27/10/2014

Uruguay, vince la sinistra ma si va al ballottaggio

autore: Giacomo Morabito

Come in Brasile, anche in Uruguay è la sinistra a vincere. Il candidato del Frente Amplio Tabaré Ramón Vázquez Rosas è stato il più votato in occasione del primo turno delle elezioni presidenziali, ma sarà necessario ricorrere al secondo turno elettorale poiché non ha raggiunto il 50% dei voti.

Vázquez Rosas ha conquistato il 48,92% delle preferenze, mentre i sui principali avversari, Luis Alberto Aparicio Alejandro Lacalle Pou del Partido Nacional e Juan Pedro Bordaberry Herrán del Partido Colorado, hanno ottenuto rispettivamente il 32,42% e il 13,58% dei voti.

Si tratta di un risultato molto importante per il partito del Presidente uruguaiano José Mujica: in base alla percentuale dei voti ottenuti, infatti, si preserverebbe la maggioranza presso l’assemblea parlamentare. Inoltre, questo risultato ha cancellato il sorprendente impatto che l’arrivo di Lacalle Pou ha avuto sullo scenario politico.

Uruguay 2

Photo by Vince AlongiCC BY 2.0

Infatti, le sue promesse di rinnovamento generazionale e di cambiamento avevano permesso di confrontarsi alla pari con Vázquez Rosas, come dimostrato dai recenti sondaggi. Secondo le inchieste condotte da Grupo Radar (7 ottobre) e Opción Consultores (1 ottobre), il divario fra Vázquez Rosas e Lacalle Pou non era così largo: rispettivamente, 45%-40% e 47,1%-45,5%. Addirittura secondo il sondaggio di Interconsult (14 ottobre), Lacalle Pou era in vantaggio rispetto a Vázquez Rosas (47%-46%).

Sebbene ci sia ancora il secondo turno elettorale, che si svolgerà il prossimo 30 novembre, il Frente Amplio ha dimostrato ancora una volta di essere la prima forza politica del paese, spazzando via tutte le perplessità e le critiche sollevate dalla stampa locale e, soprattutto, “riconquistando” la fiducia del proprio elettorato. Oltre 2,1 milioni di uruguaiani si sono recati alle urne per le elezioni generali e per il referendum costituzionale, che riguarda la proposta di modificare l’articolo 43 della Costituzione uruguaiana, proponendo di abbassare da 18 a 16 anni l’età minima di imputabilità penale. Il referendum era stato sponsorizzato dal candidato del Partido Colorado Bordaberry Herrán che quindi, dato l’esito negativo, ha vissuto una “doppia sconfitta”.

Immagine in evidenza: photo by Pablo Viojo – CC BY 2.0