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Referendum Costituzionale, Berlusconi e il suo No “Costruttivo”

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Referendum Costituzionale, Berlusconi e il suo No “Costruttivo”

Tornato dopo una lunga permanenza a New York per motivi di salute, Silvio Berlusconi ha ripreso le redini del partito e non ha lesinato rimbrotti e critiche ai suoi dirigenti.

Critiche destinate soprattutto a quegli esponenti azzurri che hanno partecipato ad iniziative per il No al referendum costituzionale con Massimo D’Alema e Gianfranco Fini.

Il perchè è presto detto. L’ex premier non vuole accodarsi al coro di contrari che boccia la riforma costituzionale solo perchè porta la firma di Matteo Renzi.

Berlusconi vuole organizzare una sua personale campagna “dedicata alle ragioni di un No costruttivo” al referendum costituzionale.

Referendum Costituzionale, la maratona per il No di FI

Per questo è stata già indetta, il 22 ottobre al Teatro Nuovo di Piazza San Babila a Milano, una “maratona per il No“. Ad annunciarlo è stata la coordinatrice lombarda di Fi Mariastella Gelmini, che ha spiegato che alla giornata parteciperanno alcuni esponenti del partito, dai parlamentari Paolo Romani e Renato Schifani, al governatore ligure Giovanni Toti all’ex candidato sindaco di Milano Stefano Parisi.

La presenza di Silvio Berlusconi non è ancora stata confermata. “Berlusconi – ha detto l’ex ministro – è posizionato per il no al referendum costituzionale. Un no sofferto ma che significa una mancanza di fiducia in Renzi”.

Obiettivo della campagna di Forza Italia è “ridimensionare la propaganda, riportando tutto alla ragionevolezza” ha aggiunto Gelmini.

Ma anche spiegare a quei moderati che appaiono disorientati per la posizione intrapresa dal partito di Berlusconi, le ragioni del No.

La strategia di Berlusconi, quindi, si allontana da quella intrapresa da Salvini e Meloni che hanno ammesso di votare No per mandare a casa Renzi.

Referendum Costituzionale, la proposta alternativa di Berlusconi

Berlusconi ha in mente una sua proposta di riforma costituzionale. Il Corriere della Sera ne ha riportato i punti focali

“Diremo no, certo. Ma lo faremo presentando una nostra proposta di riforma. Il bicameralismo rimane ma il numero dei parlamentari viene dimezzato, quattrocento deputati e cento senatori. Poi, sui costi della politica, prevediamo un taglio delle indennità del 30%. E non dimentichiamo la sfiducia costruttiva, la norma anti-ribaltone contro tutti quelli che cambiano casacca una volta eletti”.

Proposta che ha ragione di esistere solo in un solo caso: che il 4 dicembre il fronte del No esca vittorioso dalle urne.

ultima modifica: venerdì, 14 Ottobre 2016