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pubblicato: giovedì, 21 novembre, 2013

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Ue: non solo consolidamento, adesso serve crescita

Il finlandese Olli Rehn, commissario europeo per gli Affari economici e monetari

Dopo due anni di consolidamento economico, derivante soprattutto dalle politiche di austerità richieste agli stati nazionali “dobbiamo continuare il consolidamento”, ma, dato che “negli ultimi 2 anni gli squilibri si sono dimezzati, ora possiamo rallentare” e “ci possiamo concentrare sulle misure per la crescita, in particolare la fiscalità”. Sono le parole di Olli Rehn, commissario europeo agli Affari Economici, intervenuto alla commissione economia-lavoro del Parlamento Europeo.

Va proseguito quindi il consolidamento di bilancio, “passato dal 1,5% del Pil in Europa nel 2012 allo 0,75% nel 2013. Ed il prossimo anno continuerà a scendere in un range tra 0,25% e 0,5%”. Il consolidamento può rallentare per tre ragioni, prosegue Rehn: “la credibilità delle politiche di bilancio è cresciuta ed il deficit è sceso da circa il 7% al 3% di oggi; la Bce ha adottato azioni decisive per stabilizzare i mercati finanziari ed i mercati dei bond ed ora svolge un ruolo da vera banca centrale ovvero con il ruolo di prestatore

Olli Rehn

Olli Rehn

di ultima istanza che dovrebbe e deve svolgere”. Sulla governance economica il vice presidente della Commissione europea afferma “che oggi fornisce un quadro a medio termine solido e stabile per un consistente e più graduale consolidamento delle finanze pubbliche e per fare avanzare le riforme economiche in Europa”.

La svolta nel discorso, però, riguarda la crescita. Rehn riprende il concetto cruciale del credito, motore importante per la ripresa economica: bisogna “ripristinare i prestiti bancari all’economia deve essere la priorità della politica”, sostenendo che è “capitale ridurre il debito delle famiglie e della società”. La necessità è anche quella di “trovare forme alternative per i finanziamenti delle imprese”, provvedimenti “vitali per tornare ad una crescita forte e robusta”, per i quali “serve la cooperazione di tutti gli stati membri, nonché della Bei e della Bce”.

Come al solito sono presi in analisi anche i deficit degli stati membri. Rehn mette in guardia l’Italia e la Finlandia per il rischio di inosservanza delle condizioni macroeconomiche. Il Belgio, qualora continuasse con la strada del risanamento, “in primavera forse uscirà dalla procedura per deficit eccessivo”. Solo ed esclusivamente Estonia e Germania rispettano completamente le condizioni sopra citate. Ed è nuovamente Berlino ad essere fulcro di interesse: “non critichiamo”, osserva Rehn, “la sua competitività economica o il suo successo sui mercati mondiali, però un surplus che resta elevato, significa che i tedeschi continuano ad investire i loro risparmi all’estero” mentre “una maggiore domanda in Germania non può che avvantaggiare i paesi limitrofi e la Cina”. La nazione di Angela Merkel deve fare aumentare la sua domanda interna per entrare sempre più nell’ottica di integrazione, collaborazione e solidarietà coi paesi europei. Segue a ruota la risposta secca della cancelliera: “Sarebbe assurdo ridurre la produzione e la qualità dei nostri prodotti per andare incontro alle richieste di Bruxelles. Non è possibile assolutamente ridurre artificialmente il grado di competitività raggiunta dalla Germania”. Sembra profilarsi un nuovo braccio di ferro tra l’unione dei paesi europei e lo stato nazionale di gran lunga più forte di tutti.

Daniele Errera


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4 comments
Xnup Oi Goku
Xnup Oi Goku

