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pubblicato: sabato, 19 maggio, 2012

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Ad Atene sorge Alba Dorata tra pogrom e intimidazioni. Con l’aiuto dei Colonnelli.

E’ sorto un sole nero sulla Grecia, si chiama Alba Dorata, in greco Chrysi Avgi, il cui simbolo è un meandro nero su sfondo rosso, molti ci vedono una svastica, altri un rigurgito del passato, ma il 7% dei greci alle ultime elezioni ha visto in loro qualcosa di più e li ha votati: hanno conquistato 21 seggi in Parlamento e continuano ad essere sottovalutati dalle altre formazioni politiche, tanto che ad oggi né Samaras di Nea Dimokratia, né tanto meno il leader di Syriza, Alexis Tsipras li hanno interpellati durante le consultazioni per la costituzione di un nuovo governo. Forse, ma sono voci, lo sta facendo in queste ore il Pasok.

alba dorata

foto: IbTimes

State attenti, stiamo arrivando. Continueremo la nostra lotta dentro e fuori dal Parlamento”: queste le prime parole di Nikolaos Michaloliakos leader di Alba Dorata, e poche ore dopo, nella prima conferenza stampa ha subito chiarito il loro programma politico: “Minare le frontiere per impedire l’accesso agli immigrati, espellere e incarcerare gli stranieri già approdati in Grecia, introdurre la pena di morte per lo spaccio di droga, vietare per legge i sindacati, applicare i diritti legati alla cittadinanza ai soli greci e i loro diretti discendenti, uscire dall’euro, nazionalizzare le banche e le risorse naturali”.

[ad]Sono i neonazisti greci, ma rifiutano questa etichetta e si dichiarano nazionalisti. “La Grecia ai greci” grida Themis Skordelli, da molti considerata l’eminenza grigia che sta dietro ad Alba Dorata, implicata per concorso in omicidio e che dirige, di fatto, molti pogrom anti-immigrati nella zona di Agios Panteleimon e nell’Attica.

Nelle aree più colpite dalla crisi del centro della Grecia e nei quartieri popolari di Atene, come quello in cui hanno la sede in un appartamento fatiscente, dove maggiore è la presenza di immigrati hanno raggiunto anche il 20%. Il punto di forza del partito è la “pulizia” della Grecia dagli stranieri “Solo chi è ariano di sangue e greco di discendenza può essere un membro candidato”. È questo quanto si legge sul loro manifesto.

In Grecia però il problema degli stranieri è molto sentito, anzi è reale, il 90% dei clandestini diretti in Europa passa dalla penisola Ellenica, per quanto riguarda i regolari entrano 300 immigrati al giorno, che in base al Regolamento Dublino II dell’Unione Europea sono obbligati a chiedere asilo politico, in uno Stato che non ha né la voglia né le possibilità di accettare neppure un ventesimo delle domande presentate.

La “xenofobia ellenica”, fenomeno tra l’altro estremamente recente, è stata ampiamente sfruttata da tutte le formazioni politiche in campagna elettorale, si vedano in proposito l’apertura di trenta campi militari di “assistenza” agli immigrati, uno a pochi chilometri da Atene, i rastrellamenti di venditori ambulanti e quelli di prostitute straniere malate di H.I.V. durante i mesi di marzo e aprile.

(per continuare la lettura cliccare su “2”)

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5 Commenti

  1. Eravamoitaliani ha scritto:

    Rispondo io: forse alle forze politiche consolidate non va di sporcarsi le mani nel lavoro e preferiscono cianciare il politichese e farsi garantire lauti stipendi e poltrone da altre  mani forti , tornino a lavorare con le mani e i piedi e a sudare umilmente fra la gente e vedranno che manterranno le posizioni di egemonia nel parlamento. Non lo faranno? Poi non date la colpa alla tigre se ti sbrana la mano dopo che l’hai messa nella gabbia.

