•  
  •  
  •  
  •  
  •  

pubblicato: sabato, 12 gennaio, 2013

articolo scritto da:

Fact checking di Pagella Politica: i politici e le tasse

fact checking

Fact checking di Pagella Politica: i politici e le tasse

 

Ce ne siamo accorti tutti, oramai. La campagna elettorale è iniziata da un pezzo, ed ognuno dei principali contendenti  la conduce secondo il suo proprio stile. Se lo stile di comunicazione varia a seconda della personalità e degli elettorati di riferimento, però, un punto accomuna quasi tutti gli schieramenti. Le tasse, la pressione fiscale, le imposte e le accise che stritolano il cittadino comune.Di queste, la regina indiscussa è l’Imu, l’odiata e dibattuta tassa sugli immobili. A giudicare dalle dichiarazioni dei politici in assetto da guerra, l’imposta incarna gli incubi più neri dell’elettorato.

 

[ad]Pagella Politica, come sempre, ha seguito i nostri candidati sul tema, raccogliendone verità, pure menzogne o  una notevole dose di confusione.  Quello che abbiamo inoltre notato è che i nostri politici tendono a negare la responsabilità della pioggia di tasse, addossandola ad altri, o in alternativa riportandone gli effetti negativi per rafforzare le proprie posizioni.

fact checking

Partiamo dai numeri, da quanto lo Stato guadagnerà sulla nuova imposta, l’Imu. Nessuno ne ha ancora la certezza, i dati precisi arriveranno soltanto fra qualche mese. Al momento abbondano però stime più o meno autorevoli, dallo studio condotto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a giugno del 2012 alle previsioni della Cgia di Mestre. Ciononostante, sembra regnare la confusione pure su questo punto.

Se Bersani ipotizza infatti 24 miliardi di euro ricavati dall’Imu, gli altri contendenti azzardano cifre drammaticamente diverse.  Berlusconi, promettendo che abolirà l’imposta nel primo Consiglio dei Ministri, parla di un costo di 4 miliardi. Letta (Enrico) non si allontana troppo, secondo lui l’Imu è costata agli italiani 3 miliardi di euro. Che dire infine di Monti, additato da tutti gli altri schieramenti come l’artefice dell’odiata tassa? Il premier, intervistato da Skytg24, conferma quanto stimato dal conduttore, 5 miliardi di euro sull’Imposta Municipale Unica. Com’è possibile che le stime di Bersani e gli altri tre differiscano così tanto? In realtà, sembra proprio che Berlusconi, Letta e Monti siano colpevoli di omissione, mancando di menzionare che il gettito da loro ipotizzato si riferisse alla raccolta sulla prima casa, esclusivamente, e non al totale degli immobili colpiti dalla nuova tassa. Il candidato premier del centro-destra – o no? Ancora non è chiaro – ha però ragione nell’affermare che, con l’aggiunta dell’Imu, l’Italia si colloca al secondo posto in Europa per le tasse sugli immobili.

(per continuare la lettura cliccare su “2”)


Referendum, Sgarbi: “Ha vinto Renzi. Ecco perchè” – CLICCA IL VIDEO

Referendum, Sgarbi: "Ha vinto Renzi"

Sondaggio Referendum Costituzionale

sondaggio referendum costituzionale

La domanda del giorno

Dimissioni Renzi: Che cosa succederà ora?

Risultati

Loading ... Loading ...

Tutte le elezioni del 2016

Una grafica interattiva che mostra tutte le elezioni del mondo nel 2016

Riforma Costituzionale: clicca sulla Costituzione e fai il quiz!

Quiz Riforma Costituzionale

Termometro delle Voluttà

DaSì o No?

