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pubblicato: giovedì, 5 settembre, 2013

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Gogol’Ostello, l’abbraccio milanese tra culture e ospitalità

Gogol’Ostello, l’abbraccio milanese tra culture e ospitalità

Be not inhospitable to strangers, lest they be angels in disguise. “Non essere inospitale con gli sconosciuti, potrebbero essere angeli in incognito”, diceva Shakespeare: un motto valido ancora oggi, mentre sempre più le persone – e con esse le storie e le culture – si spostano … e contaminano. Non è un caso, quindi, che davanti al bancone del bar del Gogol’Ostello si legga proprio questa frase.

Il Gogol’Ostello è a Milano, in via Chieti, e a idearlo è stata Asli Haddas, nata nel 1978 nel capoluogo lombardo, dove si erano conosciuti sua madre (eritrea) e suo padre (italo-etiope).

Il Gogol’Ostello ha aperto questa primavera, e la sua storia è una di quelle che ricordano – e insegnano – che la creatività può andare lontano, se cammina sulle gambe della tenacia. Ma per raccontare questo luogo è necessario fare un passo indietro, e ripercorrere i passi che hanno portato Asli Haddas a dare vita al Gogol’Ostello.

Asli Haddas

“Dopo il diploma come perito aziendale – racconta – l’università mi ha offerto la possibilità di concludere gli studi in Inghilterra. Londra per me è stato un punto di partenza, perché da lì ho imparato a viaggiare in tanti altri modi, rispetto al classico gruppo di amici. Ho iniziato a viaggiare da sola e mi sono spinta in estremo oriente fino alla Nuova Zelanda, che mi è rimasta nel cuore. A Londra ho anche imparato ad impegnarmi per ottenere i risultati e ad essere creativa”.

Dopo aver conseguito la laurea in International Business, Asli Haddas è tornata a Milano e ha trovato lavoro nel settore informatico. “Ho ricoperto diversi ruoli nella stessa azienda, era un impegno che mi piaceva e mi ha fatto viaggiare molto, ma da quando i progetti dell’azienda non sono andati in porto è iniziata una lunga e lenta fase di declino e ho deciso di dimettermi”.

Questo punto ha rappresentato per lei una svolta e un’opportunità. “Desideravo avere un lavoro autonomo e indipendente così ho unito in un unico progetto tutte le mie passioni: il viaggio, l’impegno nel sociale e il piacere delle influenze e dello scambio. Mi sono detta ora o mai più e ho deciso di investire su di me e sulle mie sensazioni, forse anche con un po’ d’incoscienza”.

(Per continuare a leggere clicca su “2”)

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