pubblicato: mercoledì, 7 Settembre, 2016

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Roma, M5S e bugie: dopo Raggi e Muraro tocca anche a Di Maio

di maio alla camera seduto in primo piano

Roma, M5S e bugie: dopo Raggi e Muraro tocca anche a Di Maio

L’ondata di scetticismo – se non, per i più critici, di vera e propria indignazione – verso gli sviluppi delle vicende relative alla giunta romana M5S guidata dal sindaco Virginia Raggi inizia ad espandersi, coinvolgendo le più alte sfere istituzionali penta stellate.

Dopo il vortice delle polemiche che ha risucchiato il sindaco ed il suo assessore all’Ambiente Paola Muraro, accusate di aver taciuto di essere a conoscenza di un’indagine a carico di quest’ultima, ora tocca al vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

M5S, Roma e bugie: tocca a Di Maio

Sintetizzando la questione, secondo le informazioni raccolte da Repubblica il giovane deputato grillino era a conoscenza dell’indagine a carico della Muraro da almeno un mese. Ma per capire i dettagli, è necessario collocare cronologicamente i vari tasselli.

Secondo la ricostruzione di Repubblica, dopo aver appreso dell’indagine a carico della Muraro il 18 luglio, la Raggi si sarebbe confrontata sia col capo gabinetto – ora dimessosi – Carla Maria Rainieri che con il direttorio pentastellato. Per la precisione, la Raggi ammette di aver parlato non con i vertici nazionali ma unicamente con quelli capitolini.

In realtà, il quotidiano documenta uno scambio di messaggi datato 4 agosto tra Paola Taverna – membro del direttorio romano – e Luigi Di Maio, esponente di quello nazionale. Uno scambio di battute che evidenzia come il vicepresidente della Camera sarebbe quindi a conoscenza dell’indagine da diverse settimane. Ma come ammette la stessa Repubblica, non è chiaro se Di Maio abbia informato anche il resto del direttorio nazionale. Il quale però, nelle stesse ore, ha partecipato attivamente alla campagna social a sostegno del sindaco capitolino con l’hashtag #SiamoTuttiConVirginia. Oltre ad aver preso parte, 48 ore prima, ad una cena con la Raggi, durante la quale sembra difficile supporre che non si sia parlato minimante del caso Muraro.

Oltre allo scambio di messaggi con la Taverna c’è però anche un’altra mail – resa nota da Huffington Post con cui Di Maio sarebbe stato informato a tempo debito dell’indagine a carico della Muraro. E proprio su questo punto si registra il commento del diretto interessato, che nella mattinata odierna si è scusato, ammettendo di aver “letto male” la mail incriminata (vedi foto sotto). Il vicepresidente della Camera, dal suo profilo Facebook, ha poi invitato tutti i militanti a Nettuno. “Io stasera torno in piazza. Il #Costituzionecoasttocoast quindi si chiude stasera a Nettuno, alle 19 in piazza Cesare battisti. Io arriverò intorno alle 19.45 E più tardi darò un appuntamento a macchine, moto e motorini per ‘scortarmì a nettuno””.

mail taverna-di maio

E così, mentre la confusione continua ad alimentare le voci sulla guerra intestina all’interno del Movimento – a cui si aggiungono anche le stoccate provenienti dal sindaco parmense Federico Pizzarotti (“Di Maio è un incapace” ha detto in un’intervista a La Stampa)– si avvicina sempre più il momento dell’intervento diretto di Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Anche se è difficile pensare – a meno di cambiamenti radicali sul piano strutturale – che possa servire a riportare alla calma all’interno di un Movimento dilaniato da bugie e giochi di parole e ormai al tempo stesso cacciatore e preda del suo stesso giustizialismo fondo. Risultando, come sottolineato sul web dai militanti più delusi, ormai sempre meno diverso dai tanto criticati partiti tradizionali.

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