giusto per sapere ... Una delle principali lobby di pressione nei paesi dell’eurozona è costituita dal CJE (“European Jewish Congress”). Come esempio di influenza nell’adottare le decisioni, con una azione senza precedenti, questo organismo ha chiesto ultimamente alla UE di realizzare delle ”Unità Speciali di vigilanza” per sorvegliare i cittadini che possano essere considerati “intolleranti” in uno qualsiasi dei 27 Stati membri. l risultato di questa richiesta è stato la creazione dell’organismo “ European Council on Tolerance and Reconciliation”, assieme alla Commissione delle libertà civili del Parlamento Europeo. Questo Consiglio prenderà il controllo e si farà carico delle “unità speciali di vigilanza” nei differenti governi, incaricandosi della supervisione e rielaborazione dei dati dei “sospetti” ed opererà preferibilmente all’interno del Ministero della Giustizia di ogni Stato membro. Per fare un esempio, a partire dall’anno che viene, si abiliteranno in Spagna più di 50 procure (“fiscalias”)contro i “delitti di odio”, ciò significa che ci saranno più giudici che si dedicheranno a perseguire, a reprimere e sanzionare quei cittadini spagnoli che abbiano opinioni politicamente non corrette che non i giudici che si dedichino a perseguire la corruzione istituzionale e/o politica. Fra queste opinioni “politicamente non corrette”, si potranno perseguire legalmente coloro che abbiano opinioni contrarie al femminismo , al multiculturalismo, alla omosessualità, all’egualitarismo, al separatismo o all’immigrazione massiccia. Anche coloro che volessero denunciare il razzismo anti spagnolo, l’attacco alla tradizione, alla famiglia, alla endofobia istituzionale, la discriminazione positiva (negativa per gli spagnoli), ecc.. Di fatto queste leggi che si suppongono anti-discriminatorie ed anti -intolleranti sono elaborate in maniera tale che si potrebbero anche perseguire coloro i quali abbiano opinioni contrarie (basta che siano opinioni) al globalismo-mondialismo-sionismo. Il principio ispiratore di queste misure, secondo quanto afferma lo stesso Moshe Cantor (presidente del CJE), è che “non c’è necessità di offrire tolleranza all’intollerante”. Rimane chiaro che con questa impostazione la principale vittima sarà la libertà di espressione che si vedrà ampiamente limitata visto che qualsiasi espressione pubblica sarà filtrata da una correzione politica. La richiesta del Congresso Ebraico Europeo risulta diversa rispetto ai reati che si prevedevano nell”’Osservatorio Europeo per la Dignità “(OED), organismo che ha la sua sede a Bruxelles ed esamina la violazione dei diritti civili nell’Unione Europea. L’OED ha avvisato che l’EJC pretende di imporre un controllo governativo sui comportamenti sociali ed economici dei cittadini intolleranti nel senso più ampio possibile. Si osserva inoltre ed appare chiaro che questa posizione potrebbe dare luogo a situazioni nelle quali si potrebbero lanciare accuse poco chiare o ingiustificate contro persone o gruppi. Le conseguenze dell’assunzione di questo requisito dalla UE potrebbero essere molto serie e dolorose. Secondo l’OED: “Se si stabilisce questa come politica della UE, si potrebbe avere l’effetto di stabilire unilateralmente delle categorie di reati senza nessuna base legale. Il risultato sarà una drastica riduzione ( e possibile estinzione) della libertà fondamentale di espressione e che gli individui o i gruppi si auto censurino per paura di essere processati per esprimere i propri punti di vista morali o personali. L’Osservatorio Europeo per la dignità conclude realizzando una critica molto chiara alle misure suggerite dal Congresso Ebraico Europeo: “qualsiasi approvazione di questo statuto a livello nazionale da parte degli Stati nazionali europei non solo sarebbe un gran passo indietro ma questo implicherebbe una supervisione sopranazionale, un qualcosa che supporrebbe un giorno nero per la democrazia europea”. Questa medesima linea del Congresso Ebraico Europeo (i cui interessi non sono né le libertà né la tolleranza ma piuttosto seguire gli interessi del sionismo per creare un meccanismo di controllo e supervisione sopranazionale su ogni cittadino al di sopra dei propri stati) ha spinto ugualmente i rispettivi governi a far votare il progetto di legge antirazzista in Grecia, in Ungheria ed in altri paesi, quello descritto in questo articolo, che è un progetto che essenzialmente consiste nella privazione del diritto di parola e di espressione dei cittadini con la finalità di adempiere a direttive internazionali e subordinando gli interessi delle singole nazioni. http://www.alertadigital.com/2013/11/16/el-congreso-judio-europeo-cje-pide-a-la-union-europea-que-vigile-y-persiga-a-los-ciudadanos-intolerantes/ http://www.controinformazione.info/arrivano-dalla-ue-le-unita-speciali-di-vigilanza-per-sorvegliare-e-reprimere-chi-dissente/

Francesco E Basta
Francesco E Basta

si accorgono solo ora che la germania ha barato per anni e nessuno ha detto nulla.. ora son proprio i tedeschi a fare i maestri sul rispetto dei parametri!!! ma vaffanculo!!

Xnup Oi Goku
Xnup Oi Goku

l'unica cosa consolidata l'uscita da u,e