annua riguarda principalmente gli italiani (+193.000 unità), cui si accompagna un aumento molto contenuto per gli stranieri (+15.000 unità) e dovuto esclusivamente alla componente femminile”.

Luci ed ombre che non fanno altro che evidenziare la debolezza del sistema del nostro paese, come l’Istat stesso fa notare, il mercato del lavoro “non mostra chiari segnali di un’inversione di tendenza rispetto a quanto osservato negli scorsi mesi”.

Il governo: “Bene ma non basta”

“Più 130 mila posti di lavoro nel 2014, bene ma non basta. Ora al lavoro per i provvedimenti su scuola e banda ultralarga #lavoltabuona”. Così il premier Matteo Renzi su Twitter commenta i dati Istat sulla disoccupazione. Anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, in un’intervista alla Gazzetta di Reggio, è ottimista: “Stiamo facendo dei passi importanti. La riforma del lavoro, ad esempio, è la nostra riforma e se funziona lo sapremo presto, già nelle prossime settimane. Il vento è cambiato e c’è un’energia nuova nel Paese”.

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1 Commento

  1. MaurizioPozzetti ha scritto:

    Sono convinto che più che regole e contratti possono gli investimenti (ad esempio di #cdp http://lp.cdp.it/sostegno-imprese/index.html). Però sono fiducioso. Sono segnali, piccoli ma innegabili

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