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pubblicato: martedì, 5 novembre, 2013

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Bilancio di Roma: parte la corsa di Marino

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Bilancio di Roma, si parte. Dopo l’approvazione in giunta, il testo incomincia il suo giro per la città ed entro qualche giorno approderà in assemblea Capitolina. Per il sindaco Marino scatta una corsa contro il tempo: il provvedimento va approvato entro il 30 novembre, altrimenti si rischia il commissariamento.

Ieri sera, dopo una riunione durata ore, la giunta ha messo il proprio timbro sul bilancio 2013: una manovra da 6,5 miliardi di euro, che come primo obiettivo ha quello di riempire il buco di 816 milioni. Una grossa mano al Campidoglio la darà Palazzo Chigi, che con il decreto Salva Roma permetterà all’amministrazione cittadina di spostare una parte del debito alla gestione commissariale. Sul resto, c’è da disegnare un nuovo equilibrio contabile basato su tagli e razionalizzazioni della spesa comunale.

Il sindaco di Roma Ignazio Marino

Il sindaco di Roma Ignazio Marino

I fondi destinati alle infrastrutture e alla manutenzione lievitano di 43,6 milioni di euro. Sono 12,8 in più quelli erogati per l’edilizia scolastica, mentre i servizi sociali dovrebbero contare su 9,5 milioni in più.

A scendere rispetto all’anno scorso sono i trasferimenti ai municipi, le spese per mobilità e trasporti, per il verde cittadino, per la protezione civile e i fondi destinati al gabinetto del sindaco. Calano anche i trasferimenti per il funzionamento dell’assemblea Capitolina. Niente nuove tasse.

“L’approvazione del bilancio 2013 può rappresentare uno spartiacque nella vita amministrativa di Roma Capitale” ha dichiarato l’assessore al Bilancio Daniela Morgante, “e può aprire le porte ad una nuova fase improntata a canoni di programmazione e regolarità contabile necessari per assicurare a Roma Capitale condizioni di solidità finanziaria nel lungo termine'”.

Per il sindaco il rigore dovrà segnare anche i prossimi anni. Marino si affida a una metafora medica per chiarire il suo punto di vista: “Ora che il paziente è stabilizzato dobbiamo cercare di portarlo fuori dalla rianimazione”. Il paziente, tanto per essere chiari, è Roma.

Da qui in poi, per il governo di Ignazio Marino è tutta una corsa. Il bilancio va approvato entro il 30 novembre, altrimenti dietro l’angolo c’è commissariamento. E per riuscire a stare nei tempi, quasi tutto dovrà filare liscio. Margini di manovra ce ne sono pochi.

Intanto, il testo comincia il suo iter. Primo round: i municipi. Secondo round: il ritorno in commissione Bilancio. Terzo round: la discussione in Aula Giulio Cesare, l’appuntamento più delicato.

Prima tappa, dunque, i minisindaci. Sabrina Alfonsi, presidente del I municipio, su twitter ha chiesto al Campidoglio “aiuto per la manutenzione delle strade e delle scuole e per il 2014 più decentramento”. Probabile che anche altri minisindaci (i quali, è bene ricordarlo, sono tutti di centrosinistra) criticheranno le decisioni della giunta, improbabile che decidano di mettere davvero i bastoni tra le ruote del sindaco: in ogni caso, il loro parere è obbligatorio ma non vincolante. L’opposizione in aula, invece, già affila le armi.

il Campidoglio

Il Campidoglio

“Il bilancio arriva troppo tardi e non c’è neanche l’ombra delle promesse elettorali di Marino: solo tagli ai servizi per 230 milioni di euro” ha dichiarato Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini. “Faremo un’opposizione molto dura, perché questa giunta non è in grado di affrontare i problemi della città”.

A Sveva Belviso, capogruppo del Pdl in Aula Giulio Cesare, non piacciono i tagli dei trasferimenti ai municipi e quelli al trasporto pubblico locale. “Ci sono troppe cose che non vanno” ha spiegato Belviso in un’intervista a Repubblica, che però non svela le strategie future.

Nel centrodestra è forte la tentazione di far impantanare Marino in una giungla di emendamenti, giocando con il calendario per arrivare a fine mese senza bilancio. Luca Aubert, capogruppo Pdl in I municipio, ieri ha chiesto ai suoi colleghi in Campidoglio di “adottare la linea dura” utilizzando l’arma degli emendamenti correttivi che “sarebbero talmente numerosi da presentare la seria possibilità di far cadere la relativa giunta”.

“Nella minoranza ci sono posizioni discordanti”, ha confermato Belviso, “c’è un’ala più dura e una più responsabile. Nei cassetti di alcuni consiglieri sono pronte decine di migliaia di emendamenti. Vediamo come si porrà la maggioranza: se troverà utile il nostro contributo saremo collaborativi”. Il sindaco Marino dice di non aspettarsi ostruzionismo in aula. Di sicuro lo spera.


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