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pubblicato: lunedì, 2 febbraio, 2015

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Bagarre in Forza Italia: elezione Mattarella è tradimento del Patto del Nazareno

A due giorni dall’elezione del Presidente della Repubblica, non si placano le polemiche in seno a  Forza Italia: numerosi forzisti puntano il dito contro Matteo Renzi che avrebbe tradito il patto del Nazareno e la conseguente fiducia di Berlusconi. Quest’ultimo però si dice sereno e non lascia trasparire alcuna reazione. Anzi, poco dopo l’elezione di Sergio Mattarella, ha inviato al neo Presidente un telegramma di congratulazioni. Per ulteriori rumors bisognerà attendere domani, quando il Cavaliere giungerà a Roma per incontrare i suoi.

Ad essere particolarmente polemica è la corrente di Raffaele Fitto, che già da parecchi mesi è in frizione con il leader di Forza Italia: “La storia di Berlusconi non finisce in gloria. Renzi gli ha dato il colpo definitivo. D’ altronde, se per cose del genere ti affidi a Verdini, come vuoi che finisca?” afferma Giuliano Urbani in un’intervista al Corriere della Sera “Uno con un minimo di cultura politica l’ avrebbe capito subito che Renzi, di fronte al Quirinale, sarebbe partito dall’unità del suo partito. È un ragionamento elementare. Berlusconi invece si è affacciato alla trattativa con degli uomini che non solo non capiscono nulla di strategia, il che sarebbe già grave, ma nemmeno di tattica”.

“Credo che politicamente, e questo è un male anche per il Paese, sia finito. Un po’ è colpa dell’età, un pò delle vicende giudiziarie” continua Urbani che ha concesso una lunga intervista anche al Messaggero. “Ma questo è un processo irreversibile anche dal punto di vista elettorale, visto che Silvio s’è messo nelle condizioni di finire stretto tra Salvini e Renzi. Non ha realizzato la rivoluzione liberale ed è colpa di carenza di cultura politica. Berlusconi, in fondo, non ne ha. Bravissimo nella comunicazione, certo. Ma poco di più. Renzi deve stare attento a non finire allo stesso modo. Invito Berlusconi a farsi da parte e a prendere atto che una stagione è finita, la rivoluzione liberale non c’ è stata e il centrodestra va completamente rifondato”. Ma l’indiziato principale, Denis Verdini, rifiuta categoricamente di dimettersi: “Le dimissioni non sono nel mio dna e non ne vedo le ragioni” dice a Repubblica tv.

denis verdini produttività parlamentare

A parlare è anche Donato Bruno, il vicepresidente dei senatori di Forza Italia: “Berlusconi vuole mantenere la parola data, ma adesso non so come sarà possibile far votare i nostri parlamentari: nel loro animo il patto del Nazareno è tramontato. Non so se, e come, Berlusconi riuscirà a convincerli a tenerlo in piedi”. Intervistato dalla Stampa, il vicepresidente dei senatori di Fi spiega che, dopo la partita del Quirinale, “niente sarà come prima”. “Renzi, hai i numeri in Senato? Allora puoi stare sereno, ma se non li hai… Vediamo come farà con la riforma costituzionale, e con quella elettorale, se tornerà a Palazzo Madama. Dopo quello che è successo con l’ elezione di Sergio Mattarella, è difficile che tutto resti come prima. In politica ognuno fa e dice quello che più ritiene opportuno per se stesso. Ma ripetere ancora che il Quirinale non era un’appendice del Nazareno è assolutamente irreale. Quando si stringe un accordo, si crea un rapporto fiduciario, finché qualcuno non lo rompe. Renzi si assumerà la responsabilità delle conseguenze che ne deriveranno”.

Tesi sostenuta anche da Il Mattinale, house organ del gruppo forzista alla Camera. “Nulla sarà più come prima. Il colpo inflitto da Matteo Renzi al percorso comune di riforme e di consolidamento delle istituzioni è una rottura grave. Renzi ora è Tsipras nella testa e negli atti. Ha scelto di allearsi con la sua sinistra”.

A difendere il comportamento e la linea politica del Cavaliere è Giovanni Toti, suo consigliere politico che a Tgcom24 dichiara: “La Rossi dice cose condivisibili. Senza processi sommari, non sono nella nostra cultura, ma certamente la linea politica incarnata da alcuni personaggi che non ha portato risultati. Quella roba lì non c’è più sul tavolo ma se si vuole ristabilire un percorso si deve fare seria analisi degli errori, se lo strappo lo ha voluto Renzi certamente anche noi abbiamo contribuito con alcuni errori”.

“A Fitto” continua Toti “voglio fare appello per assumersi delle responsabilità. Lui ha fatto un’opposizione a viso aperto, gliene va dato atto. Ora trasformi le idee di opposizione in idee di gestione, entri dentro con patto generazionale, un “patto dei quarantenni”. Questo non è il momento delle divisioni”. “Io prosegue Toti  “ Fitto, la Rossi, la Bergamini, abbiamo la stessa età e siamo tutte persone che credono nel centrodestra e nella sua ricostruzione. Io credo che le divisioni vadano lasciate indietro. Chi ne resta fuori, pensando solo alle critiche e a dire “io lo avevo detto”, non offre un contributo costruttivo”.

Chi non crede più in Forza Italia è Daniela Santanché. Secondo Il Fatto Quotidiano, la pasionaria del centrodestra starebbe pensando di passare alla Lega Nord di Salvini.

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