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pubblicato: lunedì, 3 settembre, 2012

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Analisi Sondaggio Ipr Marketing 03/09/12

Dopo la pausa estiva riprendiamo il nostro consueto appuntamento con l’analisi dei sondaggi. Il primo sondaggio elettorale realizzato dopo le vacanze porta la firma di Ipr Marketing ed è stato pubblicato dal Tg 3.

 

Liste %
PD 26
PDL 20
MOVIMENTO 5 STELLE 15
UDC 7
SEL 6
IDV 6
LEGA NORD 5
FLI 2,5
GRANDE SUD 1,5
FDS 1,5
RADICALI 1,5
API 1
VERDI 1
MPA 1
LA DESTRA 1
PARTITO SOCIALISTA 1
ALTRI 3
Area non voto 44

Il contesto generale non sembra mutato rispetto ai mesi precedenti la pausa estiva. Il Pd si conferma  il primo partito, anche se lontano dalla quota del 30% che renderebbe più semplice, per  Bersani, affrontare con serenità qualsiasi riforma elettorale.

[ad]Il Pdl si conferma intorno alla percentuale di sopravvivenza del 20% mentre il Movimento 5 Stelle continua ad attestarsi su percentuali significative.

Rispetto ai partiti “più piccoli” soltanto l‘Udc sembra in leggera crescita rispetto al passato recente, probabilmente anche a causa dello spazio mediatico che viene necessariamente offerto a Casini, sopratutto quando si parla di alleanze. Molto vicini fra loro risultano essere Idv-Sel (centro-sinistra) e Lega Nord (centro-destra).

Preoccupante rimane l’area del non voto che, a pochi mesi dalle elezioni, continua ad essere percentualmente molto elevata.

Prima di concludere è utile concentrarsi su due aspetti di questa strana estate. In primo luogo molti si aspettavano un’estate bollente sulla falsa riga del 2011 mentre, soprattutto dal punto di vista della pressione sui titoli di stato, non c’è stato il temuto attacco speculativo. Questa condizione ha senz’altro privato di validi argomenti chi, da mesi, sostiene la necessità di un governo tecnico anche dopo il 2013.

Il secondo aspetto rilevante è rappresentato da Renzi, il quale ha lanciato la propria candidatura per le primarie. Il problema è che queste primarie non sono ancora in calendario e non sono neanche certe. Tra i due aspetti esiste un punto di connessione?

Probabilmente sì, visto che una delle armi in mano a molti democratici (dalemiani in testa) per disinnescare le primarie, sembrava essere la necessità di un governo di “salvezza nazionale”, con buona pace delle alleanze tradizionali e quindi anche delle primarie.

Una volta venuta a mancare tale motivazione a sostegno dei “montiani” è evidente che la partita, nel centro-sinistra, si riapre con diversi protagonisti come Vendola e sopratutto Renzi. Non è quindi un caso se il sindaco di Firenze ha deciso di aspettare la fine dell’estate per annunciare la propria candidatura e  il tour elettorale per l’Italia.

I più impreparati, in questa fase, risultano essere gli uomini della nomenklatura del Pd con Bersani in testa, che non sembra intenzionato a fare campagna elettorale (per se stesso naturalmente) mentre Renzi, quasi tutti i giorni, attraverso i media, conquista pezzi di scena pubblica, favorito anche dalle infelici uscite di alcuni “vecchi” come Fioroni o la Bindi.

In definitiva, la sensazione è che la prossima sarà una campagna elettorale tradizionale dove la prospettiva di governi simil-tecnici rimarrà sullo sfondo e dove le coalizioni si confronteranno su proposte alternative. Certo, alcuni pezzi del puzzle mancano ancora.  In primis la legge elettorale che sarà determinante nella costruzione delle coalizioni. Tuttavia le affermazioni di Monti sulla fine della crisi (se il paziente sta meglio il medico “tecnico” non serve più) e sopratutto il silenzio di Berlusconi sono elementi che riaprono la strada ad un normale sviluppo democratico del Paese, segnato da elezioni libere e da due “poli” alternativi che si fronteggiano per il governo dello stesso.

 

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