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pubblicato: giovedì, 12 dicembre, 2013

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Recessione finita: parola di Zanonato e Saccomanni

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Recessione finita: parola di Zanonato e Saccomanni

Una rondine, si sa, non fa primavera, ma vederla permette di sperare che sia la prima di molte altre. Sembra essere questo il messaggio lanciato dai ministri Fabrizio Saccomanni e Flavio Zanonato, a proposito dei dati che testimonierebbero, se non l’inizio della ripresa, almeno la fine della recessione.

“Abbiamo invertito una recessione che durava da molto tempo – ha detto oggi Fabrizio Saccomanni, in un convegno alla Sapienza -. Ci sono segnali che dicono che stiamo uscendo da otto trimestri negativi“, E’ ben chiaro a tutti che siamo ancora molto lontani da una possibile meta, visti anche i numeri drammatici della disoccupazione in Italia, ma per il titolare di via XX settembre i risultati raggiunti sono “la premessa per rilanciare gli investimenti e riassorbire la disoccupazione”.

Saccomanni recessione finita

Per parte sua, Zanonato all’assemblea di Cna nota che “Dopo due anni i dati del Pil non hanno più il segno negativo e questo vuol dire che si è avviata l’uscita dal lungo tunnel”. Per il ministro ora è “il momento del coraggio” e non bisogna perdere tempo, per cui occorre “assecondare i segnali di ripresa” per “lasciarci definitivamente alle spalle la più grave crisi della storia repubblicana”. Un ruolo importante dovrebbe averlo il governo, con  il piano “Destinazione Italia” annunciato ieri da Letta.

Per Zanonato, il punto più delicato di tutto il sistema si chiama “lavoro”, una vera emergenza sociale, come mostrano bene i dati che il ministro snocciola in assemblea: “In Italia siamo arrivati a 3 milioni di disoccupati, che sono non solo quelli che non hanno lavoro ma quelli che lo hanno perso, e ci sono almeno 7 milioni di persone con disagio occupazionale; ed oltre 2 milioni di giovani che non studiano, non lavorano e non cercano lavoro”.

zanonato recessione finita

UN PO’ DI CIFRE – Anche i dati dell’Ocse confermano lo stallo del Pil rispetto al trimestre precedente, ma l’Italia resta il paese che, rispetto a un anno fa, ha visto calare di più il prodotto interno lordo (-1,8%). Tutt’altra musica relativa al G20, che in un anno fa registrare un aumento tendenziale del 2,9%, che si riduce allo 0,9% rispetto al secondo trimestre dell’anno, dati migliori rispetto a tre mesi fa (anche l’Italia in realtà migliora, visto il -0,3% congiunturale e il -2,2% tendenziale del trimestre precedente).

Certo è che, fin qui, la crisi ha picchiato parecchio. Lo mostrano i dati di Eurostat, in base ai quali il Pil pro-capite, in termini di potere di acquisto, nel 2012 per l’Italia è stato pari a 101 punti: un punto sopra alla media Ue, ma ben al di sotto della media della zona Euro (108). Il confronto si fa drammatico con altri paesi: il Lussemburgo ha raggiunto quota 263 punti, la Germania segna 123 punti. La Spagna resta al di sotto dell’Italia (96), ma in un anno è rimasta stabile, mentre il nostro paese ha perso terreno.

Gabriele Maestri


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10 comments
Mario Pieraccini
Mario Pieraccini

stanno dicendo un sacco di fandonie....forse è arrivato il momento che cominciano ad aver paura dei forconi....non dategli retta che ci stanno prendendo per i fondelli come sempre!!!!

Giuseppe Pontello
Giuseppe Pontello

....SI SON BEVUTI IL CERVELLO....LA FINE DEL TUNNEL....??????? porcibastardi...

Vincenzo Umbrella
Vincenzo Umbrella

Capisco l'ottimismo governativo ma... Ammesso che la recessione sia finita, per tornare ai livelli di gennaio di quest'anno (cioè in piena crisi) dovremo crescere dell'1,8%. Le previsioni di crescita del governo per il 2014 sono dell'1,1%, quelle dei principali istituti di ricerca dello 0,7. Ci vorranno realisticamente due anni solo per recuperare la caduta del 2013. Quindi un sospiro di sollievo per aver toccato il fondo (si spera) e un tiepido ottimismo per il futuro. Senza trionfalismi, che sarebbero decisamente fuori luogo

Giancarlo Fata
Giancarlo Fata

La BCE porta al ribasso la crescita per il 2014 rispetto a quanto previsto dal governo. Hanno cambiato pusher ,non capiscono un cazzo o ci pigliano per il culo????

Giulio Giliberti
Giulio Giliberti

Forse per i nostri Ministri sì. E sarà anche un segno di speranza che intendono dare. Ma attenti a non deludere.