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Assemblea Nazionale Pd, Renzi: proponiamo ritorno al Mattarellum

Assemblea Nazionale Pd, oggi Renzi scioglie la riserva: resterà o no segretario?

“Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera”. Si conclude così, con la citazione aulica di Paolo Neruda, il discorso del segretario del Pd, Matteo Renzi, di fronte all’Assemblea Nazionale. Per mettere un punto fermo e ripartire. “Rimettersi in cammino” come dice l’ex premier. Renzi riparte da tre punti chiave: l’autocritica sulla sconfitta referendaria, il rispetto dei tempi Congressuali e, sulla legge elettorale, la proposta di tornare al Mattarellum.

Assemblea Nazionale Pd, Renzi e l’analisi del voto

“Abbiamo straperso – ha iniziato Matteo Renzi – il 41% è una sconfitta netta. Sognavo di prendere 13 milioni di voti, ne abbiamo presi 13 e mezzo ma la straordinaria partecipazione ha portato a non far bastare quei 13 milioni e mezzo di voti. Abbiamo perso tra i giovani e i disoccupati”. Ma quali sono stati gli errori principali? “Abbiamo dimostrato di fare bene le slide ma non abbiamo ascoltato il dolore delle persone – ha aggiunto il segretario del Pd –. Abbiamo sbagliato pensando fosse sufficiente una politica di investimenti e patti per il Sud senza il coinvolgimento vero di quella parte del Sud che doveva essere portata con noi in una sfida etica prima che economica”. “Da un lato avevamo i voti di fiducia al Senato – ha chiarito Renzi –, dall’altro 19milioni di persone che hanno detto “Basta”. Ma il No non è una proposta politica omogenea”. Così, l’ex premier ha annunciato una “campagna di ascolto” che partirà il prossimo 21 dicembre e passerà dalla grande mobilitazione nazionale dei circoli il prossimo 21 gennaio.

Renzi: nessun Congresso anticipato

La riflessione di Renzi poi si è spostata rapidamente sul futuro del nuovo Partito Democratico e sulle scadenze elettorali del 2017. “Dal 5 dicembre ho pensato al congresso – ha detto l’ex Sindaco di Firenze –. Ma la prima regola del nuovo corso deve essere ascoltare di più e così ho accettato i suggerimenti di chi ha chiesto di non fare del congresso il luogo dello scontro del partito sulla pelle del Paese e non piegare alle esigenze che sentivo le regole”. “Faremo il congresso nei tempi previsti e non come resa dei conti” ha aggiunto. In altre parole, l’ex premier resterà segretario del Pd fino all’autunno prossimo quando scadrà il suo mandato e si aprirà il nuovo Congresso. Renzi ha anche annunciato che tornerà a convocare da mercoledì prossimo la segreteria ammettendo implicitamente di averla trascurata in questi quasi 3 anni di governo.

Legge elettorale, Renzi: ripartiamo dal Mattarellum

Oltre alla scelta di restare fino all’autunno segretario del Pd, Renzi ha anche fatto una proposta concreta alle altre forze politiche per modificare la legge elettorale (anche se non ha chiarito i tempi): tornare al Mattarellum. “Chiediamo a tute le altre forze politiche di non fare melina sulla legge elettorale – ha esordito l’ex premier –. Noi proponiamo di tornare al Mattarellum: è una legge di un articolo. Lo chiediamo a tutte le altre forze politiche“. Il Mattarellum potrebbe andare bene sia alla Lega (Salvini ha già annunciato il suo “Sì”) e al Movimento 5 Stelle che potrebbe essere messo alle strette avendo votato la mozione Giachetti (2013) per tornare alla vecchia legge elettorale. Contrario potrebbe essere Silvio Berlusconi che però con quella legge ha vinto nel 2001 riuscendo a governare per 5 anni.

Assemblea Nazionale Pd, il dibattito

Dopo la relazione del segretario Renzi si è aperto il dibattito che si concluderà alle 15/15.30 con un voto dell’Assemblea.

