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pubblicato: venerdì, 5 aprile, 2013

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Fact checking Pagella Politica – Pisapia competenze città metropolitana

Giuliano Pisapia ha dichiarato: “Siamo a un passo dall’approvazione della Carta delle Autonomie […] già approvato dalla Camera, so che al Senato siamo in commissione con un testo unificato, sono stati fatti o preparati o sono pronti alcuni emendamenti che precisano o modificano alcuni errori dell’articolo 23 del decreto Salva Italia.

[ad]Finalmente si dice che laddove c’è una condivisione, è iniziato un percorso per la Città Metropolitana tra Comune e Provincia le funzioni dell’area vasta non saranno demandate alla Regione”. Pagella Politica ha effettuato il fact checking della dichiarazione di Pisapia e si è espressa con un “Vero”.

La Carta delle Autonomie, proposta nel 2010 dagli allora ministri Calderoli, Maroni e Bossi, è un disegno di legge che “individua e disciplina le funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città Metropolitane, ne favorisce l’esercizio in forma associata, al fine di razionalizzare le modalità di esercizio delle stesse funzioni, di favorirne l’efficienza e l’efficacia e di ridurne i costi” (art.1, comma 1).

Il testo, come correttamente ricorda il sindaco di Milano, è stato approvato alla Camera il 30 giugno dello stesso anno dopo l’assorbimento di ben 13 proposte aggiuntive di iniziativa parlamentare e l’esame preliminare svolto dalla Commissione Affari costituzionali (per maggiori documenti si veda qui). Attualmente è in esame al Senato (S. 2259), alla Commissione Affari costituzionali.

Meno certo è che “siamo a un passo dall’approvazione” visto che il sito del Senato segnala la presenza di cospicui emendamenti per tutti e 27 gli articoli e dato il lungo iter che è stato finora necessario. La speranza di Pisapia è tuttavia compresibile vista la revisione delle competenze degli enti locali messa in atto nell’ultimo anno, sia con il citato decreto Salva Italia, ma anche, e oseremmo dire soprattutto, con il decreto n. 95 del 6 luglio 2012 (quello della “spending review”) che all’articolo 18 ha introdotto le Città Metropolitane in sostituzione di alcune Province italiane (Province  di  Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna,  Firenze,  Bari,  Napoli  e Reggio Calabria). Lo stesso decreto stabilisce anche quali siano le funzioni di area vasta delle Città Metropolitane, a cui Pisapia si riferisce nella seconda parte della sua dichiarazione.

La questione delle competenze delle Città Metropolitane è infatti complessa. Sempre secondo l’articolo 18 (commi 7 e 9, lettera d) vengono attribuite ad esse:
(a) le funzioni fondamentali esercitate dalle Province a cui le Città Metropolitane vanno a sostituirsi;
(b) alcune funzioni proprie delle Città Metropolitane tra cui la pianificazione territoriale e la gestione di servizi  pubblici  di ambito metropolitano;
(c) eventuali funzioni aggiuntive demandate ad esse dai Comuni, dalle Regioni o dallo Stato.

Quest’ultimo gruppo è quello che pone maggiori problemi, visto che le Province sono già titolari di “funzioni aggiuntive” demandate dalla Regione e dallo Stato. La legge, e in particolare il citato articolo 23 del Salva Italia, creano confusione, non specificando se queste “funzioni aggiuntive” verranno trasferite direttamente alle Città Metropolitane assieme alle funzioni fondamentali di cui al punto (a) o se, viceversa, verrano ri-acquisite dalle Regioni e dallo Stato, liberi successivamente di scegliere se demandarle o meno alla Città Metropolitana.

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