DaSì o No?

articolo scritto da:

5 comments
pietro cottone
pietro cottone

io penso se dopo tutto quello che abbiamo subito gli italiani compreso me continuano a votare tutti i politici del vecchio reggime soprattutto il grande silvio vuol dire che il popolo italiano non capisce niente e a loro va bene cosi significa che anche loro rubano se non ci ribelliamo una volta per tutte questi continuano a massacrarci io sono da quattro anni in cassa e la mia azienda dove lavoro ancora non si decide da che parte andare ditemi voi come si puo andare avanti cosi se la nostra politica gli permette di fare tutti i loro porci comodi vorrei una risposta saluti speriamo che ci svegliamo

Emanuele Ripamonti
Emanuele Ripamonti

Vorrei commentare riguardo al presunto secondo posto in Europa per tasse sugli immobili: il link che fornite fa essenziamente riferimento ad uno studio dell'EURES. Purtroppo secondo me questo studio ha moltissimi problemi. Fra i principali: 1) Visto che la "tassazione ricorrente sulla proprieta' immobiliare" e' per definizione basata sul valore degli immobili, le entrate fiscali da tassazione della casa andrebbero rapportate al valore del patrimonio immobiliare, non al PIL. Non e' una differenza da poco: nel 2008 il patrimonio immobiliare italiano era stimato in 6200 miliardi di euro (http://www.agenziaterritorio.gov.it/site.php?id=7667), ovvero 3.93 volte il PIL (1575 miliardi, dati EUROSTAT); mentre nei 17 Paesi della Zona euro la BCE stima un patrimonio immobiliare di circa 26700 miliardi di euro ( http://sdw.ecb.europa.eu/quickview.do?SERIES_KEY=119.ESA.A.I6.N.1415.WEA00N.0000.I640.V.U.E ): quindi gli altri 16 Paesi della zona euro avevano un patrimonio immobiliare di 20500 miliardi di euro, pari a 2.67 volte il loro PIL (9241 miliardi per 17 Paesi, cui va tolto il PIL italiano; sempre da EUROSTAT). Che vuol dire che fino al 2011 pagavamo lo 0.15% (=0.6%/3.93) del valore del patrimonio, contro una media europea dello 0.26% (0.7%/2.67); ora paghiamo lo 0.43% (1.7%/3.93): 1.65 volte la media, non 2.42 (non ho i dati per fare un ranking ma presumo che scenderemmo ben sotto il secondo posto) 2) L'indicatore "sintetico" utilizzato per il confronto e' una media semplice dei 4 indicatori riportati, che non tiene conto della loro importanza relativa. Mi spiego: supponiamo di comprare una casa e tenerla per 30 anni: se all'acquisto spendiamo 10000 euro in tasse sulla transazione (IVA, registro ecc.) ma poi paghiamo 1000 euro di IMU tutti gli anni, alla fine l'IMU ammontera' al triplo delle tasse di transazione: in questo caso l'indicatore relativo all'IMU dovrebbe contare 3 volte di piu'di quello relativo ai costi di transazione. Trovare i "pesi" giusti non e' facile, ma assegnare pesi uguali solo per comodita' non e' professionale, visto che il loro valore e' determinante. 3) Sospetto fortemente che alcuni dei dati siano sbagliati: ad es., in Svizzera la tassazione sugli immobili non avviene a livello federale ma solo a livello cantonale (e comunale). La maggioranza dei cantoni impongono solo una "imposta sulla sostanza" (che comprende tutto il patrimonio, immobiliare e non), mentre altri aggiungono una specifica "imposta immobiliare". Visto che le aliquote dell'imposta sulla sostanza sono paragonabili a quelli della "vecchia" ICI (ad es. in Canton Vaud si va dal 2 al 6 per mille), nella colonna "imposte di proprieta'" della tabella mi aspetterei di trovare un valore attorno a 20 (ovvero pari al 51.3 dell'Italia diviso per il rapporto fra gettito IMU e gettito ICI). Invece trovo 2.5: non e' che chi ha compilato la tabella ha considerato il solo gettito (molto contenuto in quanto dovuto ad un'addizionale applicata solo in alcuni cantoni) dell'"imposta immobiliare"? Nella colonna delle imposte di proprieta' (che oltretutto risente pesantemente dell'errore metodologico al punto 1) parecchi valori molto bassi (Norvegia, Austria, Grecia.. la stessa Germania) mi fanno sospettare che possano essersi verificati errori simili. 4) Anche se tutto il resto fosse corretto, saremmo secondi non "in Europa" ma in un campione di 13 Paesi europei, di cui 2 (UK e Danimarca) sono nella EU ma non nella zona euro ed altri 2 (Svizzera e Norvegia) non sono nemmeno parte della EU: come e' stato scelto questo campione? Lo chiedo perche' alcune omissioni (ad es. i Paesi Bassi, dove sono sicuro - per esperienza diretta - che la tassazione e' superiore a quella italiana) mi sembrano sospette.

