Grillo condannato: “Io come Mandela e Pertini”

Pubblicato il 14 Settembre 2015 alle 16:59 Autore: Lorenzo Panizzari
Fassino Beppe Grillo, leader del M5S

Dio è morto, Marx è morto, ed anche io non mi sento troppo bene. La parafrasi della battuta “Se Pertini e Mandela sono finiti in prigione potrò andarci anch’io” è stata la risposta di oggi di Grillo alla condanna di un anno (già presentato il ricorso) emessa contro di lui per la diffamazione del Professor Franco Battaglia – docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Grillo condannato, il precedente

In un comizio contro il nucleare del 11 maggio 2011, Grillo disse che il Professore “affermava delle coglionate in merito al nucleare”. Inevitabile la querela; di cui oggi la sentenza. Il PM aveva chiesto una multa di 6.000 Euro, il Giudice ha tolto la condizionale e condannato ad un anno di reclusione e 50.000Euro di risarcimento. Per comprendere la durezza si deve guardare al pregresso di Grillo: nel 2003 il patteggiamento nella causa intentatagli da Rita Levi Montalcini, definita una “vecchia p#*?!@a” ed insinuando che il nobel fosse arrivato grazie ad una azienda farmaceutica; nel 2012 la condanna in appello a 50.000Euro di risarcimento per aver diffamato Fininvest; nel 2013 condanna in Cassazione per la diffamazione di Giorgio Galvagnano (di FI) ed in primo grado per quella di Antonio Misiano (PD). Sebbene quindi Grillo chieda retoricamente se “Forse fa paura che il Movimento 5 Stelle si stia avvicinando al governo?”, la dura condanna sembra più il frutto di un comportamento reiterato che un sabotaggio politico volontario.

La festa di Imola

Ma la condanna è solo uno dei guai che oggi piovono da più parti sui grillini. Mancano pochi giorni all’happening di Imola in cui il M5S dovrebbe sancire la propria trasformazione da movimento di opposizione a proposta di Governo, e nessuno sa ancora quanto hanno pagato per affittare l’autodromo e se e quanto costa al Comune l’evento. Interrogati in merito, dal Comune hanno risposto “Abbiamo un patto di riservatezza nella diffusione delle informazioni relative al contenuto dell’accordo con il Movimento Cinque Stelle”, ed analogo patto è stato stipulato con Uberto Selvatico Estense, presidente della società Formula Imola che gestisce l’autodromo.

Il commercialista di Grillo

Ed infine, sono passati pochi giorni (era l’8 settembre) dalla nomina di Enrico Maria Nadasi nel CDA della FILSE, la finanziaria che gestisce le spese della Regione Liguria. Chi è Nadasi? Il commercialista di Grillo. Il consigliere eletto oggi sarà di opposizione ed avrà il compito di effettuare un controllo delle spese della società, ma lo stesso il fatto che sia il commercialista di fiducia di Grillo fa soffiare forte il vento del conflitto di interessi. Insomma, intorno all’ottavo anniversario del primo V-day (8 settembre 2007) il M5S si mostra in forte trasformazione, ma anche sempre più simile ad un “normale partito politico italiano”: leader condannati, spese secretate, cooptazione e conflitto di interessi.

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L'autore: Lorenzo Panizzari

Lorenzo Panizzari, classe 1965, lavoro in ambito Operations nell’industria meccanica. Per aziende italiane, negli anni ’90 ho lavorato in Spagna e Germania, e nel 2010-13 a Shanghai. Iscritto all’università nell’ottobre 2005: lavorando ho conseguito la Triennale in Storia e Filosofia Contemporanea nell’aprile 2008 e la Magistrale in Sc. Politiche nel dicembre 2009.
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