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pubblicato: mercoledì, 19 febbraio, 2014

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Incontro tra Grillo e Renzi: hanno vinto entrambi

E’ difficile fare un bilancio dell’incontro, tenutosi ed andato in streaming quest’oggi, tra il premier incaricato, Matteo Renzi, ed il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo. Difficile perché sviluppatosi a senso unico. Monocorde. Da una parte l’ex comico genovese che, come un fiume in piena, ha attaccato il sindaco di Firenze il quale, di contraltare, ha tentato di resistere, di parlare, senza successo alla fine.

“Non sei credibile”, dice Grillo. “Esci da questo blog”, replica Renzi. Chi è il vincitore? Chi il vinto? Entrambi hanno vinto. Il perché è semplice: i due leader rappresentano due diversi modi di essere, due differenti stili di vita, due popoli opposti. Da una parte il popolo dei democratici, storicamente calmo e razionale, europeo ed europeista con l’idea di risolvere le situazioni attraverso mediazioni e discussioni, anche lunghe se necessarie. Si pensi ai leader che ha avuto il centro sinistra: Prodi, Bersani, Letta, Franceschini, Fassino, Veltroni. Renzi è, addirittura, il più spavaldo trai leader dem degli ultimi anni. Ed alcune frecciatine, pur non utilizzando (incredibilmente) alcun slogan, Matteo Renzi le ha inviate all’ex comico genovese, reo di aver catalizzato tutte le attenzioni e non avergli permesso di replicare.

Renzi Grillo

Un Renzi in difficoltà come non si era mai visto. Il segretario dei democratici non si era mai trovato di fronte, che sia in consiglio comunale o in Provincia, che sia in uno studio televisivo oppure durante una consultazione, un vero e proprio muro. Una situazione sgradevole per il numero uno dei dem, fastidioso quanto quella di invitare a casa alcuni ospiti sgraditissimi. Muro contro muro, però. Perché, sebbene Renzi desiderasse spiegare il suo programma, Grillo ha dato un’impressione poco costruttiva, esclusivamente demolitoria. Tutto per l’utilizzo dei toni accesi, forti, coloriti anche. Del resto il suo – grandissimo – elettorato è questo: un popolo (sebbene, dice, non abbia un popolo) arrabbiato della situazione odierna. In certi casi disperato verso l’incapacità della politica di modificarsi e di cambiare la situazione. Un elettorato che non trova voce se non nel M5S, catalizzatore di proteste. Grillo ha parlato come i suoi avrebbero voluto parlare con Renzi. Il Presidente del Consiglio incaricato ha risposto come i suoi avrebbero risposto. Con un “arrivederci”. E Grillo si è tenuto: non ha chiuso col suo classico “vaffa….”.

 

Daniele Errera




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