riva alessandro
riva alessandro

Caro Francesco, La tua analisi sarebbe completamente condivisibile se fossimo su un'altro pianeta. Prima di parlare di amore sarebbe bene realizzare la democrazia, dopo farla funzionare, poi ripulire i media dall'invasione di comunisti e killer che pur non essendolo vendono il c....a chi nei media la fa da padrone ossia comunisti veri o dichiarati o non veri ma fancenti comunque parte della galassia dell'internazionale socialista. Avendo fatto questo - ed è tutto un programma - sarà possibile dare un po' di spazio all'amore. Ma per realizzare l'amore ci vogliono millenni di civiltà. Marx & co hanno scatenato l'odio, la mensogna ed occupato la quasi integralità degli spazi mediatici dell'occidente. Mica è in crisi per nulla il mondo occidentale. Pronti ad allearsi con gli islamici, fare gli interessi della Cina, svendere le nostre imprese al primo venuto, aiutare la Germania a bastonare l'Italia, organizzare agguati mediatici contro la destra sputtanando il paese, agguati fisici ripetuti a colui che fu democraticamente eletto, ha fare cento volte peggio della mafia contanto sulla copertura dei media e dei giudici schierati. Prima di parlare di amore bisognerebbe che la gente potesse almeno mangiare, arrivare a fine mese e i giovani avere una seppur piccola speranza di trovare un impiego. IL potere finanziario come lo chiami tu - sarà pur spietato ma segue logiche meno disastrose della politica che la sinistra applica ovunque viene al potere. Un deficiente a capo di una nazione fa cento volte più danni di una qualsiasi mafia. Vedi cuba, la Birmania, la corea del Nord i sessanta milioni di cinesi uccisi da Mao, i 40 milioni di russi uccisi da stalin, i tre milioni di pol pot, e poi miseria, miseria ovunque coi comunisti.Cannibalismo in Birmania e Corea del nord per motivi alimentari, prelievo forzato di organi dei bambini per curare i membri del partito cinese. 150.000 rivolte in Cina nel 2012. Li la polizia non usa fumogeni. D'alema che va a braccetto con terroristi islamici perché è la politica dell'internazionale socialista a cui servono i voti degli arabi. Sono 110 milioni in Europa. Per far l'amore bisogna essere almeno in due. Tu faresti l'amore con islamici e terroristi ? Con Comunisti o voltagabbana che per ottenere coperture giudiziare e mediatiche si buttano a sinistra ? Fidati di fini e di casini loro dalla politica hanno solo preso soldi per il resto hanno sempre agito per mettere bastoni nelle ruote ogni volta che si cercava di far qualcosa di serio. Non parliamo di Veltroni l'Africano che ha usato la miseria dell'Africa per farsi pubblicità. Vendola e Saviano con la mafia ci vanno a braccetto e ci fanno affari poi a pagare sei tu. Io no, io lavoro alla Commissione Europea, uno dei pochissimi a non essere di sinistra in quel tempio di ladri esentati da tasse che gridano dalla mattina alla sere che bisogna aumentarle. Perché prendo quei soldi ? Mi fanno comodo e dall'interno distruggo tutto cio' che posso. Distruggo e denuncio cio' che veramente è l'Unione Europea. L'unione Europea tanto amata e voluta dalla sinistra è oggi la peggior nemica dell'Europa. Tutti i suoi rappresentanti chiesero scusa agli islamici perché un prete americano minaccio' di bruciare il corano. Non chiesero pero' nessun conto dei 115.000 cristiani uccisi nel 2012 fra cui bambine bruciate vive, donne torturate ed impiccate in publico, camionate di mutilazioni, vendite legali (secondo i loro parametri di ragazzine a sessantenni che se le sposano. Tutto questo non lo hai letto sui giornali perché sono quasi tutti da quella parte li. Ho viaggiato nei cinque continenti e parlo sette lingue. Ho visto gente farsi mozzare le mani in piazza pubblica. Ho visto come i cinesi bastonavano i monaci tibetani. Ho visto la splendida democrazia cubana e le condizioni reali del popolo cubano che soffre di fame e più ancora di mancanza di ogni libertà ma tu forsi ascolti le menate dei cantautori di sinistra che suonano a cuba mentre nelle carceri torturano chi chiedeva un po' di democrazia. Tienitelo l'amore di quei cantautori, attori e buffoni di sinistra. E viaggia un po' cosi' vedrai come stanno le cose laddove i compagni o i loro amici islamista la fanno da padrona. L'amore non è possibile senza libertà. Credi forse che avremme dovuto amare e negoziare con hitler invece di combatterlo ? Colui che non è pronto a combattere per la libertà non sa di cosa parla quando parla di amore.

