Alfano: “La fiducia del Quirinale in Berlusconi è ben riposta, nessun piano B di Letta”

Pubblicato il 6 Settembre 2013 alle 14:33 Autore: Gabriele Maestri

Il Quirinale si fida del sostegno  al governo di Enrico Letta dichiarato a più riprese da Silvio Berlusconi? Fa bene, anzi benissimo. E’ il succo dell’intervento di oggi del segretario del Pdl (e ministro dell’interno) Angelino Alfano, che dunque si trova a commentare le dichiarazioni trapelate ieri da ambienti della Presidenza della Repubblica sulla necessità di scongiurare una crisi del governo Letta.

“La fiducia del Presidente Napolitano nel Presidente Berlusconi è ben riposta – ha dichiarato Alfano da Siracusa, dove ha incontrato i prefetti del territorio regionale – perché Berlusconi è il leader politico che da due anni sostiene governi che non sono guidati da lui e non sono neppure guidati da un esponente del suo partito”.

Da questo punto di vista, infatti, Alfano accomuna l’esecutivo presieduto da Mario Monti e quello attualmente guidato da Enrico Letta “che, è bene ricordarlo, è stato fortemente voluto da Berlusconi e dal Pdl, mentre il leader del Pd indugiava in improbabili accordi con i grillini e faceva di tutto per fare perdere tempo al paese“.

lodo alfano

Addirittura, secondo il vicepresidente del Consiglio, a Berlusconi si dovrebbe riconoscere il merito di avere dato al paese due governi negli ultimi ventiquattro mesi: “Stiamo parlando dell’uomo che da due anni fa sì che il nostro paese abbia dei governi, cioè Berlusconi, pur non pretendendo che a guidarli sia un esponente del Pdl, accettando pure, nella fine della scorsa legislatura, un governo retto da una maggioranza di parlamentari del centrodestra che nella scorsa legislatura avevano vinto le elezioni”.

L’attuale inquilino di Palazzo Chigi avrebbe allo studio qualche “piano B”, qualora il Pdl ritirasse nei prossimi giorni il suo sostegno all’esecutivo? Alfano è convinto di no: “Mi sento di escludere che il presidente Enrico Letta stia lavorando a piani e soluzioni alternative a questa maggioranza. E lo ha ribadito più volte”. Una stoccata al Pd e potenziali alleati, però, il titolare del Viminale la lancia: “La sinistra sappia che l’unica forma di volontariato alla quale il Pdl possa partecipare è quella che guarda al bene del Paese e mai e poi mai a ribaltoni e sostegni a governi più sinistri di quelli che ha conosciuto la storia recente”.

Alfano liquida in una battuta chi gli chiede un commento sulle motivazioni della sentenza che hanno portato alla condanna di Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa (“Quando sono stato Guardasigilli, Berlusconi mi diede la possibilità di fare approvare il sistema di contrasto a Cosa nostra più efficace e più forte della nostra storia“) e si concentra sull’immigrazione, proprio nella regione più interessata dagli sbarchi.

“La Sicilia, ancora una volta, sta pagando un conto altissimo all’immigrazione e ritengo che il governo debba porre un’attenzione speciale all’isola – ha detto -. Oggi la Sicilia ha un’emergenza delle emergenze, collocata a Siracusa. Non permetteremo che gli sbarchi mettano a rischio la sicurezza del nostro paese. Faremo una serie di iniziative volte a rafforzare il sistema della sicurezza ma anche dell’accoglienza. Accelereremo ad esempio l’esame per i rifugiati, aumentando il numero di commissioni”.

L'autore: Gabriele Maestri

Gabriele Maestri (1983), laureato in Giurisprudenza, è giornalista pubblicista e collabora con varie testate occupandosi di cronaca, politica e musica. Dottore di ricerca in Teoria dello Stato e Istituzioni politiche comparate presso l’Università di Roma La Sapienza e di nuovo dottorando in Scienze politiche - Studi di genere all'Università di Roma Tre (dove è stato assegnista di ricerca in Diritto pubblico comparato). E' inoltre collaboratore della cattedra di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Parma, dove si occupa di diritto della radiotelevisione, educazione alla cittadinanza, bioetica e diritto dei partiti, con particolare riguardo ai loro emblemi. Ha scritto i libri "I simboli della discordia. Normativa e decisioni sui contrassegni dei partiti" (Giuffrè, 2012), "Per un pugno di simboli. Storie e mattane di una democrazia andata a male" (prefazione di Filippo Ceccarelli, Aracne, 2014) e, con Alberto Bertoli, "Come un uomo" (Infinito edizioni, 2015). Cura il sito www.isimbolidelladiscordia.it; collabora con TP dal 2013.
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