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pubblicato: sabato, 27 settembre, 2014

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Della Valle attacca l’asse Renzi-Marchionne: “Due sola. Marchionne si dovrebbe vergognare”

Della Valle, Marchionne e Renzi: tre protagonisti del dibattito pubblico incrociati in un giro di valzer tra alleanze che saltano e simpatie che si consolidano.

Una delle certezze emerse dal viaggio di Matteo Renzi negli Stati Uniti è stata l’indubbio consolidamento del rapporto di fiducia reciproca con Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat. Quest’ultimo, infatti, dopo aver seguito in prima fila l’intervento di Renzi al Council on Foreign Relations, ha accolto ieri il Presidente del Consiglio nella sede Chrysler di Auburn Hills, che Renzi ha definito come un modello da imitare.

renzi marchionne con della valle contro

Eppure i rapporti tra Renzi e Marchionne non sono stati sempre idilliaci. Si ricorderà, infatti, che nell’ottobre del 2012 – quando Renzi era solo il “rottamatore” del Pd – Marchionne lo aveva definito come “una brutta copia di Obama” e Firenze “una piccola e povera città”, salvo poi smentire quest’ultima affermazione. Renzi rispose prontamente, invitando l’ad di Fiat a “sciacquarsi la bocca” prima di parlare della città di cui allora era sindaco.

Ora, però, le cose sono cambiate. Marchionne ha speso parole di elogio nei riguardi di Renzi (“continuiamo ad appoggiare il presidente per l’agenda di riforme che sta portando avanti. E’ essenziale avere un indirizzo chiaro e penso che ce lo stia dando”) affermando poi di essere in grado di difendere il made in Italy anche mantenendo “ il quartier generale finanziario e delle attività a Wall Street o ad Amsterdam”. Il riferimento, evidentemente, è agli attacchi arrivati nelle ultime settimane da parte di Diego Della Valle, patron della Tod’s, che si era inserito nella diatriba Marchionne-Montezemolo, invitando l’ad della Fiat “a pagare le tasse in Italia, prima di offendere”.

della valle contro renzi e marchionne

E proprio ieri sera Della Valle ha rincarato la dose, estendendo l’ affondo anche a Renzi. Intervistato da Giovanni Floris a Otto e mezzo, l’ex patron della Fiorentina ha così sentenziato: “Sono due sola, due persone che non attendono alle cose che dicono, due lupetti scout che possono cantare attorno a un fuoco ‘quanto siamo bravi e come facciamo bene’. Quando Marchionne racconta in giro per il mondo che l’Italia è un paese sfasciato si dovrebbe vergognare: primo perché non è vero, e poi perché rappresenta un’azienda che ha succhiato all’Italia tutto quello che poteva prendere” .

La chiosa di Della Valle arriva in un momento delicato per il Presidente del Consiglio, che si appresta ad affrontare il duro dibattito interno al Pd sulla riforma del lavoro, e che ha già incassato le critiche di due istituzioni molto diverse tra loro, ma altamente rappresentative: la Conferenza Episcopale Italiana e il Corriere della Sera, per mezzo del suo (ancora per poco) direttore Ferruccio de Bortoli.

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