  2. Francesco ha scritto:

    Consiglio al signor Pedro Costello un approfondimento sulla corrente filosofico-politica che agli inizi del Novecento in Germania chiamarono “Rivoluzione Conservatrice”, e che contaminò i circoli culturali più attivi e fecondi di tutta Europa, aprendo la strada a quelli che saranno i partiti nazionalisti o “fascisti” che saliranno al potere in buona parte del Vecchio Continente nel volger di un decennio o poco più.
    Dico questo semplicemente perchè ritengo che l’analisi da Lei fornita sul “profilo politico” e gli obiettivi dei nazionalisti di “Alba d’Oro”, ovvero imprigionare ebrei di 4 anni o invadere Stati vicini -cosa che li renderebbe nazisti da commedia- è un qualcosa di abbastanza grottesco, e sono sicuro che la sua sia stata per lo più una boutade ironica.
    La verità è che nell’attuale marasma greco, i nazionalisti hanno scelto di scendere per strada nelle zone più problematiche e sostituirsi ipso facto allo Stato assente, dal creare un “welfare di strada” con la distribuzione di generi alimentari agli indigenti (e sono ormai nell’ordine delle centinaia di migliaia) al proteggere anziani e bambini dalle bande di spacciatori…con metodi efficaci a quanto pare per quanto ovviamente discutibili.
    Riguardo le spese concernenti la Difesa, da lei menzionate, andrebbe ricordato come la Nato consigli vivamente ai Paesi membri di mantenere il budget tra il 2% ed il 3%, obiettivo amaramente disatteso dall’Italia (le spese per le forze armate propriamente dette sono allo 0,8% e in costante calo) e che stà causando problemi enormi all’intero Comparto. La Grecia dunque in quanto Stato ha il dovere di garantire la propria sovranità ed i propri confini, in special modo con un vicino affatto pacifico come è la Turchia, i cui jet militari sconfinano quotidianamente (e provocatoriamente) nello spazio aereo ellenico (come testimoniato dallo stesso ex ministro della Difesa, in quota Pasok).

    • Pedro Costello ha scritto:

      Io non ho detto che l’obiettivo di Alba
      Dorata è sterminare i bambini di 4 anni, ho detto che nella
      storia i nazisti non hanno mai salvato il mondo dai banchieri, ma
      spesso (in realtà’ sempre) hanno sterminato tutti quelli che gli
      stavano antipatici (ebrei, polacchi, zingari, ecc…).
      Non vedo di
      buon occhio Alba Dorata perché penso che volta accettata una forza
      politica (e non quattro cani sciolti) che aggredisce gli stranieri
      (fosse anche per proteggere donne, anziani e bambini) si inizi ad
      accettare un modo di ragionare che porta inevitabilmente a variazioni
      sul tema delle leggi razziali, e quindi sterminare (anche) i
      marmocchi di prima.
      Ma ammesso che quello che stanno
      facendo sia legittimo e che dietro ci sia anche un’approfondita
      riflessione sul conservatorismo, in che modo Alba Dorata possa
      risolvere i guai della Grecia, che era il nocciolo del mio commento,
      resta un mistero. Il problema della Grecia è molto
      simile a quello dell’Italia: una classe dirigente indegna che ha
      prodotto un debito pubblico infinito per comprare il consenso dei
      cittadini e che ora cerca di scaricare le proprie colpe su terzi
      (FMI, EU, euro, demoplutocrazia e, dulcis in fundo, gli immigrati)
      per mezzo della credulità’ popolare.

      Pensano davvero che i problemi della
      Grecia si risolveranno dichiarando il fallimento e tornando alla
      dracma (per poi svalutarla)? Un paese con il deficit e la bilancia
      commerciale della Grecia (che saranno concetti borghesi, ma nessuno
      spedisce il grano gratis ad Atene) può permettersi di fare queste
      cose senza diventare un paese del terzo mondo?

      PS

      Per quanto riguarda la spesa militare,
      è fuor di dubbio che mantenere un buon esercito sia importante, ma
      il deficit pubblico della Grecia dimostra chiaramente quanto non
      potessero permetterselo e quanto abbiano giocato alla superpotenza
      con i soldi degli altri.

  3. Pingback: I pogrom di Alba Dorata, il partito dei neonazisti greci | News Caffè

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