Franceschini: sconfitta di tutti, non tornare al proporzionale

Al dibattito che si è aperto dopo la relazione di Renzi hanno partecipato anche molti big del Partito Democratico. Tra questi, Dario Franceschini che molti rumor davano come candidato principale a Palazzo Chigi per sostituire Renzi. Non è stato così. Almeno pubblicamente il Ministro della Cultura ha fatto dichiarazioni di totale condivisione rispetto alla linea di Renzi. “Troppe volte in politica ho visto che le vittorie sono di tutti e le sconfitte di una persona sola – ha esordito Franceschini–. Matteo, la tua sconfitta, è una nostra sconfitta. Siamo noi a non avere capito il popolo non il contrario“. L’ex segretario ha anche condiviso con Renzi la proposta di tornare al Mattarellum. “L’importante è non rassegnarci al proporzionale puro” ha concluso Franceschini.

Cuperlo: rifirmerei stamattina il documento sulla legge elettorale

Il primo componente della minoranza ad intervenire è stato Gianni Cuperlo, sconfitto dallo stesso Renzi al Congresso del 2013. “Il referendum è stato il trailer del ballottaggio previsto dall’Italicum – ha iniziato l’ex Presidente del partito –. Il Pd vive un distacco tra il paese reale e la sua classe dirigente. La classe dirigente più rinnovata di sempre è stata travolta da 8 italiani su 10. I giovani non hanno votato per come era stato scritto l’articolo 70 ma per i voucher, per dire ‘io esisto’”. Dopo le critiche, poi c’è la proposta. Cuperlo ha rivendicato di aver sottoscritto il documento sulla legge elettorale prima del referendum costituzionale: “lo firmerei di nuovo”.

Delrio: non abbiamo paura del voto, Gentiloni ci porterà alle elezioni

A sostegno dell’ex premier anche l’attuale Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. “Non dobbiamo avere paura del voto – ha detto l’ex Sindaco di Reggio Emilia –. Tutte le forze politiche hanno chiesto a Gentiloni di farsi carico di un periodo per traghettare il paese alle nuove elezioni, dopo l’approvazione della legge elettorale”.

Orlando: il Mattarellum non risolverà i nostri problemi

La prima opinione critica nei confronti della proposta di Renzi di tornare al Mattarellum è il Ministro della Giustizia e possibile candidato segretario, Andrea Orlando. “Io ero contro l’Italicum perché in un sistema tripolare una minoranza non può diventare maggioranza avendo contro l’80% delle persone – ha detto –. Nessuno vuole tornare al proporzionale puro ma mi chiedo: basta tornare al maggioritario muscolare per risolvere la situazione?”.

Giachetti: Speranza e la minoranza hanno la faccia come il c…

L’idilliaco clima durato fino alle 14 è stato interrotto dall’intervento del vicepresidente della Camera Roberto Giachetti. L’ex candidato Sindaco di Roma è andato direttamente all’attacco della minoranza, oggi rappresentata da Roberto Speranza che ieri ha annunciato di volersi candidare contro Renzi. “Matteo non vuole cacciare nessuno ma io mi chiedo cosa ci stanno ancora a fare in questa comunità coloro che continuano a seminare fango su di essa. A Speranza dico che voi non volete Renzi al comando del partito. Sulla legge elettorale, Roberto Speranza e la minoranza hanno la faccia come il culo perché quando venne votata la mia mozione sul Mattarellum lui era capogruppo e i ministri erano quelli di Bersani”.

Comunali Roma, Roberto Giachetti, candidato sindaco, Pd, il vicepresidente della Camera con una mano nei pressi del mento

Rossi: convocare subito il Congresso

Per la minoranza Pd interviene Enrico Rossi, anche lui candidato alla segreteria. “Non condivido la relazione di Matteo Renzi – ha esordito il governatore della Toscana –. L’unico modo per mettere in campo idee nuove è quello di convocare un Congresso. E infine dovremo aprire un tavolo con le forze sociali presentando un patto sociale per riprendere lo sviluppo economico del paese”.

ultima modifica: domenica, 18 Dicembre 2016