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pubblicato: giovedì, 7 agosto, 2014

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Riforme, in Senato “ad oltranza” sino al voto finale previsto domani

boschi finocchiaro riforme senato

Sono ripartiti stamattina i lavori in Aula al Senato sul dl costituzionale sulle riforme. La discussione potrebbe terminare in giornata: nella riunione dei capigruppo che si è svolta nella notte si è deciso di andare avanti ‘no stop’ fino al voto finale. “Sarà una giornata lunga e positiva” ha affermato il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi arrivando in aula al Senato. Il ministro Boschi ha mostrato ottimismo in merito al ddl costituzionale sulle riforme che Palazzo Madama si avvia ad approvare.

Presidente Senato Grasso “Avanti ad oltranza” – “Abbiamo deciso di andare avanti a oltranza, anche fino a dopo le 24, in modo da garantire le dichiarazioni sul voto finale per domani alle 9:30”. Così il presidente del Senato Pietro Grasso all’apertura dei lavori in Aula sul ddl riforme, dopo l’intensa seduta di ieri. riferendo l’esito della capigruppo tenutasi ieri a fine seduta.

senato seduta ad oltranza su dl costituzionale riforme

IERI GOVERNO BATTUTO SU EMENDAMENTO SEL – Nel corso della seduta di ieri il Governo è stato battuto su un emendamento di Sel sull’articolo 30 del ddl riforme che modifica il Titolo V. L’emendamento introduce nella Costituzione la competenza delle Regioni sulle materie che riguardano la “rappresentanza in Parlamento delle minoranze linguistiche”. Cinque i voti di scarto: 140 sì, 135 no. Nella seduta odierna votato all’unanimità un emendamento di Sel con cui si assegna al Senato la competenza della tutela delle minoranze linguistiche.

RIFORME: SENATO APPROVA ART.10  – L’aula del Senato ha approvato l’articolo 10 del ddl riforme, relativo al procedimento legislativo. A favore hanno votato 189 senatori, 39 i contrari, 11 astenuti. L’assemblea è quindi passata all’esame degli emendamenti all’art.11 relativo all’iniziativa legislativa, con il ‘nodò legato al numero di elettori necessario per avviare l’iter delle leggi di iniziativa popolare.

SÌ ARTICOLO 15 SU REFERENDUM ABROGATIVO  – L’Aula del Senato ha approvato l’articolo 15 del ddl Riforme che regola, tra l’altro, il referendum abrogativo.

OK DOPPIA SOGLIA FIRME E QUORUM SU REFERENDUM – Entra in Costituzione doppia soglia per firme e quorum per referendum abrogativi. Ok del Senato, con 215 sì, 11 no e 13 astenuti all’ emendamento dei relatori che stabilisce: se le firme sono 500 mila, il quorum è 50% più uno degli aventi diritto. Se sono 800 mila, quorum è la maggioranza dei votanti.

SÌ SENATO ART. 11 SU LEGGI INIZIATIVA POPOLARE  – L’Aula del Senato ha approvato l’articolo 11 del ddl riforme con 214 voti a favore, 17 contro e 13 astenuti. Viene modificato l’articolo 71 della Costituzione. Con la nuova formulazione salgono a 150mila le firme necessarie per la presentazione di leggi di iniziativa popolare.

OK A REFERENDUM PROPOSITIVO IN COSTITUZIONE  – Entra in Costituzione la possibilità di indire un referendum propositivo e d’indirizzo. Il Senato approva con 220 sì, 11 no e 13 astenuti l’emendamento dei relatori Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli all’articolo 11 del ddl sulle riforme istituzionali.


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7 comments
Luca Passantino
Luca Passantino

Il governo renzi sta facendo l'equilibrista sull'orlo della fossa. .........

Marco Corvi
Marco Corvi

Si si domani con il ddl Boschi l'Italia vola!

Davide Bolli
Davide Bolli

Dai che dovete andare a spendere i soldi che rubate

Lamberto Giusti
Lamberto Giusti

Poverini, chissà che stanchi che saranno dopo.... Sti stronzi!!

Antonio Piarulli
Antonio Piarulli

Un Paese,Nazione o Stato,che conferisce la sovranità al Popolo,non ha motivo di indire elezioni e scomodare i cittadini inducendoli a recarsi alle urne,sarebbe una sconfitta della democrazia per il regime. In un regime normale il Popolo va amministrato,gestito non disturbato! Il paradigma ,moderno a cui si rifanno gli oligarchi in Italia funziona e gode del plauso dei meedia! In effetti perchè disturbare il Popolo che ama poltrire.

G.b. Perazzo
G.b. Perazzo

oltr'anza.....la stessa località dove si riunivano per sostituire il senatore Vinavil o Villari, quello che non si voleva dimettere....