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pubblicato: giovedì, 16 gennaio, 2014

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Spese pazze in Piemonte, Cota ed altri 39 rinviati a giudizio

Spese pazze in Piemonte, Cota ed altri 39 rinviati a giudizio

Spese pazze in Piemonte, Cota ed altri 39 rinviati a giudizio

Dopo la Sicilia tocca alla regione Piemonte: al centro di indagini per peculato. Sono ben 39 i consiglieri rinviati a giudizio, a cui si aggiunge il Presidente della Giunta Regionale Roberto Cota, per avere utilizzato i fondi destinati ai gruppi partitici all’acquisto di mutande (verdi, quelle che piacciono a Cota), foulard, cene e tanto altro. Ai quaranta se ne aggiungono anche altri due: Sara Lupi, figlia del leader dei Verdi Verdi Maurizio Lupi, e Gabriele Moretti, consigliere comunale che avrebbe agito assieme a Michele dell’Utri della lista dei Moderati.

Al governatore leghista, la cui carica di Presidente è stata inficiata pochi giorni fa da una sentenza del Tar piemontese a causa delle firme false ad una delle liste a lui collegate alle elezioni del 2010, sarebbero contestati 27.000 euro di rimborsi illeciti.

I pm Enrica Gabetta, Giancarlo Avenati Bassi e l’aggiunto Andrea Beconi, sembra abbiano già deciso per l’archiviazione di quattordici consiglieri, di Mercedes Bresso (ex Presidente della Regione accusata di finanziamento illecito al partito) e Michela Cerutti (accusata di finanziamento illecito al partito e di peculato). Tra i possibili consiglieri di centro destra, le cui accuse verranno archiviate, vi sono solo Fabrizio Comba, Giampiero Leo e Gian Luca Vignale.

Spese pazze in Piemonte, Cota ed altri 39 rinviati a giudizio

Mercedes Bresso non attende e commenta subito le vicissitudini: “sono contenta di essere riuscita a chiarire la mia posizione”. Continua: “nel secondo interrogatorio con i pm ho chiarito nei minimi particolari il mio operato, dimostrando la correttezza del mio comportamento. Stiamo vivendo la pagina più brutta per l’istituzione regionale,  una Regione umiliata da un presidente eletto illecitamente e ora rinviato a giudizio per spese personali a carico della collettività”. Attacca poi il suo successore alla guida della giunta regionale, domandandosi “cos’altro deve succedere per costringere Cota a staccarsi dalla sua poltrona”. Adesso la palla passa al giudice, Roberto Ruscello: probabilmente l’udienza preliminare sarà fissata da qui ad una settimana. Per Cota ed i suoi il processo comincerà, quasi certamente, a marzo.

 

Daniele Errera

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10 Commenti

  1. Stefano Vitali ha scritto:

    LOL

  2. Gustavo de Mari ha scritto:

    e mò…girerà senza mutande???????????………….

  3. Giuseppe Perdichizzi ha scritto:

    Per una volta i Siciliani vincono sui Piemontesi. Noi ne abbiamo un centinaio……..ma è solo questione di culo,anche se bisogna dire che nella scelta ci siamo applicati con più impegno.

  4. Eugenio Policriti ha scritto:

    anche gli assorbenti si è fatto rimborsare vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. Piero Nanni ha scritto:

    ma non era Roma ladrona????? la lega ha imparato presto …………….

  6. Pietro Favaro ha scritto:

    … alle regioni debbono togliere la possibilità di legiferare in materie economiche troppi centri di spesa incontrollati e incontrollabili …

  7. Lucio Bufo ha scritto:

    soldi dietro presentazione di fattura e loro certificazione …. come per i bilanci …

  8. Antonio Oi ha scritto:

    Ole’

  9. Anna Dell'acqua ha scritto:

    Ma non era Roma la ladrona?????????????????

  10. Piero Nanni ha scritto:

    il buon Cota ha preso lezioni dai Bossi (padre e dal figlio) ……………………………………

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