Francesco Liparulo
Francesco Liparulo

I cittadini vedono minacciata la loro esistenza sociale UN VOTO PER RIAFFERMARE LE BASI DELLA NOSTRA NAZIONE Il problema è il futuro degli Italiani, cioè se la società civile conserverà i valori tramandati attraverso le generazioni. Si tratta di pensare la cultura del popolo, cioè se sarà rispettata l’eredità migliore della comunità civile in merito allo stato di diritto, alla giustizia, alla solidarietà, alle libertà politiche, civili, sociali per tutte le persone. Le basi della nostra nazione, come entità permanente, sono le regole immutabili della legge naturale, la continuità culturale, la tradizione, la consapevolezza storica, l’amore della patria. A questi valori sono ancorati i cuori di tutti gli uomini e le donne. Insofferenza, disagio, protesta scaturiscono dai cittadini che vedono minacciata la loro esistenza sociale. Un grido di allarme si eleva da tutti quelli che avvertono il diffondersi dell’idea che non esistono beni personali e morali non negoziabili. Il modello naturale di famiglia, lo sviluppo della persona, il rispetto del soggetto umano non ancora nato, l'illiceità dell'aborto, l'illiceità dell'eutanasia, l'illiceità degli interventi genetici manipolati e non a scopo terapeutico costituiscono un complesso di beni in cui si esprime la dignità della persona umana dal concepimento sino alla morte naturale. Questi valori per i cristiani non si possono modificare col tempo. I cittadini chiedono che non sia trascurata la famiglia che deve difendersi di fronte al potere economico e finanziario del mercato globalizzato che mira soltanto al profitto utilitaristico. La vita sociale richiede che la famiglia abbia un ruolo pubblico nella comunità perché è il perno di giunzione essenziale fra la persona, la società e lo Stato. Il suo carattere originario, antecedente allo Stato, richiede la promozione della sua funzione da parte delle Istituzioni . Prima dell’impegno per i diritti dell’uomo c’è quello per il diritto ad essere uomini, cioè ad essere considerate persone che tendono a conquistare la piena autosufficienza nella comunicazione e nell’amicizia con le altre persone. Senza il collegamento ai valori della vita, gli stessi diritti dell’uomo perdono il loro vigore, cioè divengono semplici enunciati che possono essere revocati in qualsiasi momento. L'attività politica non deve essere fondata sull’odio, la gelosia, l’egoismo, l’orgoglio, l’astuzia ma basarsi sulla “forza dell'amore”, cioè occorre amare il proprio avversario politico ed essere umano nei suoi confronti. La politica, l’economia, la sociologia possono realizzare i loro fini attuando una morale aperta, estesa ad ogni uomo, una morale del bene e male e non solo dell’utile. Francesco Liparulo -Venezia

