Sondaggi elettorali IPSOS: operai, 39% vota M5S. Per Landini, consenso palpabile

Pubblicato il 7 Febbraio 2017 alle 13:44
Aggiornato il: 10 Febbraio 2017 alle 16:06
Autore: Alessandro Faggiano
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Sondaggi elettorali IPSOS: operai, 39% vota Movimento 5 Stelle

Buone notizie per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo: secondo un sondaggio IPSOS – l’istituto demoscopico di Nando Pagnoncelli – ben il 39% degli operai voterebbe i pentastellati. Uno smacco di grande rilevanza per il Partito Democratico, che rileva una falla importante nel suo bacino elettorale – deviando più su elettorato tipico del centrodestra -. Il Corriere della Sera ha raggiunto il leader del sindacato FIOM, Landini.

Sondaggi elettorali IPSOS: operai, 39% vota M5S, Landini: “consenso palpabile”

Il segretario FIOM definisce così il dato rilevato da IPSOS per il Corriere. Landini afferma con sicurezza che, girando per le fabbriche, il consenso per i 5 stelle è palpabile. Assicura che il voto operaio già non si canalizza verso le forme della sinistra, e che in un passato recente ha premiato la Lega e anche Forza Italia. Il consenso dato ai 5 stelle, però, deriverebbe più dalla disillusione nei confronti dei partiti tradizionali – specialmente di sinistra, o da quelli che si definiscono tali – piuttosto che per un programma di governo accattivante. Landini crede che il voto per Grillo è un voto contro la nomenclatura. Un voto legato a una crisi del sistema, incapace di far fronte alle istanze di una classe operaia depauperata di una serie di importanti diritti.

anche se una situazione peggiore di oggi quanto a destrutturazione dei diritti del lavoro è difficile immaginarla. Sono state ridotte anche le tutele classiche degli ammortizzatori sociali, la precarietà è aumentata e la legislazione è stata stravolta

Sondaggi elettorali IPSOS: la conferma dell’assenza di una sinistra?

Lo scollamento tra classe operaia e partiti tradizionalmente di sinistra si palesa ulteriormente attraverso il sondaggio di IPSOS. Pesa una riforma del lavoro che flessibilizza il mercato, ma che allo stesso tempo precarizza la posizione lavorativa del dipendente. La combinazione del jobs act, unito alla grande battaglia di Renzi per eliminare una delle più forti forme di tutela del lavoratore, ha fatto crollare a picco l’indice di gradimento degli operai nei confronti del PD. Il partito più adatto a prendere il testimone si è dimostrato il Movimento 5 Stelle, almeno stando ai sondaggi e al discorso di Landini (basato sulla sua esperienza personale per le fabbriche d’Italia). I partiti maggiormente a sinistra – come Sinistra Italiana e Possibile – sono alla finestra per attrarre, dalla loro parte, quella nutrita schiera di operai scontenti, disillusi e arrabbiati, che hanno voltato le spalle all’ex premier Renzi in occasione del decisivo referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

 

 

L'autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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