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pubblicato: giovedì, 25 ottobre, 2012

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Domenica si vota in Finlandia, attesa una grande avanzata dell’estrema destra

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Più di trecentoComuni al voto, quasi diecimila posti in ballo. Domenica prossima la Finlandia rinnoverà i propri amministratori locali. L’attesa è tutta per i Veri Finlandesi, i Centristi potrebbero riuscire ad evitare il tracollo, i Socialdemocratici puntano a conquistare la piazza d’onore a Helsinki, in ballo c’è la leadership nel campo dell’opposizione e il destino di una riforma statale sulla quale il governo si gioca moltissimo. Insomma sono elezioni locali ma limitarle a questo sarebbe un errore.

[ad]Sono 320 i comuni finlandesi che dovranno rieleggere i propri amministratori. A questi si aggiungono i 16 delle isole Åland. Le liste definitive con i loro candidati, i partiti le hanno consegnate a fine settembre: 37mila concorrenti per 9700 poltrone. Prevalenza maschile (60%), età media sui 48 anni. Anche gli stranieri che vivono in Finlandia potranno esprimersi. Requisiti minimi: 51 giorni di residenza nel paese scandinavo per tutti gli abitanti dell’Unione Europea (ma anche per norvegesi e islandesi) e due anni per gli altri. Nient’altro. Basta poco eppure rispetto ai vicini del Nord Europa, in Finlandia gli stranieri hanno ancora un atteggiamento piuttosto freddo nei confronti del voto. Solo il 20% si reca alle urne, Norvegia e Svezia viaggiano su valori tripli.

La mappa elettorale delle elezioni politiche del 2011

 

Gli occhi sono puntati sui Veri Finlandesi, il partito euroscettico e ultraconservatore più a destra nel Parlamento di Helsinki. Nelle comunali del 2008 gli uomini guidati da Timo Soini ottennero il 5,4%, stavolta le cifre saranno molto più alte: il 16% sembra alla portata, nonostante l’avvicinarsi del voto abbia prodotto una leggera flessione. Secondo Sami Borg, analista dell’Yle, il partito di Soini sarà l’unica forza politica a crescere sensibilmente in questa tornata elettorale. I Veri Finlandesi hanno guadagnato consensi chiedendo di ripensare la destinazione del denaro statale, ad esempio riducendo la spesa per l’immigrazione e la cooperazione internazionale. Cosa che ha trovato l’appoggio di molto elettori. Come dimostrato questa estate da un sondaggio Gallup, circa il 60% dei finlandesi crede che fino a quando il paese non si rimetterà in carreggiata certe spese andrebbero evitate. Che significa? Significa ad esempio dirottare le risorse solo verso alcuni progetti, ed esaminare con più severità le richieste di asilo politico. Ma significa soprattutto risparmiare denaro da utilizzare in casa. Un’idea che ricorda molto da vicino lo slogan storico del partito di Soini: “Prima i finlandesi”.

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