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pubblicato: venerdì, 21 febbraio, 2014

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M5S: assemblea per valutare espulsione dissidenti

Non è passata inosservata la critica formulata dai quattro senatori del Movimento Cinque Stelle – Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Luis Alberto Orellana – all’atteggiamento tenuto da Grillo nel faccia a faccia con Renzi.

Come annunciato da Maurizio Santangelo – capogruppo del M5S al Senato – la prossima settimana si riunirà l’assemblea di tutti i parlamentari grillini, per valutare se proporre l’espulsione dei quattro senatori dissidenti in base ad un’eventuale violazione del Codice di Comportamento degli eletti del Movimento. Tale proposta dovrà poi essere ratificata dalla Rete, tramite una votazione sul portale del M5S da parte di tutti gli iscritti al Movimento.

La decisione è solo l’ultima di una serie di reazioni negative alle opinioni espresse dai quattro dissidenti. Un tweet di Beppe Grillo ha sottolineato come Orellana sia stato “sfiduciato dal territorio”, riprendendo le aspre critiche formulate dal meet-up di Pavia nei confronti del senatore, accusato di aver effettuato “esternazioni non condivise dalla base”. D’altronde, la scelta di criticare l’atteggiamento di Grillo nel faccia a faccia con Renzi – “forse è stato un po’ troppo prepotente” – pur condividendo la sfiducia di fondo nei confronti del leader del PD, è stata solo l’ultimo intervento ritenuto fuori dalle righe.

orellana

Già in passato Orellana ha spinto a più riprese per cercare un dialogo con le altre forze parlamentari, ricevendo accuse di “scilipotismo” e meditando di abbandonare il Movimento. Non più tardi di una settimana fa invece – in compagnia degli altri “dissidenti” – aveva affermato la necessità di non operare “chiusure preventive”, stigmatizzando la strategia del “muro contro muro”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è però stata la critica all’atteggiamento di Grillo nell’incontro con Renzi, che ha scatenato la rete e portato alla pubblicazione di un post sul blog di Grillo intitolato emblematicamente “Fuoco amico” in cui si accusava i quattro dissidenti di non avere alle spalle un consenso diretto per potersi permettere un tale atteggiamento, criticando anche il loro silenzio contro i tagli operati dalle tv allo streaming in questione.

Ad oggi pare non ci siano spiragli per ricomporre la frattura, nonostante si mormori di un tentativo del “dissidente” Campanella di avere un confronto diretto con Grillo e Casaleggio, pur ribadendo la necessità di un progetto “senza padrini e padroni”. Lo stesso Orellana stigmatizza la dottrina del “pensiero unico” e spera che non si arrivi allo scontro finale.

I “lunghi coltelli” interni al M5S ovviamente non lasciano indifferente i parlamentari fuoriusciti, che colgono l’occasione per invitare la base a prendere coscienza dell’organizzazione poco democratica del Movimento. D’altronde, questa sarebbe la terza procedura di espulsione in poco meno di un anno, dopo il siluramento dei senatori Mastrangelicriticato per aver partecipato a dei talk show – e Gambaro, accusata di aver criticato duramente il leader genovese.

Redazione




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