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pubblicato: domenica, 27 gennaio, 2013

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Monte dei Paschi, il problema non è il rapporto con la politica

monte dei paschi

Monte dei Paschi, il problema non è il rapporto con la politica

Il caso Monte dei Paschi ha sollevato grande attenzione mediatica. Si tratta certamente di una vicenda infelice, frutto di molti errori compiuti nel passato a vari livelli dalla Banca, dalla Fondazione, dagli enti locali in quel singolare intreccio tipicamente senese che è stato definito un “groviglio armonioso” (e che armonioso, con ogni evidenza, non è più).

[ad]Tuttavia un osservatore spassionato non può non stupirsi dei tempi e dei modi della campagna mediatica che si sta conducendo su questa vicenda.

In primo luogo molti dei contorni della vicenda erano ben noti da tempo. Si sapeva dei derivati (tra cui gli ormai famigerati Alexandria e Santorini). Si sapeva della imponente esposizione sui titoli di stato italiani (e del derivato Nota Italia che finiva per ridurre il rendimento collegato a questa operazione). Era infine ormai evidente da tempo l’erroneità strategica dell’acquisizione di Antonveneta ad un prezzo considerato troppo elevato da quasi tutti gli esperti. Tuttavia solo ora, a ridosso delle elezioni, la vicenda diventa oggetto di una campagna battente che conquista ampissimi spazi su giornali e televisioni nazionali.

In secondo luogo bisogna riflettere attentamente sul modo in cui la vicenda viene presentata e sul messaggio che viene fatto passare. Si dice: il dissesto del Monte dei Paschi è colpa dell’influenza della politica (e segnatamente della politica di sinistra, potendo così addossare la colpa al Partito Democratico cercando di eroderne il vantaggio elettorale). Si cerca così di ricondurre una vicenda carica di complessità ad una narrazione semplificatoria: tutti i mali vengono dal controllo pubblico. Si ritiene che i problemi delle banche italiane vengano dal residuo di proprietà pubblica che le Fondazioni rappresentano, residuo che le esporrebbe a pressioni e influenze politiche. Questa narrazione è sostenibile solo al prezzo di ignorare il contesto storico e mondiale in cui ci troviamo. Realtà come Lehman Brothers, AIG, Northern Rock, Bear Sterns non potevano certo essere accusate di essere soggette a un pervasivo e massiccio controllo pubblico.
All’interno di questo contesto globale l'”arretrato” sistema bancario italiano ha fatto un ricorso tutto sommato modesto ai salvataggi e agli aiuti pubblici. Se si ricorda tutto questo appare difficile presentare il problema Mps come l’ennesima dimostrazione dei danni causati dall’intervento pubblico in economia.

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5 comments
elena
elena

condivido pienamento l'articolo...chi scrive è toscana e figlia di senesi; siena è unica, è diversa è una realtà chiusa, ferma a una realtà medievale, non in senso negativo, con un senso di identità particolaristico, per il senese la città è il tutto, forse qualcosa di simile si poteva avere nella Atene dell'antichità, la polis... Questo radicamento locale è stato anche la ricchezza di Siena, io poi non sono convinta che le Banche debbano essere del tutto fuori di un controllo pubblico...non è che così, senza controllo locale e/o centrale si evitino gli abusi...anzi...un buon controllo e una buona governance è quello che garantisce che l'arricchimento delle banche vada anche a beneficio della comunità...il problema sono le distorsione...questo mio discorso non è per difendere politicamente nessuno, ma se non si parte dal capitale sociale e cultura condivisa di Siena non si va da nessuna parte....

Nuccio
Nuccio

Più che un babbo, una mamma, anzi una manna. Vedremo se ci sono responsabilità penali, ma il contesto è Siena. Una città gloriosa, che mentre il mondo gli cambiava sotto gli occhi, ha voluto continuare a giocare come se nulla fosse successo o nella migliore delle ipotesi adattarsi. E quindi, se serviva diventare più grandi per far fronte alla concorrenza, non si facevano fusioni come hanno fatto tutte le altre grandi banche, ma acquisizioni ed a carissimo prezzo. E se bisognava diluire il debito .... i derivati. C'entra il PD? Forse il PD nazionale è stato l'unico soggetto politico che ha tentato di mettere un freno, di altri non ho notizie, nonostante questi fatti come dice l'articolo sono di diversi anni fa. Cosa deve fare la politica con le banche? Meno gestione (meglio niente) e più regole. Regole che separino le banche di deposito o commerciali dalle banche d'affari. Regole sull'uso dei derivati ...

Ottavio
Ottavio

Ad ognuno il proprio ruolo, qui si difende l'indifendibile. Vorrei scegliere di non destinare parte dei miei soldi estorti con la forza ad una banca fallita, che fallisca, che falliscano tutte quelle società più o meno di stato usate dai partiti come finanziamenti secondari, che spariscano nell'oblio e non se ne senta mai più parlare. Mi è concesso? Questo è quello che i partiti sanno fare, in questo caso specifico il pd, dentro fino al collo, amministratore della fondazione che controlla mps. Ora fanno finta di non sapere nulla. Non esiste al mondo una cosa del genere. Le responsabilità, cari miei, si pagano! Se un mio collaboratore, da me scelto, fa fallire una banca, a chi fa capo la responsabilità del fallimento? Certo, sarò in buonafede (staremo a vedere), in tal caso sono un incompetente, è giusto che cambi lavoro e di banche non me ne occupi più in vita mia. Vero, caro pd? O no? Posto che un partito politico non dovrebbe occuparsene di banche, nemmeno di striscio, figuriamoci in Italia. Le società di ogni tipo in mano alla politica ed allo stato, che poi è la stessa cosa, in particolare in italia, sono solo uno dei tanti modi per rubare legalmente soldi a chi lavora. Nessuna fa eccezione, figuriamoci le banche dove i soldi risiedono! Quindi, che fallisca il mps, che sparisca nel nulla, dopo 500 anni di storia questo sono riusciti a fare i partiti in italia, in questo caso il pd, il partito democratico, mica io, nemmeno il mio vicino di casa, nemmeno mio nonno in cariola, e non vengano ad elemosinare colla forza i soldi per salvarlo. E chi è furbo, o comunque non proprio l'ultimo degli ingenui, se li porti a casa i soldi e si allontani il prima possibile dal Monte dei Paschi di Siena, che quello che sta emergendo è solo una parte della storia, dove i derivati sono solamente l'antipasto. Buone cose a tutti.

angelo panerai
angelo panerai

tutto vero, giusto; ma perchè questa argomentazione vale solo per MPS, e quando hanno sbranato tutti gli altri?

sonia
sonia

Tutto assolutamente vero!