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pubblicato: lunedì, 17 marzo, 2014

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Europee, l’Ue gela Berlusconi: “Le norme gli impediscono di candidarsi”

Silvio Berlusconi non potrà candidarsi per un seggio all’Europarlamento. È quanto ha lasciato intendere, stamattina, la vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding, rispondendo a una domanda dei cronisti in sala stampa: “Non entro in questioni di livello nazionale. Ma la normativa europea è molto chiara su questo”, ha infatti detto l’esponente lussemburghese. Pesa la condanna definitiva a 4 anni per frode fiscale e la conseguente decadenza da senatore della Repubblica, votata a Palazzo Madama nel novembre scorso.

Proprio ieri, il Cavaliere aveva annunciato, in un collegamento telefonico con i vertici di Forza Italia riunitisi a Montecatini, la sua intenzione di partecipare alla tornata elettorale di maggio: “Sarò felice di essere in campo nelle cinque circoscrizioni che sempre mi hanno dato tra i 600 e i 700mila voti ciascuna. Spero di poter avere velocemente una risposta dalla Corte europea”. Gli ha fatto eco, a inizio giornata, Renato Brunetta ne Il Mattinale: “ll nostro leader aprirà le liste di Forza Italia in tutte e cinque le circoscrizioni italiane”. Intanto, Il Giornale – rispondendo a un appello di Daniela Santanché – ha lanciato la campagna “Disobbedisci”, una raccolta firme in difesa del diritto di candidatura del leader di FI.

berlusconi

Ma la strada è in salita dopo le parole della Reding e, soprattutto, a 24 ore di distanza dal pronunciamento della Cassazione sulla durata della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Il 10 aprile il tribunale di sorveglianza di Milano dovrà decidere se affidare Berlusconi ai servizi sociali o agli arresti domiciliari. Il senatore Maurizio Gasparri ha già annunciato la strategia giudiziaria per la riabilitazione politica del Cavaliere: “Sappiamo che dovremo affrontare un contenzioso su questo versante ma noi seguiremo la via del diritto – ha fatto sapere a Radio 1 l’ex esponente di An –. Vedremo come si opporranno a questi nostri interventi, abbiamo anche pendente una serie di ricorsi in sede europea, circa l’iniquità dell’applicazione retroattiva di alcune leggi”.

Poco dopo è arrivata la replica del vicepresidente del Csm Michele Vietti: “Ovviamente per completezza bisogna aspettare la decisione che domani prenderà la Corte di Cassazione con la decisione definitiva in tema di interdizione. Dopodiché sento che si fa riferimento ad autorità giudiziarie sovranazionali e rispetto a quelle non ho nulla da dire se non attendere se e cosa faranno”.

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