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pubblicato: venerdì, 20 giugno, 2014

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Legge Elettorale, Boschi: “Si a piccole modifiche basate sull’Italicum”, il M5S “Renzi scelga: o noi o Berlusconi”

grillo renzi berlusconi, sondaggi elettorali 17 gennaio

Il cambio di ‘toni’ del MoVimento 5 Stelle, inaugurato all’indomani del deludente risultato delle europee, sta cominciando a mostrarsi in atti concreti. Infatti Grillo ha aperto a Renzi sulla riforma elettorale, il quale ha risposto positivamente fissando un incontro per la settimana prossima.

L’incontro sulla legge elettorale si farà, con buona pace della vecchia strategia isolazionista dei grillini. Da Renzi è arrivata una tiepida apertura. All’indomani del voto aveva immediatamente aperto ai grillini per le riforme, ma difficilmente avrebbe creduto che Grillo avrebbe risposto positivamente. Nonostante l’apertura, comunque, un accordo resta molto difficile: la proposta del MoVimento, nonostante dia un premio di maggioranza a chi raggiunge il 40% circa delle preferenze, rimane un sistema sostanzialmente proporzionale con il sistema delle preferenze.

La richiesta di incontro dal blog di Grillo, però, arriva in un momento in cui la discussione per la legge elettorale è già in stato avanzato. Alla camera è stato già approvato un testo, che è la base del porcellum concordato dalla maggioranza di governo. “Non è pensabile, – dice il ministro Boschi – dopo mesi di lavoro che hanno coinvolto il Parlamento, ricominciare daccapo”. E’ chiarissima Maria Elena Boschi, interrogata sull’imminente incontro tra Renzi e Grillo. Il ministro ha detto chiaramente che la base della legge elettorale deve assolutamente essere e sarà il testo approvato alla Camera, cancellando la possibilità di ricominciare da zero per includere i grillini nel processo di elaborazione.

Boschi, nel sottolineare come il testo già approvato alla camera deve essere la base dalla quale far partire la discussione, ha dato lanciato altri avvertimenti agli interlocutori grillini. Infatti Boschi ha precisato che il PD, e Renzi, non intende cambiare partner all’ultimo minuto e che non accetteranno diktat nella formazione del tavolo per la discussione della legge. “Non cambiamo partner all’ultimo momento, – conferma il ministro Boschi – e ogni minimo cambiamento dovrà essere concordato con gli alleati di governo e Forza Italia”.

Tuttavia il ministro ha chiaramente detto che il governo è attento nell’ascoltare ogni proposta di modifica della legge, che “può essere modificata in alcuni punti”. Tra questi punti Boschi conferma potrebbe esserci la questione dei listini bloccati, che sta particolarmente a cuore ai grillini. Infatti il MoVimento 5 Stelle chiede che si inseriscano nella legge le preferenze. Il ministro non ha chiuso la possibilità, ma ha specificato che si cambierà “solo se Forza Italia sarà d’accordo”.

Alla Boschi ha subito replicato il deputato M5S Manlio Di Stefano: “Diamo a Renzi l’opportunità di uscire da quel ricatto di Berlusconi che lui stesso disse esserci quando affermò che non c’era alternativa al Cavaliere. Noi gli diamo un’alternativa: chiarisca se preferisce continuare con lui o aprirsi ad un percorso nuovo”. “La Boschi parla di mesi di lavoro da garantire ma mi permetto di dire che sono mesi di lavoro che non hanno portato a nulla. La riforma delle legge elettorale avevano detto di averla pronta un mese fa, così come la riforma del Senato”, sottolinea il parlamentare del M5S. “Diamo a Renzi – aggiunge Di Stefano – una possibilità: fare una riforma che vada verso il parere della sentenza della Consulta e perciò che sia costituzionale. La nostra è una legge scritta e voluta dei cittadini”, conclude il deputato cinquestelle. Più duro è stato il commento del deputato del M5S Alessandro Di Battista: “Forza Italia, lo ricordo e non temo alcuna querela, è un partito nato con il beneplacito della mafia in particolare dell’organizzazione più pericolosa, Cosa Nostra che, grazie all’intermediazione di Dell’Utri (per questo condannato e detenuto in carcere) ha concluso svariati patti di non belligeranza con Berlusconi”.

Sulla legge elettorale viene interrogato anche il Capo dello Stato a Napoli, durante una visita alla storica sede del Banco di Napoli. Napolitano ha preferito non rilasciare dichiarazioni o indicazioni, demandando tuta la responsabilità sul governo e su Renzi. “Non sono io che mi occupo delle consultazioni tra forze politiche, sarà compito del Governo, del Presidente del Consiglio e dei gruppi che formano la maggioranza parlamentare”.

I CINQUE STELLE RISPONDONO A RENZI – Sarà con i gruppi parlamentari l’incontro tra il M5S e il premier Matteo Renzi per discutere della legge elettorale. “Ringraziamo Matteo Renzi per l’invito. All’incontro del 25 giugno parteciperà una delegazione del Movimento 5 Stelle composta dai capogruppo di Camera e Senato, Giuseppe Brescia e Maurizio Buccarella, e dai deputati Danilo Toninelli e Luigi Di Maio. Vorremmo confrontarci con il Partito democratico, in quanto forza parlamentare”.

QUAGLIARIELLO, I SENATORI SARANNO 100 – I membri del futuro Senato saranno 100, di cui 20 sindaci e i restanti consiglieri regionali, ai quali si aggiungeranno 5 senatori di nomina presidenziale. Lo ha riferito Gaetano Quagliariello al termine di un incontro tra il ministro Maria Elena Boschi e una delegazione di Ncd. Ciascuna regione, ha spiegato Quagliariello, eleggerà un numero di senatori proporzionato al proprio peso demografico. La composizione complessiva di Palazzo Madama sarà dunque di 100 senatori, tutti eletti dai Consigli regionali, sia i sindaci che gli stessi consiglieri che svolgeranno anche il ruolo di senatori. Quagliariello ha anche spiegato che, “essendo il Senato un organo di garanzia” ci sarà un criterio di proporzionalità anche per quanto riguarda l’elezione dei senatori. Questo significa che per definire la provenienza politica dei senatori di ciascuna regione si terrà conto del voto ottenuto da ciascun partito alle elezioni regionali e non del numero dei seggi in Consiglio regionale, dato che le leggi elettorali favoriscono i partiti che hanno vinto le elezioni. Quagliariello ha quindi spiegato che per la definizione concreta delle norme elettorali ci sarà un rinvio ad una legge ordinaria

Francesco Di Matteo

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