Francesco Liparulo
Francesco Liparulo

Una cittadinanza in sofferenza desiderosa di testimoniare “valori forti” IL CAMMINO È STATO SEGNATO DA MONTI RICOSTRUIRE UNA SOCIETÀ SFIDUCIATA “Supereremo questa grave crisi economica e finanziaria – ha detto Giorgio Napolitano – e si dovranno trovare le condizioni per un governo del Paese che metta a frutto il lavoro del Governo Monti le cui decisioni hanno segnato il cammino dal quale l’Italia non potrà discostarsi. Vedremo come si esprimeranno i cittadini e in base al risultato elettorale si troveranno le soluzioni per governare stabilmente il Paese". È in atto lo scontro per le prossime elezioni politiche. Partiti dilaniati nel loro interno e nuovi sedicenti leader si confrontano nella piazza pubblica per l'accaparramento delle simpatie degli elettori indecisi e sfiduciati da una politica disattenta ai veri bisogni dei cittadini, impegnati in questo momento a far fronte alla galoppante disoccupazione e alla povertà che colpisce i ceti meno abbienti della società civile. C'è recessione: il prodotto interno lordo italiano è sceso dell’1,2%. La Banca d'Italia, nel suo ultimo bollettino economico, ha evidenziato che l'Italia avrà nel 2013 un Pil negativo dello 0,7%, inferiore a quello europeo, previsto intorno allo 0,2%. Si invita il governo a "procedere con decisione e tempestività nelle misure già adottate" per la ripresa dell'economia. Un ritorno alla crescita contribuirebbe "a un miglioramento delle condizioni del credito e del clima di fiducia". In un mondo sempre più connesso, il commercio è globalizzato con investimenti e reti di produzione che uniscono tutti I Paesi in grado di produrre beni e servizi competitivi. Si produce dove è più conveniente. L'Italia non è più competitiva per la mancanza di leggi e regole idonee a far fronte alle sfide del mondo globalizzato. Negli ultimi anni l’economia mondiale e la politica mondiale sono cambiate. Gli Stati Uniti d'America e l'Europa hanno perso i loro primati con la “crescita di produttività” di Cina, India e di altri “mercati emergenti” tra cui Brasile e Russia che sono in grado di attrarre i capitali per le loro produzioni industriali e per la fornitura di energie. I costi di trasporto intercontinentali sono stati ridotti e si produce dove il costo della mano d'opera è di gran lunga inferiore rispetto a quello dell’Occidente. Beni che una volta erano prodotti negli USA o in Europa ora sono fabbricati in Paesi che, pur essendo considerati in via di sviluppo, hanno un prodotto interno lordo che cresce più del 7%. Qual'é il problema? L'austerità fiscale, attuata negli ultimi anni dai governi, non ha aiutato l'economia perchè non è stata congiunta con investimenti per la crescita. L'incubo della disoccupazione affligge "le fasce più deboli" degli Italiani. “La creazione di occupazione è una sfida per tutti i Paesi – ha detto Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia – e tocca al settore privato creare lavoro economicamente e socialmente sensibile, mentre ai governi tocca fornire le condizioni macroeconomiche stabili, un clima favorevole per gli investimenti, un solido quadro legislativo e una regolamentazione bilanciata del mercato del lavoro”. Occorre affrontare un mondo globalizzato per la soluzione dei nuovi problemi, sorti con la radicalizzazione del multiculturalismo nello strato sociale del popolo italiano che estirpa i valori esistenziali del mondo civile. Si avverte uno smarrimento di fronte a un futuro pieno di incognite per il dilagare di un potere che non tiene conto della dignità della persona umana e dei suoi bisogni essenziali. C'è l'esigenza per la società civile di uno Stato più umano che “riconosca e sostenga” la persona umana secondo il principio della sussidiarietà, agevolando lo sviluppo di tutte quelle energie delle singole persone e delle organizzazioni sociali per creare una comunità civile che si conserva nel tempo. Si tratta di riaffermare e realizzare per la nostra “società attenta ed esigente” i “valori forti” del popolo italiano che sono “dignità della persona che lavora, famiglia, solidarietà, sussidiarietà, economia sociale di mercato” per far fronte all’impoverimento delle famiglie, alla crescente disaffezione verso la politica, al peggioramento delle prospettive di stabilità per il lavoro dei giovani, all’ingiustizia sociale, costituita