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pubblicato: martedì, 2 aprile, 2013

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Brics lanciata la sfida agli Usa

La notizia arriva da Durban, in Sud Africa, dal quinto vertice annuale dei Brics. I nuovi giganti dell’economia mondiale vogliono imporsi nelle relazioni economiche e politiche mondiali, e per farlo si stanno organizzando: partnership commerciale più stretta, banca mondiale alternativa alle istituzioni di Bretton Woods. La sfida agli Usa è stata lanciata.

[ad]Brasile, Cina, Sud Africa, India e Russia, volgarmente chiamati BRICS, sono notoriamente, tra gli ambienti economici e politici mondiali, i nuovi big della politica e dell’economia mondiale. I 5 Paesi, insieme, rappresentano il 43% della popolazione mondiale e detengono riserve per 4.400 miliardi di dollari. Da anni riescono a detenere ritmi di crescita ben superiori rispetto agli avversari occidentali (Usa, in primis, e Europa occidentale).

I Brics si riuniscono annualmente in uno dei Paesi membri e, ogni anno che passa, aumentano i temi di discussione che affrontano. Si è passati da semplici meeting per il coordinamento di politiche economiche, fino a definire e coordinare politiche comuni in politica estera. Ma il passo più grande è stato fatto proprio all’ultimo meeting, a Durban, quando si è lanciata la proposta di una nuova grande Banca Mondiale parallela alla Banca Mondiale figlia degli accordi di Bretton Woods. “E’ fatta”, ha dichiarato Pravin Gordhan, ministro delle Finanze sudafricano. “E’ stata lanciata la proposta di una banca, alternativa alla Banca Mondiale Internazionale, e compartecipata dalle 5 grandi potenze”.

Secondo i primi dati e le prime indiscrezioni, la banca dovrebbe nascere con un versamento di 10 miliardi di dollari per ognuno delle 5 grandi potenze economiche così che la grande banca possa partire con un capitale di base di 50 miliardi di dollari. Ma non sarà facile né veloce. Ci vorranno sicuramente degli anni per formare la banca, ma è una chiara mossa politica: sfidare l’egemonia economica e finanziaria degli Stati Uniti.

Parole entusiaste sono arrivate dai rappresentanti del Sudafrica. Il Ministro delle Finanze sudafricano afferma che “per la prima volta l’Africa viene messa al centro di una operazione politica, economica e finanziaria di estrema importanza”. Infatti, come base bancaria è chiaro che sarà adoperata proprio quella del Paese più piccolo, cioè del Sudafrica. Il Paese è, tra i Brics, il più sviluppato nel settore bancario, nonostante gli altri Paesi siano, sia economicamente che politicamente e militarmente, ben più influenti sullo scacchiere mondiale.

Ma al meeting non si è parlato solo della Banca Brics. Si è parlato anche di accordi commerciali. Riguardo gli accordi economici, tra Cina e Brasile è stato appena raggiunto un fondamentale accordo economico che permette alla Cina di diventare il primo partner commerciale del Paese latino americano, scavalcando gli USA.

I BRICS, però, puntano ad allargarsi. Infatti si avvicina l’approvazione ufficiale della partecipazione di altri Paesi che fanno da motore dell’economia mondiale, come la Turchia, la Nigeria, il Messico, la Corea del Sud e l’Indonesia.

Francesco Di Matteo

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3 Commenti

  1. DeWitte ha scritto:

    Cosa hanno da spartire in una prospettiva di lungo periodi i BRICS? Ben poco.
    Anzi Cina e India e Cina e Russia sono avversari tradizionali.
    I Cinesi non hanno dimenticato i trattati ottocenteschi con cui dovettero cedere parecchio territorio nell’Estremo oriente siberiano.

  2. Francesco Di Matteo ha scritto:

    L’economia lega tutto e tutti, caro DeWitt. Nel lungo periodo tutti i Paesi dei Brics hanno l’interesse a diventare una forza economica forte e di sostituire il sistema economico basato sugli Stati Uniti e le istituzioni di Bretton Woods. Aldilà dei vecchi rancori per territori compresi, proprio per la Cina ci sono i maggiori vantaggi. Dopo essere diventata la maggiore potenza economica per capacità di produzione ed esportazione, visti i bassi costi di produzione, la Cina non può procedere con il suo sviluppo economico e politico se non si affianca ad altre potenze simili. I BRICS non sono altro che la volontà di Paesi, che un giorno avremmo definito “in via di sviluppo”, di sostituirsi all’egida economica e finanziaria degli Stati Uniti.

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