dall’aumento di ricchezza per pochi e dall’indebitamento crescente per molti. Occorre generare nuove imprese, attrarre nuovi investimenti, dare un valore positivo a chi fa impresa, riportare al centro il lavoro con un mercato inclusivo per i giovani, le donne e gli immigrati. L’esortazione è quella di costruire una società più giusta il cui centro è la persona che si realizza liberamente, cioè una comunità fondata sul progresso della vita e sulla forza della libertà in cui sia riconosciuta la dignità dell'uomo esistenziale dal suo concepimento fino alla sua morte naturale. Le soluzioni già adottate dei problemi dell’attuale mondo economico e finanziario globalizzato minano la concezione cristiana dell'uomo e del suo destino, perché sono basate sull’idea che l’uomo non è il soggetto delle attività umane, ma un oggetto manipolabile per qualsiasi scopo utilitaristico e individualistico. Spetta alla comunità politica mediare tra le necessità funzionali del mercato e la vita quotidiana delle persone, cioè promuovere i contenuti valoriali nelle decisioni del mondo produttivo e finanziario. La necessità della ricchezza e la competizione mondiale devono armonizzarsi con i valori dell’uomo che è soggetto e fine di ogni produzione e benessere sociale. Lo Stato deve provvedere a migliorare le infrastrutture, a sostenere la ricerca scientifica e a regolamentare il mercato, producendo normative finanziarie e creando maggiore equilibrio tra domanda e offerta nell’ambito del territorio nazionale. Si tratta di frenare la povertà dilagante e la perdita dei posti di lavoro, garantendo equità sociale ed eliminando le ingiustizie sociali tra chi ha troppo e chi non ha nemmeno il necessario per mantenere la famiglia. La “cellula vitale” della società, la famiglia naturale, costituita dall’amore di un uomo e una donna che attraverso la procreazione dei loro figli tramandano i valori del loro popolo, è minacciata dalla pressione degli interessi utilitaristici utilitaristici che non considerano il valore e la dignità dell’essere umano. Questa espressione originaria della società umana richiede il rispetto del principio di sussidiarietà, inteso come aiuto economico, istituzionale, legislativo offerto alla famiglia. Soltanto la costituzione di una società “a misura di famiglia” può garantirla dalle derive individualiste perché la persona e i suoi bisogni devono essere al centro delle attenzioni delle Autorità politiche. Si avverte la necessità di costruire un un “Partito della nazione” di ispirazione popolare, liberale, cristiana e sociale. La politica degli interessi ha dimenticato i valori del popolo italiano. I partiti non sono strutturati dal basso e non sono radicati sul territorio; questo denota mancanza di democrazia. Si auspica la reintroduzione della preferenza nella scheda elettorale. Le liste elettorali fatte a Roma non permettono di risolvere i gravi problemi della crisi economico – finanziaria che crea disoccupazione e toglie il reddito alle famiglie italiane. Nelle associazioni e nelle piazze si grida che il popolo non è più disponibile a votare per uomini e donne calati dall’alto. La democrazia è un sistema politico in cui il popolo ha bisogno di testimoni che gli insegnino ad essere autenticamente popolo. Il corpo politico necessita di persone che mantengano la tensione morale nella comunità civile, perché ha esigenza di ritrovare la propria identità attraverso l’azione di politici che sappiano promuovere il benessere sociale per tutti. I valori del popolo italiano tra cui in primo luogo quello della persona e del lavoro devono essere difesi per conservare la nostra identità. La globalizzazione si governa promuovendo occupazione che dà prosperità, garantendo l'equità che elimina le ingiustizie sociali e armonizzando la sostenibilità per le prossime generazioni. Soltanto l'intervento dello Stato può compendiare l'azione degli investitori mondiali in modo da attrarre i capitali con una giusta ed equa regolamentazione finanziaria e commerciale per promuovere occupazione e progresso per tutta la cittadinanza, cioè attuare un'economia sociale di mercato e promuovere la solidarietà e la sussidiarietà. Francesco Liparulo - Venezia

Trackbacks

  1. […] immobili fruttano 41 miliardi allo StatoL’IndipendenzaIl Giorno -Affari Sul Web -Termometro Politicotutte le notizie […]